In un periodo in cui la sostenibilità rischia di scivolare in secondo piano nel dibattito pubblico e nei mercati, Eurizon Capital Sgr, società di gestione del risparmio di Intesa Sanpaolo, conferma il suo impegno concreto negli investimenti responsabili attraverso un approccio strutturato di Stewardship. Per l’azienda, governance solida, attenzione all’ambiente e responsabilità sociale non sono semplici valori da comunicare, ma strumenti fondamentali per creare valore nel lungo periodo, dimostrando che rendimento e sostenibilità possono andare di pari passo.
“Il tema della transizione è destinato ad acquistare sempre più importanza anche per il settore del risparmio gestito, alla luce sia delle maggiori sfide ambientali e sociali che la nostra società e le industrie devono affrontare, sia del contesto di mercato in costante evoluzione – dichiara Federica Calvetti, Esg Coordinator di Eurizon -. Per coglierne le opportunità garantendo un approccio responsabile agli investimenti, è fondamentale innanzitutto comunicare chiaramente alle società partecipate le aspettative e dotarsi di strumenti di valutazione oggettivi, trasparenti e fondati su obiettivi realistici”.
I numeri del primo semestre 2025 confermano questo approccio concreto: Eurizon ha partecipato a oltre 1.200 assemblee di società quotate, espresso più di 16.400 voti e condotto 459 attività di dialogo con 327 società, dimostrando che la Stewardship si traduce in azioni tangibili e misurabili, non solo in principi dichiarati.
Governance della sostenibilità
La governance Esg di Eurizon poggia su un modello operativo integrato che coinvolge diverse strutture aziendali, tra cui la Direzione Investimenti che opera attraverso la struttura Responsible Investments & Stewardship. L’attività consiste nel gestire assemblee, voti e attività di engagement, garantendo che le decisioni d’investimento siano coerenti con i principi Esg.
L’obiettivo è duplice: integrare i fattori ambientali, sociali e di governance nel processo di investimento per generare valore sostenibile nel lungo periodo e, contemporaneamente, tutelare i patrimoni dei clienti e rafforzare la fiducia nei mercati finanziari.
Dal 2004, Eurizon aderisce a iniziative internazionali di rilievo, tra cui più recentemente nel 2015 i Principles for Responsible Investment (PRI), l’International Corporate Governance Network (ICGN) e dal 2021 Eurizon è socio ordinario del Forum per la Finanza Sostenibile. Dal 2021, la strategia Esg si concentra su quattro priorità chiave: cambiamento climatico, biodiversità, diritti umani e governance, aree in cui la società mira a esercitare un impatto concreto e misurabile.
Voto e governance: trasparenza e coerenza Esg
L’esercizio del diritto di voto rappresenta uno dei cardini dell’attività di Eurizon. Le decisioni assembleari seguono linee guida strutturate, integrate nel processo di investimento, con particolare attenzione alla qualità della governance delle società in portafoglio.
Nel primo semestre del 2025, Eurizon ha espresso voti contrari o astensioni in presenza di criticità legate all’indipendenza degli amministratori, alla composizione dei consigli di amministrazione, alla trasparenza delle politiche di remunerazione e alla supervisione delle strategie di decarbonizzazione. Allo stesso tempo, la società ha sostenuto il 94% delle proposte Esg, mentre le iniziative considerate anti-Esg hanno raccolto in media meno del 2% di supporto.
In Italia, l’impegno sulla governance si traduce anche nella partecipazione al voto di lista, in coordinamento con Assogestioni, per garantire la rappresentanza delle minoranze azionarie. Nel primo semestre del 2025, Eurizon ha depositato liste di candidati di minoranza in 33 società, contribuendo all’elezione di 35 consiglieri di amministrazione, con una presenza femminile tra il 40% e il 45% (considerando Consiglieri, Sindaci effettivi e supplenti), rafforzando i presidi di controllo e indipendenza.
Engagement: dialogo costante per risultati concreti
Accanto al voto, Eurizon promuove un dialogo strutturato e continuo con le società partecipate. L’attività di engagement consente di affrontare criticità senza ricorrere immediatamente al disinvestimento, favorendo cambiamenti concreti nelle strategie aziendali attraverso confronto e collaborazione.
Nel primo semestre del 2025, Eurizon ha condotto 459 attività di engagement con 327 emittenti, di cui il 45% relative a tematiche Esg. Gli incontri, sia individuali che collettivi, spesso propedeutici alle assemblee, sono affiancati da colloqui diretti con il top management, al fine di coinvolgere le società ingaggiate in una relazione di medio/lungo periodo. L’obiettivo è promuovere una gestione aziendale responsabile e sostenibile, evitando misure drastiche quando il dialogo può produrre risultati concreti.
Dal punto di vista geografico, l’attività di engagement si è concentrata prevalentemente in Europa, seguita da Nord America, Asia e America Latina. Le tematiche principali hanno spaziato in tutti gli ambiti ESG, dal rischio climatico e strategie Net Zero alla preservazione della biodiversità, dall’economia circolare ai diritti umani e just transition fino alle tematiche di governance societaria.
