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Cambi in vista per l’Autostrada Tirrenica: Caltagirone fuori, Autostrade di nuovo al comando

Novità tra i soci per la realizzazione della tormentata autostrada Tirrenica. La Vianco di Caltagirone è pronta a tirarsi fuori, riportando Autostrade per l’Italia a essere il socio di maggioranza, rilevando la quota del 25% del Gruppo Vianco – Ben 24,4 milioni di euro stanziati da Caltagirone nel 2011 – La Tirrenica si fermerà a Tarquinia?

Cambi in vista per l’Autostrada Tirrenica: Caltagirone fuori, Autostrade di nuovo al comando

La querelle della Società autostrada tirrenica (Sat) subisce un’altra svolta. Il gruppo di Caltagirone, che possiede il 25% della Sat – 24,4 milioni di  euro – sarebbe pronto a uscire dalla società, facendo di Autostrade per l’Italia di nuovo il socio di maggioranza dell’iniziativa risalente ormai al 1968. Il nodo da sciogliere è il tratto di Aurelia tra Civitavecchia e Livorno da trasformare in autostrada, percorso al momento sotto importanti lavori che ne riducono sensibilmente la viabilità.

Le Società che costituiscono il gruppo della Sat sono molteplici e contano anche le Camere di Commercio di Viterbo e Grosseto, nonchè le partecipazioni delle rispettive Province, una piccola quota di Mps e la Salt di Marcello Gavio. Le quote più significative, però, sono  in mano a tre azionisti priincipali, tutti alla pari al 25%. Autostrade per l’Italia, la Vianco, sezione autostradale della Vianini di Gaetano Caltagirone.

Il nuovo intoppo è stato registrato dalla lettera di Antonio Bargone, commissario straordinario del governo per la realizzazione dell’autostrada Tirrenica e già presidente della Sat, con cui si è dimesso dalla funzione pubblica – rimanendo, però, presidente della società. “La mancata approvazione del decreto  sblocca cantieri rischia di compromettere la realizzazione dell’intera opera” ha scritto Bargone al delle infrastrutture ministro Lupi e al sottosegretario Delrio. Ha poi concluso ricordando che in questa maniera si “può comportare l’interruzione dei lavori in corso tra Civitavecchia e Tarquinia”.

A rispondere ci pensa il viceministro dei Trasporti Riccardo Nencini, molto sensibile al tema dato che l’autostrada passa proprio per i territori del suo collegio elettorale. “Siamo sempre pronti – ha detto Nencini – a fare la nostra parte e a erogare i finanziamenti pubblici, ma attendiamo che ci sia chiarezza da parte dei privati”. A oggi, l’impegno che il Governo ha corrisposto ai lavori per la realizzazione dell’autostrada, ammonta a 270 milioni – a fronte dei 2 miliardi che occorrono alla conclusione dell’opera.

Infine, il Governo – sempre per voce del viceministro Nencini – fa sapere che il cantiere che va da Civitavecchia a Tarquinia, lungo 14,6 chilometri sarà senza dubbio portato a compimento. Questo a condizione, però, che i due terzi degli oneri della Società autostrada tirrenica dovranno essere sostenuti dai privati. Per quanto riguarda gli altri segmenti il  governo rimanda ai prossimi cda.

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