L’opera creata nel 1961, California (IKB 71) proviene da un illustre collezionista privato americano. Con la sua superficie fortemente strutturata, anticipa i Reliefs planétaires di Klein. Fu esposta al pubblico l’ultima volta durante il suo prestito a lungo termine al Metropolitan Museum of Art di New York, dal 2005 al 2008.
Prevista come un momento di spicco della stagione autunnale europea di Christie’s
Questa eccezionale opera monumentale incarna lo spirito radicale e la vera inventiva di Yves Klein. Con i suoi oltre quattro metri di altezza, California (IKB 71) è un monocromo superato in scala solo dai titanici pannelli dell’installazione di Klein al Musiktheater im Revier di Gelsenkirchen, in Germania. Un invito perpetuo a immergersi nell’ignoto, California (IKB 71) rappresenta il trionfale culmine dell’esplorazione di Yves Klein dell’International Klein Blue.
Tornata nella città in cui fu originariamente creata e presentata all’asta per la prima volta, California (IKB 71) si colloca tra le opere più importanti di Yves Klein mai messe sul mercato. Christie’s detiene i tre prezzi d’asta più alti per l’artista, tra cui Anthropométrie de l’époque bleue (ANT 124), venduta a Londra il 28 giugno 2022 per 27,2 milioni di sterline.
Con il suo caratteristico pigmento, l’International Klein Blue, Klein cercò di dissolvere i confini, invitando gli spettatori a compiere un salto immaginario in un regno immateriale. Il potere avvolgente e immersivo dei suoi monocromi colloca la pratica di Yves Klein tra le più ambiziose della seconda metà del XX secolo, accanto a figure di spicco dell’Espressionismo Astratto americano e del Color Field Painting.
Nel marzo del 1961, Klein arrivò negli Stati Uniti per la sua unica visita nel Paese
Ci arriva in vista delle sue mostre alla Leo Castelli Gallery di New York e alla Dwan Gallery di Los Angeles. Il 12 aprile, il giorno dopo l’inaugurazione di New York, Yuri Gagarin divenne il primo essere umano a entrare nello spazio. Gagarin riferì di aver visto il cielo molto scuro e la Terra di un blu profondo e intenso. Klein scrisse in seguito al suo amico Arman, dichiarando che l’impregnazione della Terra con l’International Klein Blue era stata raggiunta e che Gagarin era stato l’unico visitatore dell’inaugurazione della sua mostra nello spazio. Per Klein, questo blu cosmico non era solo il colore del vuoto, ma anche del mare: infinito, immersivo ed elementare. La risonanza dell’opera con il cielo e l’oceano ne testimonia il duplice simbolismo, un legame che continua a ispirare i collezionisti attratti dal suo profondo legame con il mondo naturale.
