Sébastien Lecornu si salva di nuovo. Il premier francese è riuscito a superare uno degli scogli più alti che aveva davanti, ovvero il voto sulla parte più importante e controversa della manovra, il bilancio della Sécurité Sociale. I deputati dell’Assemblée nationale hanno approvato per un pugno di voti (247 voti a favore contro 234 contrari) il progetto di legge dedicato alla previdenza sociale che contiene anche la sospensione della controversa riforma delle pensioni voluta dal governo Borne. Un successo tutt’altro che scontato date le premesse, arrivato grazie all’appoggio dei socialisti che, pur confermando le loro riserve, hanno scelto di votare a favore. Astenuti gli ecologisti e gran parte del centro, mentre la destra ha votato contro.
Francia: il voto decisivo sulla previdenza sociale
“Dopo un dibattito impegnativo e senza 49-3”, l’articolo della Costituzione che gli avrebbe permesso l’adozione del testo senza passaggio parlamentare, Lecornu ha ringraziato la “maggioranza di responsabilità” che “dimostra che il compromesso non è uno slogan”.
Il testo del bilancio del welfare passerà ora al Senato per una nuova lettura. Se verrà approvato nella stessa versione, il bilancio di previdenza sociale verrà definitivamente adottato dall’Assemblea, altrimenti si voterà una rilettura, riavviando l’iter bicamerale. Ma i tempi sono ormai strettissimi. L’approvazione in Assemblea, comunque, fa ben sperare per un via libera definitivo, che aprirebbe la strada alla votazione della Legge di Bilancio complessiva a partire dal 15 dicembre.
Occhi sul deficit e pensioni
All’inizio della serata parlamentare, è stata approvata la parte relativa alle spese della sicurezza sociale, pensioni escluse. Per questa sezione, 227 deputati hanno votato a favore e 86 contro. Il governo ha poi fatto approvare un emendamento che aumenta la spesa per l’assicurazione sanitaria dal 2% al 3%, al fine di ottenere una maggioranza sufficiente al passaggio del testo.
Resta alta l’attenzione sul deficit, che rischia di lievitare sino a 30 miliardi di euro entro il 2026 rispetto ai 23 miliardi stimati a fine 2025, un livello che viene giudicato preoccupante dalle autorità francesi.
Fra i temi del dibattito parlamentare la sospensione della riforma pensionistica sino alle prossime elezioni. Un emendamento reintrodotto all’Assemblea nazionale, dopo esser stato rimosso dal senato, prevede il congelamento dell’aumento dell’età pensionistica a 64 anni sino a gennaio 2028 e in ogni caso dopo le prossime elezioni presidenziali.