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Guerra Iran, Trump: “In corso negoziati seri. Ma pronti ad attaccare senza accordo accettabile”

Ieri sera il presidente statunitense ha fatto il punto della situazione su Truth, spiegando che gli Usa erano pronti ad attaccare già oggi, ma si tratta di nuovo per intercessione dei Paesi del Golfo

Guerra Iran, Trump: “In corso negoziati seri. Ma pronti ad attaccare senza accordo accettabile”

Il presidente Donald Trump rilancia: dopo aver respinto la proposta di tregua avanzata dall’Iran (cessate il fuoco prolungato e riapertura di Hormuz) era pronto a sferrare un nuovo attacco militare già nella giornata di martedì 19 maggio, ma su richiesta dell’Emiro del Qatar, del principe ereditario dell’Arabia Saudita e del presidente degli Emirati Arabi Uniti ha cambiato i piani, riaprendo i negoziati: “Ho impartito istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo dello Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, affinché non venga eseguito l’attacco contro l’Iran programmato per domani”, ha scritto ieri sera il presidente americano su Truth.

Trump: “In corso seri negoziati ma siamo pronti ad un nuovo attacco senza preavviso”

La sospensione dell’attacco contro l’Iran, ha spiegato Donald Trump semore su Truth, è stata decisa perché “sono ora in corso seri negoziati che porteranno ad un accordo che risulterà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre”. “Tuttavia – ha aggiunto il tycoon sempre nello stesso post sul suo social – ho dato istruzioni di essere pronti a procedere con un assalto completo e su larga scala contro l’Iran con un preavviso minimo, nel caso in cui non venga raggiunto un accordo accettabile”. Il presidente Usa ha inoltre fatto sapere che il nuovo accordo con Teheran “includerà, cosa importante, nessuna arma nucleare per l’Iran”.

Aerei militari Usa si stanno spostando dalla Germania verso il Golfo

A riprova che Washington si sta comunque preparando a riprendere l’offensiva, i dati di navigazione mostrano un flusso continuo di aerei cargo militari statunitensi dalla Germania verso il Medio Oriente, in una nuova operazione di monitoraggio che si è protratta nel periodo compreso tra il 15 e il 17 maggio. Secondo un’analisi dei dati di tracciamento, Al Jazeera ha rilevato almeno 26 voli cargo militari statunitensi in partenza dalla Germania e diretti verso la regione, a testimonianza del continuo e notevole flusso di rifornimenti aerei militari statunitensi, in concomitanza con l’intensificarsi della presenza militare americana nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, del Golfo di Oman e del Mar Arabico.

Il presidente iraniano: “Dialogo non significa resa”

Intanto il Paese asiatico da parte sua ha riattivato la difesa aerea nello Stretto di Hormuz. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, afferma che Teheran “ha avviato il dialogo con dignità, autorevolezza e nel rispetto dei diritti della nazione. E in nessuna circostanza rinuncerà ai diritti legali del popolo e del Paese”, ha scritto ancora il presidente iraniano. “Serviremo il popolo con logica e con tutte le nostre forze, fino alla fine, e salvaguarderemo gli interessi e l’onore dell’Iran”.

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