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Gambero Rosso, guida ristoranti: Beck affianca Bottura al top

GUIDA DEI RISTORANTI DEL GAMBERO ROSSO – I mostri sacri dei ristoranti italiani restano l’Osteria Francescana di Modena e La Pergola di Roma – La Lombardia resta primatista del buon mangiare d’alta classe italiano essendo stata premiata con sei Tre Forchette e altrettanti Tre Gamberi, espressione questi ultimi della migliore cucina tradizionale

Gambero Rosso, guida ristoranti: Beck affianca Bottura al top

Massimo Bottura, vessillo-icona della cucina italiana, considerato il numero due nell’Europa dei grandi Chef, con la sua “Osteria Francescana di Modena” resta sempre ai vertici. Ma la Guida dei ristoranti del Gambero Rosso, diretta da Giancarlo Perrotta, presentata oggi a Roma, gli affianca sul podio n. 1 un’altra icona della grande ristorazione italiana, Heinz Beck, l’inossidabile patron teutonico (naturalizzato oramai italiano) de “La Pergola” del Rome Cavalieri – Waldorf Astoria Hotels & Resorts (ex Hilton) dove dal 2005 può vantare tre stelle e cinque forchette Michelin.

Sono questi due mostri sacri, e non da oggi, a guidare la ristretta truppa (26) dei top Chef della ristorazione nazionale che si sono aggiudicati le tre forchette, la massima valutazione della guida del Gambero Rosso, con il punteggio di 95/100. Un gradino sotto, con 94/100 si collocano saldamente altri due grandi cuochi che hanno segnato la storia e il presente – rinascita e rivincita –  della cucina napoletana sulle consolidate cucine del nord e sulle paludate cucine internazionali: Alfonso Iaccarino, di “Don Alfonso 1890” a Sant’Agata sui due Golfi e Gennaro Esposito della “Torre del Saracino” di Vico Equense.

Terzo podio con 93/100 per Le Calandre di Rubano (PD) di Massimiliano Alajmo, per Pino Cuttaia Chef-poeta della terra e delle sue tradizioni, patron de “La Madia” di Licata (AG), per Antonino Cannavacciuolo, oramai star TV, di Villa Crespi a Orta San Giulio e per Gianfranco Vissani  per il ristorante di Baschi. A seguire con 92/100 la Guida premia con tre forchette i ristoranti “Laite” di Sappada (BL), “Lorenzo” di Forte dei Marmi, “Dal Pescatore” di Canneto sull’Oglio, “Reale” di Castel di Sangro, “S. Hubertus” dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano (BZ) e Uliassi di Senigallia.

Subito dopo con 91/100 si collocano “Devero Ristorante” di Cavenago di Brianza (MB), “La Madonnina del Pescatore” di Senigallia (AN), “La Trota” di Rivodutri (RI), Ilario Vinciguerra Restaurant di Gallarate (VA), “Da Vittorio” di Brusaporto (BG). Sarà la forza trainante dell’Expo che ha spinto verso l’alto la ristorazione milanese ma sono meneghine le new entry della quota 90/100 delle tre forchette, si tratta di Andrea Berton e Antonio Guida del “Seta Mandarin Oriental”, ai quali si affiancano il “Povero diavolo” di Poggio Torriana (RN), “Romano” di Viareggio (LU), “S’Apossentu di Casa Pubddu” di Siddi (VS, e l’”Enoteca La Torre” a Villa Laetitia di Roma.

Geograficamente la Lombardia resta primatista del buon mangiare d’alta classe italiano asserendo stata premiata con sei Tre Forchette e altrettanti Tre Gamberi, espressione questi ultimi della migliore cucina tradizionale. Anche la “famiglia” delle trattorie, luoghi dove ospitalità familiare e cibo della memoria segnano uno stile che non tramonta mai, alla quale il Gambero Rosso dedica particolare attenzione, si arricchisce di tre membri: La “Brinca” di Ne (GE), “All’Osteria Bottega” di Bologna e La “Tana degli Orsi” di Pratovecchio Stia (AR).

Un occhio è stato rivolto nella guida anche alla cucina etnica con  il premio “Tre Mappamondi”, che segnala le tavole etniche da non perdere: incoronato quest’anno per la prima volta il meneghino Wicky’s Wicuisine Seafood, che si affianca all’Iyo, sempre di Milano, e al Dao Restaurant di Roma, mentre sono confermati i Tre Boccali a templi della cultura brassicola come le “case” Baladin di Piozzo (CN) e di Roma. La guida conferma la sua vocazione di “servizio” sensibile alle tendenze attuali ma attento ai classici e alle loro evoluzioni. Di qui il nascere di categorie inedite – bistrot, griglierie e vegetariani – per sottolineare e valorizzare ogni aspetto della complessa “macchina” della ristorazione.

Infine due menzioni: il Premio a Lorenzo Viani, di “Lorenzo” a Forte dei Marmi (LU), come Ristoratore dell’anno, “figura chiave di ogni realtà solida e longeva”; e quello a l’Argine a Vencò, di Dolegna del Collio (GO), come Novità dell’anno emblematica di una virtuosa scia di progetti a 360 gradi all’insegna della riscoperta del territorio e del self made. Gennaro Esposito, della Torre del Saracino di Vico Equense (NA), con un punteggio di 57 sale tra i quattro migliori voti di cucina assegnati dalla guida, accanto a Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, Massimiliano Alajmo de Le Calandre di Rubano (PD) e Pino Cuttaia de La Madia di Licata (AG). Crescita anche per Mauro Uliassi, dell’omonimo locale di Senigallia (AN). 16, inoltre, i premi al miglior rapporto qualità/prezzo, sparsi in tutta Italia con una doppietta pugliese, La Bul di Bari e La Strega di Palagianello (TA). In totale la Guida del Gambero rosso  registra 2268 indirizzi di ristoranti, trattorie, wine bar, birrerie e locali etnici e 250 novità.

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