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IA, Oracle al centro dei dubbi degli investitori sulla tenuta dei tech Usa. Spiragli da Micron Technology

Il titolo Oracle mercoledì è sceso del 5,4% trascinando tutto il settore a Wall Street. Ma le sue azioni sono crollate di quasi il 50% da settembre, dopo che un accordo con OpenAI aveva innescato un rally del 35%

IA, Oracle al centro dei dubbi degli investitori sulla tenuta dei tech Usa. Spiragli da Micron Technology

Continuano ad addensarsi le nubi sul settore dell’intelligenza artificiale negli Usa. L’intricata rete di accordi e finanziamenti tra aziende tecnologiche per grandi progetti continua a innervosire gli investitori da mesi, e ieri i nervi sono schizzati dopo che è saltato un accordo da 10 miliardi di dollari tra il gestore patrimoniale Blue Owl e Oracle per supportare un progetto di data center. Ora il colosso tecnologico è al centro dell’attenzione: già fortemente indebitato, le sue azioni sono crollate di quasi il 50% da settembre, dopo che un accordo con OpenAI aveva innescato un rally del 35%. La preoccupazione è che Oracle farà fatica a ottenere un ritorno sui suoi ingenti investimenti in conto capitale. Ieri le azioni di Oracle, azienda texana di cloud computing, sono crollate del 5,4%.

Oracle ha dichiarato che i colloqui per un accordo azionario a supporto del suo progetto di data center nel Michigan proseguono nei tempi previsti anche senza Blue Owl Capital. Il progetto da oltre 1 gigawatt a Saline Township, nel Michigan, fa parte del progetto infrastrutturale Stargate AI promosso da Oracle e OpenAI. Oracle a fine ottobre aveva detto che l’inizio dei lavori è previsto per l’inizio del 2026.

Nelle ultime settimane, gli investitori hanno esaminato attentamente lo sviluppo dell’infrastruttura di intelligenza artificiale di Oracle, mentre il suo debito aumenta e le sue fortune si legano sempre più a OpenAI. Il produttore di ChatGPT, valutato circa 500 miliardi di dollari, è in perdita e non ha specificato come finanzierà i piani di spesa di oltre 1.000 miliardi di dollari in infrastrutture entro il 2030.

Raffiche di vendite sui tech a Wall Street

Lo stesso vale per altri e l’asticella per placare questi timori sembra sempre più alta. Amazon ieri è scesa dello 0,6% dopo aver dichiarato che la società è in trattativa per investire circa 10 miliardi di dollari nel produttore di ChatGPT, OpenAI. In calo ieri anche il leader dell’intelligenza artificiale Nvidia, del 3,8% e il produttore di chip Broadcom, del 4,5%, portando l’indice dei chip a un calo del 3,9%. Alphabet è sceso del 3,2% dopo che Reuters ha scritto che la sua unità Google sta intraprendendo una nuova iniziativa per erodere il vantaggio software di Nvidia e sta lavorando con Meta per farlo.

Lo spiraglio di luce da Micron Technology

Ad aprire uno spiraglio di luce sul settore tecnologico è arrivato Micron Technology, il più grande produttore statunitense di chip di memoria per computer, che ieri, dopo la chiusra delle contrattazioni ufficiali, ha fornito previsioni ottimistiche per il trimestre in corso, indicando che l’impennata della domanda e la carenza dell’offerta stanno consentendo all’azienda di aumentare i prezzi dei propri prodotti. Il fatturato del secondo trimestre fiscale sarà compreso tra 18,3 e 19,1 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato dall’azienda in un comunicato ieri sera. Gli analisti avevano stimato in media 14,4 miliardi di dollari per il periodo. Escludendo alcune voci, l’utile sarà compreso tra 8,22 e 8,62 dollari per azione, rispetto a una previsione di 4,71 dollari. Le azioni Micron sono aumentate di circa l’8% nelle contrattazioni di fine giornata. Il titolo era già in rialzo del 168% quest’anno.

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