Riassetti incrociati per Acea ed Eni legati alla vendita a Plenitude di Acea Energia. In un’azione simultanea i due gruppi hanno varato una riorganizzazione interna che prevede fusioni e incorporazioni risponde soprattutto a logiche industriali: accorpare le funzioni di energy management, nel caso di Acea; migliorare i servizi alla clientela nel caso di Plenitude, accorciando la catena di controllo, riporta Milano Finanza.
Il centro delle grandi manovre è proprio Acea Energia, compreso il passaggio di mano del marchio, che altrimenti andrebbe dissolto nella vendita alla controllata di Eni. Secondo il quotidiano, Acea ha approvato il progetto di scissione di Acea Energia in favore della società Acea Energy Management. “La scissione”, si legge nei documenti del 18 settembre 2025, “ha uno scopo preminentemente industriale e di riorganizzazione societaria in quanto, tramite la stessa, si intende procedere all’assegnazione a favore della beneficiaria del ramo d’azienda delle attività di energy management”, che è fuori dal perimetro che sarà acquistato da Plenitude. L’elenco degli asset è lungo: servizi di approvvigionamento all’ingrosso, la dote superbonus 110% che comprende i crediti fiscali per lavori di efficientamento energetico e adeguamento antisismico sulle abitazioni, la linea di business dell’economia circolare, e alcune partite creditorie e debitorie verso l’azionista Roma Capitale e infragruppo. Allo stesso tempo viene trasferita la titolarità del marchio Acea Energia.
Con l’operazione, Acea vuole valorizzare le attività di energy management e aumentare la patrimonializzazione della controllata, che opera nel mercato dell’energia e in tutti i mercati all’ingrosso delle commodity energetiche, svolgendo anche le attività di hedging, quelle cioè che riducono l’esposizione alle oscillazioni di prezzo, attraverso l’acquisto di materie prime e la vendita e acquisto all’ingrosso dell’energia prodotta dagli impianti di generazione.
Allo stesso tempo Plenitude ha approvato la fusione di Tate, la società acquisita in più tappe dal 2022 all’inizio del 2025. L’operazione sarà effettiva dal 2026 e si inquadra nella strategia di riorganizzazione societaria del gruppo “per conseguire sinergie operative, amministrative, di efficienza dei costi e di ampliamento e miglioramento dei servizi ai clienti”.
Plenitude accorcerà cosi la catena di controllo, acquistando Tate dalla Evolvere Venture, a sua volta controllata al 100% da Plenitude Energy Services. Tate (fondata nel 2018 da Matteo Riffeser, Alexander Frizzi, Mattia Lobertini e Micael Saillen) è una tech company che fornisce energia elettrica e gas sui canali digitali.
