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Cherry Bank verso il rinnovo del cda: Bossi deposita la lista e candida Marina Natale presidente

L’assemblea è convocata per il 3 febbraio e la lista dovrebbe ottenere almeno otto posti su nove, accompagnando l’ingresso di Marina Natale (ex Unicredit e Amco) come futura presidente. In arrivo il nuovo piano industriale

Cherry Bank verso il rinnovo del cda: Bossi deposita la lista e candida Marina Natale presidente

Cherry Bank avvia la fase decisiva del suo rinnovo di governance. Il ceo e primo azionista Giovanni Bossi ha depositato la lista per il nuovo consiglio di amministrazione, che sarà eletto nell’assemblea dei soci convocata per il 3 febbraio. La novità più rilevante è la candidatura di Marina Natale, ex manager di Unicredit e già amministratore delegato di Amco, come futura presidente della banca.

La lista presentata da Bossi è destinata a ottenere la maggioranza dei seggi: secondo le previsioni, potrebbe assicurarsi almeno otto posti su nove, rafforzando così la continuità del progetto strategico avviato negli ultimi anni. L’ingresso di Natale al vertice del cda rappresenta un cambio di passo, soprattutto in vista della definizione del nuovo piano industriale triennale che la banca dovrà varare nei prossimi mesi.

Il nuovo piano industriale: wealth management e CIB

Il piano industriale, atteso nei prossimi mesi, sarà incentrato su wealth management e corporate e investment banking. L’obiettivo dichiarato dalla banca è stimolare la crescita organica, puntando su servizi finanziari alle imprese e sulla consulenza patrimoniale per imprenditori e famiglie. In particolare, la divisione wealth management mira a incrementare le masse gestite fino a 4,5 miliardi entro fine 2027, un traguardo ambizioso che richiede una forte integrazione con l’attività corporate. Secondo Bossi, la banca vuole diventare un punto di riferimento per le aziende nel loro percorso di sviluppo, offrendo supporto sia nelle fasi di espansione sia in quelle più delicate, come il passaggio generazionale.

Solidità patrimoniale e ricapitalizzazione

La solidità patrimoniale resta un punto di forza per Cherry Bank: a giugno l’istituto ha superato i 4 miliardi di attivo e i 220 milioni di patrimonio, con un CET1 al 17,89%. Questo risultato è stato sostenuto anche dall’aumento di capitale da 15 milioni versato da Bossi, parte di un accordo siglato nel 2021 durante la fusione con il Banco delle Tre Venezie. In vista della ricapitalizzazione, il ceo ha riconosciuto ad alcuni soci il diritto di non diluirsi, una scelta che sarà esercitata entro marzo e porterà la quota di Bossi al 55%, rispetto a oltre il 70% attuale. Una mossa che conferma la volontà di mantenere un controllo stabile, pur favorendo la partecipazione di investitori di rilievo.

Acquisizioni e il caso Banca Macerata

Sul fronte delle acquisizioni, Cherry Bank non esclude operazioni per linee esterne. A dicembre la banca ha incrementato la propria quota nella Banca di Macerata, portandola al 19,1% con un investimento di 4,3 milioni. Tuttavia, l’istituto marchigiano sembra intenzionato a rafforzare la propria autonomia con l’ingresso dell’assicurazione portoghese GamaLife, che dovrebbe acquisire il 9,5% del capitale. Bossi ha commentato che l’avvicinamento a Banca Macerata potrebbe accelerare la crescita nelle Marche e rappresentare un’opportunità di rafforzamento industriale e patrimoniale, con un orizzonte di collaborazione di lungo periodo.

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