Alla fine l’ufficialità è arrivata prima del previsto: giovedì 25 giugno l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Antonio Donnarumma, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico, in un passaggio che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato concordato con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
La decisione è maturata al termine di un confronto tra il manager e Salvini e si inserirebbe in una più ampia fase di riassetto della governance delle principali società pubbliche coinvolte nella gestione delle infrastrutture strategiche del Paese, anche se tra le cause della rottura ci sono anche i disservizi di questi ultimi anni. Donnarumma, alla guida di Fs dal 2024, ha gestito in questi anni la fase di attuazione di importanti investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre al rafforzamento della rete ferroviaria e allo sviluppo dei cantieri per l’ammodernamento infrastrutturale.
Tra i nomi circolati per la successione figura quello di un manager interno, già coinvolto nei dossier operativi più rilevanti: in pole position c’è l’amministratore delegato di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio.
Strage di Viareggio, definitiva la condanna di Moretti: va in carcere
Sono definitive le condanne del procedimento per la strage alla stazione di Viareggio (Lucca) del 29 giugno 2009. Lo hanno deciso i giudici della quarta sezione penale di Cassazione che rigettando i ricorsi hanno confermato i 5 anni per l’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti e per gli altri 10 imputati. Moretti si è costituito in carcere nella serata di giovedì: “Entro con la schiena dritta”, ha detto durante un colloquio con il Corriere della Sera.
“Sono indignata da questa sentenza perché profondamente ingiusta. E’ ingiusto per le persone che vengono travolte da questo esito, per alcuna delle quali significa aprire le porte del carcere per un reato colposo, che sicuramente è un fatto gravissimo: ci furono 32 morti e centinaia di feriti. Un reato per il quale l’ingegnere Moretti non è colpevole. Devo dirlo – ma non lo dice il suo avvocato – ma lo dicono le carte”. Lo afferma l’avvocato Ambra Giovene, difensore di Mauro Moretti dopo la sentenza della Cassazione sulla strage di Viareggio. “E’ profondamente ingiusto aprire le porte del carcere per Moretti – aggiunge -. Dispiace molto che alla fine chi festeggerà, come sappiamo tutti, saranno i familiari delle vittime che già hanno organizzato un concerto. Dispiace per chi parteciperà al concerto, dispiace per i familiari delle vittime che devono inchinarsi, come ci inchiniamo noi, a questa sentenza ma c’è niente da festeggiare, per noi e per loro”.
(Ultimo aggiornamento venerdì 26 giugno alle ore 11.45)
