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Costituzione: ok dalla Camera al pareggio bilancio, manca solo l’ultimo sì del Senato

Montecitorio ha dato il sicondo via libera alla riforma dell’articolo 81 della Carta con 489 voti favorevoli, tre contrari e 19 astenuti – Se anche a Palazzo Madama si raggiungeranno i due terzi dei votanti, non potrà essere richiesto un referendum confermativo.

Costituzione: ok dalla Camera al pareggio bilancio, manca solo l’ultimo sì del Senato

Secondo via libera della Camera al disegno di legge costituzionale che riscrive l’articolo 81 della nostra Carta per inserirvi l’obbligo del pareggio di bilancio. Ora non rimane che la quarta e ultima lettura da parte del Senato. Perché il provvedimento entri in vigore sarà necessaria la maggioranza assoluta dei componenti, già ottenuta a Montecitorio, dove è stata conseguita anche la maggioranza dei due terzi che consente di evitare un eventuale referendum: i voti favorevoli sono stati infatti 489, i contrari tre e 19 gli astenuti. Se anche a Palazzo Madama si raggiungeranno i due terzi, non potrà essere richiesto un referendum confermativo, secondo quanto previsto dalla stessa Costituzione.

Il nuovo articolo 81 introduce, in relazione al bilancio dello Stato, l’obbligo di equilibrio tra entrate e spese, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Si dispone il divieto di ricorrere all’indebitamento se non per tenere conto del ciclo e al verificarsi di eventi eccezionali.

In quest’ultimo caso, viene richiesta l’autorizzazione delle Camere, da adottarsi a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti. La riforma demanda poi ad una legge ordinaria di attuazione il compito di definire innanzi tutto quali siano gli “eventi eccezionali” che permettano lo sforamento di bilancio, tra cui sono annoverate “gravi recessioni economiche, crisi finanziarie, gravi calamità naturali”. In caso di sforamento, ci dovrà però essere anche un piano di rientro.

La legge attuativa indicherà anche quale sarà il limite massimo dello scostamento ciclico cumulato rispetto al Pil, al superamento del quale occorre intervenire con misure correttive. Il che significa che se il deficit supererà tale limite, sarà obbligatorio per il governo in carica fare una manovra, senza temporeggiare.

E nella legge di attuazione ci sarà un’altra novità, cioè l’istituzione “presso le Camere, nel rispetto della relativa autonomia costituzionale, di un organismo indipendente al quale attribuire compiti di analisi e verifica degli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio”. Le nuove disposizioni costituzionali troveranno applicazione a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014.

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