Il gruppo Gedi e il gruppo Sae di Alberto Leonardis comunicano di aver firmato il contratto preliminare di cessione a Sae del quotidiano torinese La Stampa. La cessione – spiega una nota di Gedi (controllata da Exor, cassaforte olandese della famiglia Agnelli) – comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e di supporto alla redazione. L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal gruppo Sae (acronimo che sta per Sapere aude editore), nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest.
Gruppo Sae, Alberto Leonardis acquista La Stampa
“L’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce – si legge nella nota congiunta – una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Il progetto mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026. La cessione è subordinata all’espletamento delle usuali procedure sindacali e burocratiche previste”.
Gruppo Sae, chi è Alberto Leonardis
Alla guida di Sae c’è Alberto Leonardis, manager abruzzese che, nell’arco di cinque anni, ha acquisito e messo insieme una catena di giornali locali ex Finegil, vale a dire ex Gruppo Espresso (poi divenuto Itedi e infine Gedi): dopo aver rilevato (e rivenduto) – insieme ad altri tre imprenditori – il quotidiano Il Centro, Leonardis ha proseguito lo shopping comprando, sempre da Gedi, altre testate storiche legate al territorio: dalla Nuova Sardegna al Tirreno fino alla Provincia Pavese senza tralasciare baluardi dell’informazione radicati da anni nella feconda Emilia-Romagna. Con la Stampa, è stato detto da più parti, il salto di qualità a livello nazionale. E sempre da più parti è stato detto che la cifra necessaria a chiudere l’operazione si aggirasse attorno ai 22 milioni di euro. Dopo aver incassato il No delle fondazioni bancarie (Crt, Compagnia San Paolo e Cariplo gli enti interpellati), Leonardis dovrebbe aver portato a casa il Sì di una cordata di investitori locali (quelli del Nord Ovest di cui sopra, appunto).
Gedi pronta a vendere Repubblica ai greci
Nel mentre, la lunga trattativa portata avanti da John Elkann per la cessione di Gedi al gruppo greco della famiglia Kyriakou è alle battute finali e mancherebbero solo alcuni dettagli per finalizzare l’intesa: le indiscrezioni trapelano dai protagonisti seduti al tavolo. L’esclusiva, in realtà, è scaduta a fine gennaio ma fonti vicine alla trattativa spiegano come non sia stata rinnovata perché non ci sono più altri pretendenti alla porta (tra gli interessati in passato anche Leonardo Maria Del Vecchio). Confronti e mediazioni proseguono ogni giorno e la finalizzazione sarebbe ormai vicina.
Gruppo Sae: lo schema di cessione di quotidiani e radio
Quanto allo schema, è l’agenzia di stampa Radiocor a fornire un’ulteriore informazione: al momento, infatti, pare si preveda che Antenna rilevi l’intero perimetro di Gedi – quindi Repubblica, Stampa e le diverse radio – per poi “girare” la testata torinese alla Sae di Leonardis, rispettando così l’impegno appena firmato tramite il preliminare.
Gruppo Sae, le reazioni: “Continua la svendita di Elkann”
“Ufficiale la cessione anche de La Stampa. Gruppo Gedi e il gruppo editoriale Sae hanno firmato il contratto e si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Non è dato sapere quali”. Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs. “Nessuno conosce – prosegue il vicecapogruppo di Avs alla Camera – la fondata solidità degli acquirenti. Continua la svendita di Elkann. D’altra parte, La Stampa non è la Juve e non sono quadri preziosi. Si vede che una stampa libera e plurale è buona merce di scambio con il Governo, che continua a non dire una parola. Sae assicura che l’esperienza maturata nel settore sarà base di un progetto editoriale di lungo termine, che garantirà continuità. Vigileremo sul processo e ci aspettiamo – conclude Grimaldi -continuità anche sul piano occupazionale: pretendiamo che le aziende dicano parole chiare su questo”.
