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Humanomics, a Francoforte l’economia a portata di persona

Alla fiera del libro di Francoforte si riscopre il lato politicamente impegnato (e dimenticato) della scienza economica – Nomi come Schulze, Stiglitz, Sedlaceck che rivendicano maggiore uguaglianza, sconfessano il “keynesianesimo bastardo” dell’Occidente fino a obiettare alla Merkel che sono i mercati che devono adeguarsi alla democrazia, e non viceversa.

Humanomics, a Francoforte l’economia a portata di persona

Finora si era scritto di come applicando l’economia a qualsiasi disciplina si potevano ottenere risultati straordinari. Oggi molti dei libri presentati alla Fiera internazionale del libro di Francoforte, che avrà luogo nella capitale finanziaria tedesca dal 10 al 14 ottobre, sono critiche al neo-liberismo e all’eccessiva idolatria nei confronti della “scienza triste”. Quest’anno infatti alla storica Fiera di Francoforte la tendenza si è invertita e sono riaffiorati i libri “impegnati”. Critici verso le soluzioni che l’Occidente sta proponendo alla crisi, molti autori cercano di porre domande alternative e di spostare il focus delle discussioni dalla crescita all’uguaglianza, dall’efficienza dei mercati ai valori della democrazia.

Basta pensare al premio Nobel Joseph Stiglitz con il suo “Il prezzo della disuguaglianza” in cui mette in evidenza l’emergere del gap dei redditi tra i cittadini americani e come queste grandi disparità possano mettere in pericolo la democrazia. Ma sulla democrazia la voce più forte è quella di Ingo Schulze, “I nostri bei vestiti nuovi – Contro una democrazia conforme al mercato“. L’autore si contrappone alla visione della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che vorrebbe un sistema politico adeguato all’economia di mercato. “La ricchezza privata e il debito pubblico non sono mai stati così alti nella storia dell’umanità”. Sono i mercati che devono adeguarsi ai principi enunciati dallle costituzioni democratiche e non viceversa.



Altra star della Fiera è l’autore ceco Tomas Sedlacek, considerato dall’università di Yale una delle “cinque menti più ‘calde’ nell’economia”. Nel suo “L’economia del bene e del male” rilegge i testi che hanno ispirato l’umanità, dalle opere di carattere religioso – Vecchio Testamento, Talmud, Corano – a quelle filosofiche (dell’antica Grecia) e della letteratura (anche il Gilgamesh) utilizzando un filtro di osservazione alquanto particolare: lo squilibrio tra ricchezza e povertà. Lo scopo è tornare a riflettere sull’importanza del fattore umano, della sensibilità che caratterizza saggi e poeti, il senso della giustizia e il valore della solidarietà e decostruire il mito di una scienza umana fondata solo su modelli matematici. 

Ma gli espositori sono più di 7mila, tra cui l’austriaco Robert Menasse, che predica maggiore autocritica da parte dell’Europa, Rainald Goetz o Susanne Schmidt, “come le banche governano la politica”. Insomma, altro che Faust, per quattro giorni a Francoforte è meglio non parlare troppo bene del denaro.  
 


Allegati: Tom� Sedl�cek – Let Europe shakehttp://www.presseurop.eu/en/content/article/1451011-ingo-schulze-10-theses-about-crisis

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