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Eni: l’utile vola, triplicata capacità rinnovabili. Il titolo corre

Nel terzo trimestre l’utile operativo adjusted sale del 22%, mentre nei 9 mesi aumenta del 315% a 5,86 euro – La capacità installata da fonti rinnovabili è a 834 MW – Descalzi: “Produzione upstream in recupero, stiamo accelerando il piano di transizione”

Eni: l’utile vola, triplicata capacità rinnovabili. Il titolo corre

Il titolo Eni corre a Piazza Affari (+2% a 12,41 euro) dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre, chiuso con un utile operativo adjusted di gruppo pari a 2,49 miliardi, in crescita del 22% sul trimestre precedente. Nei 9 mesi l’Ebit adjusted vola a 5,86 miliardi, con un aumento di 4,4 miliardi di euro rispetto ai primi nove mesi del 2020, +315%.

Nei tre mesi da luglio a settembre, il flusso di cassa operativo si attesta a 3,3 miliardi a fronte di capex netti pari a 1,1 miliardi, nei nove mesi invece il dato è pari a 8,1 miliardi, con capex netti di 4 miliardi e un free cash flow di oltre 4 miliardi. Nello stesso periodo gli esborsi netti ammontano a circa 2,2 miliardi, una cifra che include il debito acquisito ed è interamente dedicata all’accelerazione della crescita delle rinnovabili e dei business low carbon.



L’indebitamento finanziario netto (ante Ifrs 16) è pari a 11,3 miliardi (-0,3 miliardi dal 31 dicembre 2020). Il Leverage è in calo a 0,28 da 0,31 a fine 2020. Eni ricorda di aver pagato a settembre l’acconto dividendo 2021 di 0,43 euro per azione, pari al 50% del dividendo 2021, con un esborso di 1,5 miliardi. Relativamente al buy-back da 400 milioni avviato a fine agosto al 22 ottobre sono state acquistate 17,63 di azioni per un ammontare di 197 milioni.

“Gli ottimi risultati di questo trimestre confermano il continuo trend di crescita delle nostre performance economico-finanziarie. La produzione upstream è in recupero rispetto alle precedenti manutenzioni ed è cresciuta del 6%, a 1,69 milioni di barili di olio equivalente al giorno ed in linea con la guidance”. ha commentato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, sottolineando come “grazie alle performance di tutti i nostri business, nel terzo trimestre abbiamo generato 2,5 miliardi di Ebit adj. e un utile netto adj. di 1,4 miliardi, valori ai massimi degli ultimi anni. Inoltre, nei primi nove mesi dell’anno la forte generazione di cassa e l’attenta gestione dei costi rende disponibili oltre 4 miliardi di free cash flow, più che sufficienti a coprire l’intero dividendo e buyback 2021”.

Al 30 settembre 2021 la capacità installata da fonti rinnovabili di Eni è stata pari a 834 MW, un dato quasi tre volte superiore rispetto ai 307 MW del 31 dicembre 2020. A fine anno, grazie al perfezionamento degli annunciati, si prevede una capacità rinnovabile installata/in costruzione pari a 2 GW, in forte aumento rispetto alla precedente previsione di circa 1 GW, mentre il solo dato di capacità installata passa da una stima iniziale di 0,7 GW a 1,2 GW a fine 2021. 

Per quanto riguarda l’intero 2021 il cash flow operativo ante working capital è atteso in crescita a circa 12 miliardi assumendo 70 dollari/barile di Brent e margine di raffinazione SERM leggermente negativo. Le scoperte esplorative nell’anno sono riviste al rialzo a 700 milioni di boe (da circa 500 mln di boe) in particolare grazie alla scoperta in Costa d’Avorio. Per Eni gas e luce & Renewables nel 2021 l’Ebit adjusted è confermato a 350 milioni; l’ebitda adjusted pro-forma a 600 milioni, il Leverage 2021 atteso a circa 0,28.


“In un contesto di Gruppo sempre più solido stiamo accelerando il piano di transizione: la quotazione della società che include Retail e Rinnovabili ci consentirà la valorizzazione di un modello di business unico, essenziale per la decarbonizzazione dei consumi della clientela retail; inoltre, continuiamo ad investire per concretizzare il progetto di CCS in Uk ad HyNet che è in gara per ricevere fondi da parte del governo inglese. La nostra opzionalità di lungo termine si è inoltre ampliata con il successo del test sulla fusione magnetica che potrebbe aprire in prospettiva ad una evoluzione tecnologica dirompente sulla generazione elettrica”. Evidenzia Descalzi. “Eni conferma il proprio impegno nella disciplina finanziaria per ridurre la cash neutrality, nel rapido sviluppo delle tecnologie per velocizzare i piani di decarbonizzazione, nonché nella spinta a estrarre valore dal portafoglio e creare nuovi driver di crescita tramite dedicati veicoli societari con valenza strategica”, conclude il manager.

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