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Criptovalute: effetto Ftx su Silvergate e Genesis. La quotazione di Bitcoin si avvicina a un livello critico

La banca californiana fa sapere di aver perso depositi in attività digitale per più di 8 miliardi di dollari in un trimestre. Mentre Genesis torna a ipotizzare la bancarotta. Bitcoin si avvicina pericolosamente alla soglia critica di 15.600

Criptovalute: effetto Ftx su Silvergate e Genesis. La quotazione di Bitcoin si avvicina a un livello critico

Il mondo delle criptovalute continua a mietere vittime: da una parte c’è Silvergate che ha comunicato di aver subito una vera e propria emorragia di depositi, dall’altra c’è Genesis per la quale il tema della bancarotta si fa più vicino. E’ ancora l’effetto domino che è iniziato con la bancarotta di Ftx.

Silvergate: i depositi si sono ridotti di 8 miliardi. Il titolo perde il 46%

Silvergate, società che fornisce infrastrutture finanziarie al mondo degli asset digitali, ha reso noto ieri che nel 2022 i depositi sono scesi da 11,9 a 3,8 miliardi di dollari (-68%) e ha annunciato il taglio di 200 dipendenti, pari al 40% della sua forza lavoro. Per far fronte ai prelievi dei clienti e raccogliere liquidità, Silvergate ha venduto titoli di debito per un valore di 5,2 miliardi di dollari con una perdita di 718 milioni di dollari, il che ha provocato un crollo del 46% del titolo in Borsa.

La società addebita la fuga di capitali a “una crisi di fiducia in tutto l’ecosistema” cripto, che ha portato “molti operatori istituzionali a ritirare il denaro da queste piattaforme di trading”. Negli ultimi anni Silvergate si è trasformata da piccolo istituto finanziario locale in un’importante banca di criptovalute ed è stata fondamentale nel fornire servizi all’impero di Sam Bankman-Fried, il fondatore di Ftx. Dopo il crollo di Sbf (ora agli arresti domiciliari grazie a una cauzione di 250 milioni di dollari, in attesa di un processo nel quale dovrà rispondere di 8 capi d’accusa per i quali lui però si dichiara non colpevole) anche Silvergate è finita sotto i riflettori. In particolare alcuni senatori statunitensi hanno chiesto chiarimenti sul suo ruolo nell’accettare depositi per Alameda Research, la società di trading di Ftx.
“In risposta ai rapidi cambiamenti nell’industria degli asset digitali, abbiamo fatto passi adeguati ad assicurare il mantenimento di liquidità allo scopo di soddisfare la potenziale uscita di depositi e manteniamo una posizione cash in eccesso rispetto ai depositi collegati ad asset digitali”, ha dichiarato l’amministratore delegato Alan Lane, aggiungendo che il settore ha sperimentato un “significativo eccesso di leva finanziaria che ha iniziato a sgretolarsi” lo scorso anno, citando il crollo di società come Celsius, Voyager e Three Arrows Capital.

E’ stato inoltre reso noto che alla fine del 2022, Silvergate deteneva 4,6 miliardi di dollari di liquidità ed equivalenti, “in eccesso” rispetto ai 3,8 miliardi di dollari di depositi rimanenti, e 5,6 miliardi di dollari di debito garantito da governi e agenzie statunitensi, che sarà “in parte” venduto entro questo inizio anno. Silvergate ha infine interrotto i piani per il lancio di una valuta digitale e ha dichiarato che nel quarto trimestre si accollerà un onere di svalutazione di 196 milioni di dollari collegato alle attività di pagamento blockchain acquistate da Diem, il progetto di pagamento crittografico originariamente sostenuto da Meta.

Nel domino di Ftx ecco che rispunta anche Genesis.

Genesis Global Trading, colosso dei prestiti in criptovalute che fa parte della galassia Dcg di Barry Silbert, ha licenziato il 30% del personale e il Wall Street Journal ha riportato nuovamente di voci secondo cui sta valutando l’ipotesi di dichiarare bancarotta. L’ipotesi era emersa già a novembre, poco dopo l’annuncio del fallimento di Ftx.

Genesis sta lavorando con la banca d’investimento Moelis & Co. per valutare le opzioni per il futuro, incluso un potenziale deposito del capitolo 11. Una portavoce di Genesis ha affermato che l’azienda sta lavorando con i suoi consulenti per preservare i beni dei clienti e far progredire l’attività: “Mentre continuiamo ad affrontare sfide senza precedenti nel settore, Genesis ha preso la difficile decisione di ridurre il numero di dipendenti a livello globale. Queste misure fanno parte dei nostri continui sforzi per far progredire la nostra attività”, ha dichiarato la portavoce.

I prestiti di Genesis ad Alameda Research e Three Arrows Capital

Genesis ha subito forti perdite in relazione ai prestiti elargiti ad Alameda Research, la società di trading di Sam Bankman-Fried e all’hedge fund di criptovalute Three Arrows Capital: per quest’ultimo è noto un prestito da 2,4 miliardi di dollari con il 50% di garanzia. Poi sia Alameda sia Three Arrows hanno presentato istanza di protezione dal fallimento e l’amministratore delegato di Genesis Michael Moro si è dimesso.

I problemi maggiori Genesis li ha avuti però in relazione proprio al fallimento di Alameda Research, a cui si dice abbia prestato diverse centinaia di milioni di dollari. Il 16 novembre Genesis ha smesso di erogare nuovi prestiti e ha bloccato i rimborsi. Di conseguenza, 900 milioni di dollari dei fondi dei clienti di Gemini, la borsa di criptovalute dei gemelli Cameron e Tyler Winklevoss sono rimasti intrappolati in Genesis. Derar Islim, Ceo ad interim di Genesis Global Trading, nelle scorse ore ha dichiarato che la società ha bisogno di più tempo per risolvere la crisi finanziaria della sua attività di prestiti.

Genesis è controllata da Digital Currency Group (Dcg), una galassia in cui sono presenti anche il gestore di asset cripto Grayscale Investments, il sito di notizie del settore cripto CoinDesk, la società di mining e staking Foundry, la borsa di criptovalute Luno, la piattaforma di dati TradeBlock, la società di gestione patrimoniale Hq e Dcg Real Estate.

Dcg è considerato uno dei tre pilastri del settore cripto. Gli altri sono Binance, la più grande borsa cripto del mondo capitanata da Changpeng Zhao, detto CZ, e Tether, la stablecoin più usata a livello globale con 66,2 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Il Bitcoin è ancora in calo: sui grafici si avvicina un supporto chiave

Oggi la quotazione del Bitcoin è scesa ulteriormente, rompendo la soglia psicologica di 16.000 dollari a 15.925,43 in calo dello 0,41%. Nell’ultimo mese ha perso il 2,41% e negli ultimi sei mesi ha perso il 21,01%. Secondo gli analisti tecnici, la rottura della soglia psicologica di 16.000 non è così importante, ma diventa decisiva quella appena successiva e non lontana di 15.600: da un punto di vista grafico, “il cedimento di questa soglia potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista”.

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