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Elezioni 2018, smontiamo le mirabolanti promesse dei partiti

Dalla Lega e dai Cinque Stelle, ma anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia arriva un variopinto ventaglio di illusorie promesse che annebbiano la vera posta in gioco delle elezioni del 4 marzo che è in realtà composta da Europa e riforma – Nella galleria degli orrori elettorali la proposta della coalizione di centrosinistra appare la meno peggio

Elezioni 2018, smontiamo le mirabolanti promesse dei partiti

Ascoltando le numerose e mirabolanti promesse dei partiti, mi coglie un senso di smarrimento ed a volte di sconforto. Possibile che gli italiani possano credere ancora ad un mondo dei balocchi carico di alberi della cuccagna? Possibile che il buon senso contadino dei nostri nonni che ben sapevano che non esistono pasti gratis, sia stato messo in fuga dal senso comune che viaggia sulla circolazione incontrollata di fake news? A leggere i giornali, ma soprattutto a guardare gli show televisivi dei candidati lasciati liberi di dire qualsiasi cosa da timidi intervistatori, appare evidente che al cittadino comune non vengono forniti strumenti chiari e razionali per orientarsi tra il mare di affermazioni dei vari leaders.

Mi sembra chiaro che al di là delle tante e stravaganti promesse, il senso vero di queste elezioni si giochi, come ha ben detto il vecchio e saggio Franco Ferrarotti in una recente intervista su FIRSTonline, su due questioni fondamentali: Europa e riforme.



Molti partiti addossano all’Europa ed all’Euro la responsabilità della crisi italiana. Accusa completamente errata. Per dimostrarlo basta una sola semplice osservazione: tutti i paesi che condividono l’Euro hanno recuperato tra il 2011 ed il 2013 i livelli di reddito pre-crisi ed ora si trovano diversi punti al di sopra. Solo noi (e la Grecia) siamo ancora ben 5 punti sotto. Quindi l’Euro non ha colpe (anche se la politica europea ha certo manifestato varie carenze), ma il problema è soprattutto nostro. Abbiamo un debito troppo elevato ed una scarsa produttività complessiva dovuta alla inefficienza del sistema istituzionale e di molti settori dei servizi.

Le ricette che vengono proposte dai partiti non sono solo inefficaci, ma se davvero attuate porterebbero alla distruzione delle residue potenzialità dell’Italia di stare al passo con gli altri paesi ed aprirebbero scenari di marginalità e di decadenza.

Salvini, ad esempio, a parte l’abolizione della Fornero e la cacciata dei migranti, vuole mettere una tassa sui robot, introdurre dazi per proteggere le merci italiane, e dice che i nostri cittadini devono mangiare cose che produciamo noi, senza considerare che non ne produciamo abbastanza per tutti. Anche l’olio ed il grano per la pasta (prodotti italiani di eccellenza) devono essere importati. A volte mi domando come facciamo le persone del Nord la cui prosperità è dovuta all’apertura dei mercati internazionali, a seguire simili idiozie.

La Meloni pensa ad una uscita concordata dall’Euro, ma questa dirompente affermazione non ha suscitato l’interesse della Gruber e degli altri giornalisti presenti nello studio. SI capisce quindi che Fratelli d’Italia ha nostalgia dell’autarchia mussoliniana o peggio del corporativismo sociale di Salò.

Berlusconi, a parte le dentiere, i cinema gratis, e le pensioni per tutti, continua a ritenere possibile l’introduzione di una doppia moneta immemore di una legge economica che vale da sempre ” la moneta cattiva scaccia la buona ” quindi avremo in tasca solo am-lire svalutate mentre i ricchi avranno portato per tempo all’estero i loro Euri ! Molti dicono che Berlusconi le spara grosse ma poi una volta al governo non fa poco e quindi non si devono temere da lui grandi danni. Ma alla crisi del 2011 non ci ha portato il suo governo che per contrasti interni e con la Lega non è stato in grado di prevenire la tempesta che si stava accumulando sulle nostre teste? La Lega per ben due volte è stata la causa della rovina dei governi Berlusconi: vogliamo proprio provare per la terza volta?

Di Maio, il nuovo capo dei 5 Stelle, dice che si vuole occupare del benessere degli italiani. Bene ma il problema non è quello di enunciare buoni propositi, ma di come si riuscirà ad assicurare la felicità dell’intero popolo. Se le idee sono quelle del prof Fioramonti che dice che è sbagliato inseguire il PIL stiamo freschi! Così come mettere al ministero dell’ambiente un generale della Forestale che si è distinto per le gran balle dette sulla Terra dei Fuochi non è molto rassicurante!

E comunque di un partito che disprezza la democrazia rappresentativa e propugna la democrazia diretta che è l’anticamera della dittatura sarebbe saggio stare lontani mille miglia!

C’è poi Grasso che sostiene di voler ricostruire la sinistra. Ma cosa vuol dire nel 2018 essere di sinistra? Insistere sulle diseguaglianze da vincere con maggiore spesa pubblica e più tasse? La verità è che quello capeggiato da Grasso è solo un gruppo di finti nostalgici del socialismo che hanno la sola idea di battere il Pd, cacciare Renzi, e tornare trionfanti dentro il partito.

Da ultimo il Pd e la sua coalizione. In questa galleria degli orrori appare il meno peggio. Non pensa ad uscire dall’Europa o dall’Euro. Vuole che l’Italia partecipi a pieno titolo al rilancio dell’Unione che sicuramente Francia e Germania vorranno tentare. Vuole proseguire, anche se con maggiore gradualità, la strada delle riforme ad esempio completando quelle del mercato del lavoro con l’introduzione del salario minimo e con il miglior funzionamento dell’Anpal. Un appoggio senza se e senza viene dato alla scienza (si veda il tema vaccini) e all’innovazione industriale che ora viene estesa anche e soprattutto, alla formazione. L’economia è certo in miglioramento, anche se le nostre carenze strutturali impediscono di camminare più rapidamente. Ma le banche, una delle cause del prolungamento della nostra crisi economica (e forse dell’avvio delle difficoltà di Renzi) sono in via di risanamento Non si parla di ripresa del discorso sulle istituzioni ma è certo che prima o poi lì si dovrà tornare dato che, come la Francia dimostra, solo una democrazia governante può sconfiggere il nascente nazionalismo populista che come insegna ad abundantiam la storia del secolo scorso, ha portato solo tragedie e povertà.

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