Da oggi – e la data dell’8 marzo non potrebbe essere più simbolica – c’è una donna alla guida della Consob: è l’economista bocconiana Chiara Mosca, che assume l’incarico di presidente vicario in attesa che la politica trovi l’intesa sul futuro presidente dopo l’uscita di scena, per fine mandato, del presidente Paolo Savona.
Non è la prima volta che la reggenza della Consob spetta a una donna: era successo anche con Anna Genovese. Ma stavolta è diverso perché il mercato ha bisogno di un arbitro particolarmente serio, competente e soprattutto indipendente dopo le alterazioni delle regole dovute all’intervento a gamba tesa del Governo nel risiko bancario e in particolare nell’Opa di Unicredit su Banco Bpm e nell’Opa del Monte dei Paschi su Mediobanca. E per di più in presenza di un’indagine della Procura di Milano su un presunto concerto tra Caltagirone e Milleri di Delfin che viene fatto risalire al 2019 con un “supporto” decisivo dell’Ad di Mps, Luigi Lovaglio, nei giorni scorsi scaricato dal vertice della banca senese per volontà di Caltagirone.
Ce n’è abbastanza per comprendere quanto sia importante il ruolo di una Consob indipendente in attesa che la politica maturi la scelta del presidente per i prossimi sette anni, che non sembra però alle porte e maturerà verosimilmente dopo il referendum e anche oltre.