Il sottosegretario leghista all’Economia (Mef) Federico Freni si ritira dalla corsa alla presidenza della Consob. Lo ha comunicato lui stesso alla premier Giorgia Meloni e ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Proprio da Forza Italia erano venute le maggiori obiezioni alla nomina di Freni per evidenti profili di incompatibilità di un uomo di governo alla presidenza di un’Authority indipendente come la Consob che vigila sui mercati finanziari.
La competenza tecnica di Freni è fuori discussione ma il suo ruolo di spicco nel Governo si è rivelato un ostacolo insormontabile, considerando anche che il decreto di nomina per la guida della Consob deve essere firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sempre molto attento al rispetto dei profili di indipendenza dei candidati alle Authority.
Del resto, oltre che sottosegretario di punta, Freni è stato il regista della controversa legge Capitali e non ha fatto mancare il suo endorsement sia all’ultimo round della privatizzazione di Mps che all’Opa lanciata dalla banca senese di Mediobanca. Il suo ritiro è una scelta che fa onore a Freni e che merita rispetto.
A questo punto, salvo nuovi colpi di scena, crescono le probabilità di una nomina interna alla Consob per la presidenza e il candidato più autorevole è Federico Cornelli, economista laureatosi alla Bocconi ed esperto di finanza. Il. Consiglio dei ministri potrebbe indicarlo già domani insieme al nuovo numero uno dell’Antitrust