“Il dialogo trasparente e costruttivo con le società partecipate – ha dichiarato Calvetti – è un elemento strategico per accompagnarne l’evoluzione in un contesto sempre più competitivo, favorendo crescita e capacità di adattamento. L’engagement può contribuire al rafforzamento della governance, all’adozione di politiche rigorose in materia di diritti umani e all’implementazione di strategie di decarbonizzazione, mitigando i rischi legati alla condotta aziendale”.
“Dallo scorso anno – aggiunge Calvetti – abbiamo avviato le iniziative di ‘Engagement a porte aperte’, ovvero incontri on società emittenti incluse nel portafoglio Eurizon, per favorire un dialogo diretto e concreto su temi specifici tra clienti professionali e società emittenti”.
Cambiamento climatico e piani Net Zero
Sul fronte climatico, Eurizon utilizza un modello proprietario per valutare i piani di transizione delle società partecipate, combinando criteri quantitativi e qualitativi per garantire coerenza e comparabilità, in particolare nelle decisioni di voto sulle proposte di tipo “Say on Climate”. L’obiettivo è distinguere tra impegni formali e strategie realmente credibili.
Tra i casi più significativi, nel settore utilities, una società europea ha ridotto la produzione da carbone termico al 15% nel 2024 e confermato l’eliminazione entro il 2026, riducendo le emissioni Scope 1 del 58% e raddoppiando la capacità installata da fonti rinnovabili, con obiettivi validati dalla Science Based Targets initiative (SBTi).
Parallelamente, Eurizon ha monitorato il settore dei materiali in America Latina nell’ambito dell’iniziativa collettiva Nature Action 100, promuovendo la tutela della biodiversità e la mitigazione della deforestazione, con progressi nella gestione del territorio e nel coinvolgimento delle comunità locali.
Biodiversità, economia circolare e diritti umani
L’attenzione della Sgr non si limita al clima. L’attività di stewardship comprende iniziative per migliorare la trasparenza nella gestione degli imballaggi, la certificazione dei prodotti riciclati e la definizione di obiettivi di riduzione della plastica. In questo ambito, Eurizon promuove anche il framework TNFD (Taskforce on Nature-related Financial Disclosures), uno strumento che aiuta aziende e investitori a identificare, misurare e gestire i rischi e le opportunità legati al capitale naturale e alla biodiversità.
Sul piano sociale, Eurizon integra nel dialogo con le società partecipate temi come diritti umani, salute e sicurezza sullavoro, catene di fornitura sostenibili, diversità, equità e inclusione, senza trascurare i rischi emergenti legati all’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. L’approccio mira a tradurre la sostenibilità in pratiche operative concrete, con impatti misurabili nel tempo.
SFDR 2.0: opportunità e criticità
Sul fronte regolamentare, Eurizon guarda con attenzione all’evoluzione della SFDR 2.0, la proposta di revisione del regolamento europeo sulla finanza sostenibile. “Una delle innovazioni più apprezzate è l’eliminazione dell’obbligo di disclosure dei PAI a livello di partecipante ai mercati finanziari, che semplifica la rendicontazione senza ridurre l’efficacia informativa. Apprezziamo anche i chiarimenti sulle esposizioni sovrane nei prodotti articolo 8, ora utili per il raggiungimento della soglia minima del 70% nella categoria Esg Basics”.
Restano però alcune preoccupazioni, in particolare per l’introduzione di esclusioni minime nelle categorie Transition ed Esg Basics. L’esclusione del carbone per le società con almeno l’1% dei ricavi legati a queste attività, spiega Calvetti, “potrebbe limitare la flessibilità di investimento più di quanto previsto, soprattutto nel settore utilities”. Apprezzamento, invece, per l’armonizzazione delle esclusioni e per il riconoscimento dei periodi di phase-in, considerati fondamentali per mantenere coerenza tra strategie e disclosure.
Quanto alla mappatura della gamma esistente nelle nuove categorie, Eurizon rimane prudente: “È ancora troppo presto per fornire una classificazione definitiva, che dipenderà dai dettagli legislativi finali e dalle linee guida di attuazione, anche se la direzione è chiara”.
Una sostenibilità praticata, non dichiarata
Nel complesso, l’attività di Eurizon nel primo semestre del 2025 restituisce l’immagine di una sostenibilità operativa, fatta di voto, dialogo e monitoraggio continuo. “Lo sviluppo del dialogo tra società partecipate e azionisti riveste un’importanza strategica alla luce di un contesto di mercato sempre più complesso e dinamico – aggiunge Calvetti -. La comunicazione aperta e costante favorisce la trasparenza, rafforza la fiducia e permette di allineare le strategie aziendali con le aspettative del mondo finanziario, contribuendo quindi a realizzare piani industriali efficaci, che tengano conto di tutti gli Stakeholder, e in grado di adattarsi alle esigenze del mercato”.