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Il cibo come aggregatore sociale: al via il progetto “La Comunità del Buon Gusto di Cagliari”

La scuola di cucina sarda vede nel cibo uno strumento di integrazione e di cambiamenti di vita, affinché i ragazzi possano apprendere nuove competenze ed essere accompagnati nell’inserimento lavorativo

Il cibo come aggregatore sociale: al via il progetto “La Comunità del Buon Gusto di Cagliari”

Non essere solo una scuola di cucina ma un luogo in cui i giovani possano seguire e condividere la loro passione per i fornelli. Con questo obiettivo nasce la “Comunità del Buon Gusto di Cagliari“, il progetto sostenuto da Intesa Sanpaolo, attraverso il Programma Formula, in collaborazione con Fondazione Cesvi e coordinato dalla Cooperativa Sociale La Carovana.

Nel dettaglio, la finalità principale del progetto è consolidare un percorso di sviluppo di comunità nel quartiere di Sant’Elia creando un presidio comunitario permanente, finalizzato ad aumentare la partecipazione e la collaborazione, il rafforzamento delle relazioni, delle conoscenze, delle competenze e abilità, l’aumento dell’occupabilità degli abitanti, oltreché favorire la valorizzazione del territorio. “Una risposta rapida ed efficace alle problematiche sociali territoriali”, ha sottolineato Roberto Vignola, vice direttore generale di Fondazione Cesvi. 

Nel quartiere Sant’Elia di Cagliari il tasso di disoccupazione femminile e giovanile supera del 20% quello riscontrato in altre zone della città, il 30% dei residenti ha conseguito la sola licenza elementare, mentre appena il 4% possiede un diploma superiore o una laurea. In questo contesto, l’abbandono e il degrado degli spazi pubblici e una penuria di servizi d’istruzione, sanitari e dei trasporti, si sommano alla mancanza di attività dedicate ai giovani, aumentando così il rischio di marginalità e disoccupazione.

Il progetto coinvolgerà almeno 50 ragazze e ragazzi nei corsi di cucina dell’Accademia del Buon Gusto, affinché possano apprendere nuove competenze tecniche, acquisire competenze trasversali, ed essere accompagnati nell’inserimento lavorativo; almeno 100 cittadine e cittadini come volontari a supporto dell’organizzazione di corsi, attività ed eventi, tra cui il Cagliari Food Festival; almeno 1.000 cittadini e cittadine come beneficiari diretti delle azioni del presidio di comunità; e almeno 5mila persone come partecipanti agli eventi e al S.Elia Food Festival. “L’intento è quello di facilitare iniziative di cittadinanza attiva che consentano ai residenti di coordinarsi per offrire qualche risposta concreta ai bisogni che la comunità stessa esprime”, ha affermato Claudio Zasso, project manager de “La Comunità del Buon Gusto” e presidente della Cooperativa Sociale La Carovana. 

Parallelamente verrà implementata la strutturazione di un “tavolo permanente”, volto a favorire la comunicazione tra i vari soggetti – istituzionali e non – che operano sul territorio, all’attivazione di nuove progettualità, a creare interlocuzioni dirette tra il mondo delle risorse formali e informali e i residenti nel quartiere. 

“In poco tempo siamo arrivati all’inaugurazione di un progetto che va a beneficio di un territorio dove operiamo storicamente, alla cui crescita vogliamo contribuire con professionalità e concretezza. Intesa Sanpaolo con i suoi circa 70 punti operativi, non è solo un punto di riferimento per imprese e famiglie, bensì una wealth management company, che si occupa della tutela dei suoi clienti e si impegna a fondo per realizzare progetti di inclusività sociale e di sostenibilità ambientale”, ha dichiarato Stefano Cappellari, direttore regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo.   

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