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Giro d’Italia: splendido bis di Ulissi

Doppietta a Asolo dopo Praia a Mare del corridore italiano che batte in volata Amador e la maglia rosa – Il giovane lussemburghese rosicchia altri 17” a Nibali e Valverde – Dopo Landa si ritira anche Dumoulin

Giro d’Italia: splendido bis di Ulissi

Come Kittel e Greipel, anche Diego Ulissi ha colto sul traguardo di Asolo il suo secondo successo in questo Giro, il sesto nelle corse rosa fin qui disputate. A differenza di Kittel che ha già fatto le valigie e di Greipel che gira voce che pensi di farle dopo la tappa di oggi a Bibione, che lo vede gran favorito, Ulissi è da ieri rientrato nella top ten del Giro, deciso a correrlo dando il meglio fino a Torino, a riprova che il livornese della Lampre Merida è qualcosa di più di un corridore da temere solo nelle gare di un giorno.

A Praia a Mare era stato un assolo meditato e realizzato con uno scatto sulle rampe del Fortino, ieri un altro capolavoro confezionato in una volata a tre precedendo Andrey Amador e la maglia rosa, Bob Jungels, due personaggi che alla vigilia del Giro erano fuori da ogni pronostico ma che tappa dopo tappa stanno acquistando sempre più credito.

Nelle concitate fasi finali, dopo le rampe brevi ma ostiche del Picco di Mostaccin e della successiva discesa, sembrava che la corsa fosse totalmente nelle mani di Nibali e Valverde ma un allungo di Amador – probabilmente suggerito dall’ammiraglia della Movistar – finiva per scombinare i piani dello Squalo – che ad Asolo aveva vinto la sua prima tappa al Giro nel 2010 – ma anche di Valverde perché a rincorrere Amador era solo la maglia rosa Jungels e lo faceva con una sorprendente autorevolezza da campione consumato.

Solo Ulissi riusciva ad agganciare sull’ultimo piccolo strappo a 4 km dall’arrivo i due fuggiaschi per poi batterli allo sprint. Nibali e Valverde sono lì ma arrivano 13” dopo. A conti fatti tra abbuono e vantaggio Jungels rafforza il suo vantaggio su Valverde, Nibali e Krujiswijk di altri 17” mentre per Amador il guadagno complessivo è di 19”, rosicchiando grazie all’abbuono per il secondo anche due secondi a Jungels. Ora Valverde sempre terzo è a 1’07” a pari tempo con il quarto che è Krujiswjik mentre Nibali è quinto a 1’09”.

Jungels si conferma il personaggio nuovo di questo Giro, con un palmares ancora vuoto per la giovane età, ma con una capacità di dominare senza mai disunirsi ogni tipo di percorso e di gara. Jungels e la sua esuberanza sono attesi al test delle Dolomiti. Solo allora capiremo se sarà davvero un atleta capace di far saltare il banco.

Amador, al contrario, è una vecchia conoscenza del Giro, dove si rivelò nel 2012 vincendo la tappa di Cervinia, quella in cui Rodriguez, mancando l’affondo, cominciò a perdere il Giro da Hesjedal. E’ alla sua quinta presenza nella corsa rosa dove il miglior piazzamento fu l’anno scorso, quarto a un passo dal podio formato da Contador, Aru e Landa. Sulla carta, nella strategia Movistar, è al servizio di Valverde ma il campione spagnolo ha più volte ripetuto che anche Amador può vincere il Giro.

Intanto nel Giro, che non ha ancora individuato il suo padrone, si moltiplicano gli addii. Dopo quello di Landa che ha fatto saltare in aria ogni piano di successo del Team Sky, ieri è stata la volta del ritiro di Tom Dumoulin che lascia la corsa dopo i fuochi di artificio della prima settimana durante la quale in maglia rosa sembrava un’autentica forza della natura.

Ma gli olandesi hanno già trovato, tappa dopo tappa, un altro tulipano meno appariscente di Dumoulin ma forse più adatto di Tom a sopportare le fatiche di una corsa a tappe di tre settimane. E’ Steven Krujswijick, che all’alba dei trent’anni, sta correndo fin qui il suo miglior Giro dei sei finora disputati, puntando a migliorare il 7° posto ottenuto l’anno scorso.

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