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Francia in fiamme: oltre mille arresti il quarto giorno. Macron chiama in causa i social. I funerali di Nahel

Il presidente della Francia Emmanuel Macron riunisce l’unità di crisi mentre continuano i disordini. A Parigi la situazione è più calma ma i numeri restano alti

Francia in fiamme: oltre mille arresti il quarto giorno. Macron chiama in causa i social.  I funerali di Nahel

Quarta notte di disordini in tutta la Francia, dopo l’uccisione di Nahel, il ragazzo magrebino di 17 anni freddato da un poliziotto con un colpo di pistola ad un posto di blocco. L’ondata di poteste per questo delitto non si placa e sono quasi mille gli arresti effettuati nel tentativo di placare l’ondata di proteste che stanno mettendo a ferro e fuoco la Francia. In Italia il ministro degli Esteri Tajani mette in guardia i concittadini che si trovano in Francia: siate prudenti mentre il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin si rivolge al Paese e rassicura: la Repubblica vincerà.

Francia in fiamme: Macron accusa i social di contribuire ai disordini

Le società di social media sono sotto esame in Francia, dove il presidente Emmanuel Macron accusa TikTok, Snapchat e altre piattaforme di aver contribuito ad alimentare i disordini in tutto il Paese innescati dall’uccisione del diciassettenne Nahel da parte della polizia a Nanterre. Venerdì Macron ha accusato i social media di aver svolto un “ruolo considerevole” nell’incoraggiare gli atti di violenza che si ripetono, mentre il Paese cerca di contenere le proteste che hanno fatto emergere le tensioni da tempo esistenti tra la polizia e i giovani. Snapchat ha dichiarato di aver aumentato la moderazione da martedì scorso per individuare e intervenire sui contenuti relativi ai disordini. TikTok e Meta, che possiede Facebook e Instagram, non hanno ancora replicato alle accuse lanciate dall’Eliseo.

Macron ha inoltre chiamato i genitori dei giovani in rivolta alle loro responsabilità: tenete i vostri figli a casa, è il suo messaggio, la violenza fine a sé stessa non è mai accettabile e i più giovani finiscono per essere strumentalizzati.

Il bilancio della quarta notte di scontri in Francia per Nahel

I numeri dei fermati e degli incendi rimangono alti ma sono in calo rispetto ai giorni precedenti. Il bilancio della quarta notte di scontri in Francia registra inoltre 79 agenti feriti e 1.350 veicoli bruciati. Si contano poi 2.560 incendi su strade e 234 edifici bruciati o danneggiati. Sono state infine presi di mira 31 commissariati, 16 stazioni di polizia municipale e 11 caserme della gendarmeria. A Lione sono almeno 7, riferisce Le Figaro, gli agenti feriti da colpi di fucile mentre a Parigi la situazione è più calma nonostante i 120 fermati.

I funerali di Nahel oggi pomeriggio a Nanterre

L’ultimo saluto a Nahel è previsto per oggi nel primo pomeriggio a Nanterre, nella periferia di Parigi. Dopo la conferma arrivata venerdì dal sindaco Patrick Jarry, sui social – riportano i media francesi – è stato rilanciato un annuncio sui funerali che si terranno a Nanterre con la sepoltura prevista nel primo pomeriggio dopo le preghiere nella moschea Ibn Badis.

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