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Energia: successo della prima asta europea per l’idrogeno. Snam con Pmi e startup per la ricerca

Il programma strategico dell’azienda prevede collaborazione con Pmi e start up per premiare nuove tecnologie. La partita più difficile verso net zero

Energia: successo della prima asta europea per l’idrogeno. Snam con Pmi e startup per la ricerca

L’asta pilota della Banca Europea dell’Idrogeno per la produzione di idrogeno rinnovabile è stata un successo. Sono arrivate 132 offerte da progetti di 17 Paesi. Il sostegno finanziario richiesto supera di molto gli 800 milioni di euro stabiliti dal Fondo per l’innovazione. La Commissione europea ha spiegato che le offerte prese tutte insieme prevedono una capacità di generazione elettrica mediante elettrolizzatori di 8,5 gigawatt. “Nell’arco di dieci anni, ciò porterebbe a un volume di produzione totale di 8,8 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile e su base annua ciò coprirebbe quasi il 10% dell’ambizione REPowerEU dell’Ue per la produzione idrogeno rinnovabile nel 2030.

La notizia dà l’avvio alla progettazione di sistemi di energia rinnovabile utile in prima istanza all’industria. I programmi dell’Ue sono orientati a un uso crescente di energia da idrogeno verde come alternativa ai gas , petrolio e carbone. L’asta ufficializzata oggi ha carattere esplorativo, ma i numeri diffusi sono di grande interesse.

Snam, anche l’Italia si muove

Le startup e le PMI impegnate nella sperimentazione dell’idrogeno saranno le protagoniste della nuova edizione di HyAccelerator organizzato da Snam. È la terza edizione di un programma che ha visto già l’adesione di oltre 100 soggetti da tutto il mondo. Quest’anno l’iniziativa si è trasformata in call4startup Decarbonization Nexus.

Snam ha obiettivi di decarbonizzazione e per questo cerca nuove tecnologie che l’aiutino a rispettare il net zero emissioni al 2050. È un traguardo ambito dalla maggioranza delle aziende europee. Non è detto che sarà centrato, perché la partita più grande si gioca sulle tecnologie in grado di modificare i cicli di produzione. Quelle di oggi sono cinesi o americane, ma “Nexus” significa connessione e collaborazione.

Provare a fare come gli Usa o l’Asia è il centro di qualsiasi strategia e l’Italia con le storiche presenze nel settore delle fossili ha una buona opportunità. Nella call4startup Decarbonization Nexus, per esempio, ci sono già sei aziende scelte dalle precedenti edizioni. Il lavoro da fare non sarà breve, dovrà assicurare processi più virtuosi.

Snam, due fasi operative pensando al mercato

Il programma di Snam è aperto fino al prossimo 26 marzo e accoglie proposte di operatori concentrati su produzione, trasporto e stoccaggio di idrogeno. La selezione premierà cinque partecipanti che affronteranno due fasi di lavoro. Con la prima le cinque selezionate si impegneranno per due mesi “con HyAccelerator e i suoi partner per una conoscenza reciproca, approfondimenti tecnici e sessioni di mentoring” informa la società. Nella seconda, due dei cinque vincitori, continueranno il viaggio per 4 mesi attraverso l’analisi di un caso d’uso dell’applicazione tecnologica della startup nell’ecosistema di Snam.

Pochi giorni fa la società ha annunciato anche un market test con Confindustria per comprendere la domanda di idrogeno in Italia. Si tratta di una mercato potenziale che crescerà man mano che l’industria e i trasporti troveranno conveniente i prezzi per far andare avanti macchinari e motori. Attraverso programmi come questi di Snam dovremmo essere in grado di capire la capacità italiana di sfidare i paesi più avanzati.

L’Italia d’altra parte è alle prese anche con l’assenza di regole per la produzione e la commercializzazione del prodotto. Una lacuna da colmare di pari passo con le sperimentazioni.

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