Doveva essere l’anno della celebrazione del centenario e invece per la Brugola OEB, Officine Egidio Brugola di Lissone, che dal 1926 produce rondelle e simili, sarà l’anno più pesante della sua lunga e gloriosa storia, poiché proprio in questi giorni ha chiesto di accedere al percorso stragiudiziale di ristrutturazione aziendale previsto dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, di recente introduzione.
Ma si tratta di una vera e propria crisi di ordine industriale e finanziaria. La procedura è una versione soft della tradizionale procedura presso il tribunale che avrebbe avuto effetti rilevanti sui contratti, sul patrimonio e sulla gestione. Nel caso della Brugola ha – tra gli altri – lo scopo di una rimodulazione del pesante debito (intorno agli 80 milioni di euro su un fatturato di gruppo pari a 190) da rinegoziare con le banche e con i fornitori. È stato già nominato l’esperto: si tratta di Gianluca Mucciarone, professore all’Università Cattolica, specializzato in Banking, Ristrutturazioni e Diritto Societario presso MPA Avvocati Associati. La Brugola, della quale attualmente è presidente Jody Brugola, nipote del fondatore, Egidio, è nota in tutto il mondo ed esporta da decenni il 90 per cento della sua produzione.
I motivi della crisi
All’origine della pesante situazione, larecessione dell’industria automobilistica europea, colpita dall’invasione del made in China, e in particolare delle aziende tedesche dalle quali arrivava da decenni gran parte degli ordinativi. Ma questa non è la sola causa. “La Brugola accumula debito nei confronti dei fornitori fino ad aprire la composizione negoziata del debito” dichiara a FIRSTonline Claudio Rendina della Fiom-Cgil Brianza. “Fino a poche settimane fa l’azienda, ai tavoli di confronto sindacali, minimizzava la situazione, evidentemente non è stata trasparente”.
Ritardi e mancati investimenti
“È da un anno a questa parte che l’azienda” sottolinea Rendina, “nel pieno della crisi dell’automotive, non ha saputo gestire l’organizzazione della produzione, producendo ritardi nelle consegne e quindi costi più alti e attriti con le case automobilistiche. La Direzione ha sempre incolpato i lavoratori ma di fronte a mancati investimenti nelle linee produttive, nella crescita professionale e nella cura di un ambiente di lavoro sano, non ha saputo reggere. Le relazioni sindacali sono sempre state complesse, anche in questa fase le rappresentanze dei lavoratori non sono state minimamente coinvolte”.
I vertici della società, tuttavia, hanno voluto far sapere che “non hanno mancato di fornire costante ed adeguato supporto finanziario alla società” stessa, “con investimenti significativi per rendere l’apparato produttivo in linea con le esigenze del mercato”.

BUONGIORNO,
VORREI SAPERE DOVE AVETE TROVATO LA CIFRA ESATTA DEL DEBITO.
VISTO CHE L’ULTIMO DOCUMENTO UFFICIALE È IL BILANCIO APPROVATO 2024 E LA CIFRA NON CORRISPONDE ALLA VOSTRA.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE.
La cifra molto fi più secondo me