Sì del Governo a un’ampia revisione della normativa: è arrivato, infatti, il via libera al nuovo Codice per la riforma dell’edilizia, un testo che andrà a sostituire interamente il Tue (Testo unico dell’edilizia) che risale al 2001. L’Esecutivo avrà così un anno di tempo per riscrivere le norme visto che quelle del Tue sono considerate obsolete. Come scrive il Corriere della Sera, lo scopo della riforma è rendere commerciabili – con una sanatoria di costo proporzionale agli abusi – abitazioni con difformità non gravi rispetto agli standard attuali, anche se per il Mit “non si interviene in alcun modo sugli abusi del passato”.
Edilizia, ok al nuovo Codice
E dunque, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati e del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, ha approvato, con procedura d’urgenza, il disegno di legge di delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. La delega autorizza il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati a compiere un’ampia e organica revisione della normativa in materia di edilizia e di sicurezza delle costruzioni, con l’obiettivo primario – si legge nel comunicato diffuso al termine del Cdm – di semplificare, riordinare e razionalizzare i procedimenti amministrativi oggi disciplinati, appunto, dal Tue.
Edilizia: ecco cosa cambia
Il testo fa seguito al decreto-legge cosiddetto “Salva casa”, che ha operato una prima semplificazione.
L’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni – si legge ancora nella nota – ha la finalità, inoltre, di porre chiarezza sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, garantendo il rispetto dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), come strumento necessario per assicurare standard minimi uniformi. L’intervento normativo riguarda, in primo luogo, la disciplina legislativa di settore relativa alla sicurezza delle costruzioni, che necessita di un aggiornamento alla luce delle moderne tecniche costruttive e delle accresciute esigenze di sicurezza sismica ed energetica.
Si prevede, inoltre, di favorire il coordinamento con le disposizioni urbanistiche e le altre normative di settore come la disciplina dei beni culturali e paesaggistici. Infine, si semplifica la dimostrazione dello stato legittimo degli immobili e si rafforza l’efficacia e la trasparenza delle procedure per il rilascio dei permessi di costruire, delle Segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) e degli altri titoli del settore edilizio.