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Icop punta su Trevi: Ops totalitaria con premio del 20,1% e obiettivo delisting

Icop punta su Trevi con un’Ops totalitaria in azioni e un premio del 20,1%: l’obiettivo è arrivare al delisting e creare un nuovo polo italiano dell’ingegneria del sottosuolo

Icop punta su Trevi: Ops totalitaria con premio del 20,1% e obiettivo delisting

Icop, impresa italiana di ingegneria e opere specialistiche fondata nel 1920 e con sede a Basiliano, in provincia di Udine, muove su Trevi e apre un nuovo capitolo nel consolidamento dell’ingegneria del sottosuolo nazionale. La società, tra i principali operatori europei nel microtunneling e nelle fondazioni speciali, ha annunciato un’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Trevi – Finanziaria Industriale, quotate su Euronext Milan. L’operazione punta all’integrazione strategica tra i due gruppi e, se ci saranno le condizioni, al delisting di Trevi. L’idea è costruire un nuovo polo italiano dell’ingegneria del sottosuolo, capace di competere su scala internazionale nelle fondazioni speciali, nel microtunneling e nelle infrastrutture complesse. Icop metterebbe sul tavolo la propria piattaforma industriale, cresciuta negli ultimi anni tra Europa e Stati Uniti, mentre Trevi porterebbe competenze geotecniche, presenza globale, relazioni commerciali consolidate e una lunga esperienza nei grandi progetti.

Il prezzo dell’offerta e il premio agli azionisti

L’Ops riguarderà fino a 65.578.216 azioni ordinarie Trevi, pari al 100% del capitale sociale. Il corrispettivo sarà interamente in azioni Icop di nuova emissione: per ogni azione Trevi portata in adesione saranno riconosciute 0,133 azioni Icop. Tradotto, chi consegnerà 1.000 azioni Trevi riceverà 133 nuove azioni Icop.

Sulla base del prezzo ufficiale di Icop alla chiusura del 26 giugno 2026, pari a 31,300 euro, il concambio valorizza ogni azione Trevi 4,163 euro. Il premio è del 20,1% rispetto al prezzo ufficiale di Trevi della stessa seduta, pari a 3,467 euro. Il confronto diventa ancora più marcato se si guarda all’aumento di capitale Trevi: il premio è del 35,4% rispetto al TERP, pari a 3,074 euro, e del 108,1% rispetto al prezzo di offerta delle nuove azioni, fissato a 2,00 euro.

Il perfezionamento dell’offerta passerà da una serie di condizioni, tra cui l’approvazione dell’aumento di capitale Icop a servizio dell’Ops, il via libera di Consob al documento di offerta e il raggiungimento di almeno il 90% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee Trevi, salvo eventuali rinunce previste dalla documentazione dell’operazione.

I numeri del nuovo gruppo

La combinazione tra Icop e Trevi darebbe vita a un gruppo con ricavi pro-forma 2025 superiori a 1 miliardo di euro e un backlog complessivo oltre i 2 miliardi. La maggiore dimensione è uno degli elementi centrali del progetto, perché permetterebbe al nuovo gruppo di presentarsi con più forza sui grandi programmi infrastrutturali internazionali, dove scala, track record e copertura geografica sono sempre più decisivi. Icop stima che l’integrazione possa produrre, a regime dal quarto anno dopo il perfezionamento dell’offerta, sinergie tra 120 e 140 milioni di euro di ricavi addizionali annui e tra 55 e 75 milioni di euro di Ebitda all’anno. Le leve indicate riguardano la complementarità commerciale, l’utilizzo più efficiente del parco macchine, il maggior potere negoziale con i fornitori e la razionalizzazione delle funzioni corporate.

Il progetto industriale prevede anche una rifocalizzazione geografica, maggiore efficienza operativa e un rafforzamento del profilo finanziario. Icop valuterà inoltre possibili opzioni sulla divisione macchine di Trevi, inclusa una valorizzazione tramite operazioni straordinarie, precisando però che al momento non ci sono trattative in corso con terzi.

Petrucco: “Non costruiamo soltanto un gruppo più grande”

Per l’amministratore delegato di Icop, Piero Petrucco, l’operazione è “la naturale evoluzione di un percorso industriale già avviato”. Il manager ha ricordato la crescita compiuta dal gruppo, passato da operatore prevalentemente italiano ed europeo a realtà internazionale, anche grazie alle acquisizioni realizzate negli ultimi anni. Il cuore dell’operazione, nelle sue parole, è l’unione di “due eccellenze tecniche e ingegneristiche italiane, con presenza internazionale, tra loro complementari”. Icop porterebbe disciplina finanziaria ed esecutiva, Trevi competenze nei progetti più complessi e in geografie sfidanti.

“Con l’Offerta che abbiamo annunciato oggi, non costruiamo soltanto un gruppo più grande. Vogliamo costruire una piattaforma industriale italiana di standing globale più tecnologica e più capace di generare valore nel tempo per tutti gli stakeholder” ha dichiarato l’ad.

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