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Brexit, Juncker: “Fase 2 lontana”

Il numero uno della Commissione parla di “progressi insufficienti” per aprire il capitolo alle relazioni post-divorzio. Il Consiglio europeo di metà ottobre ne prenderà atto – Il negoziatore Barnier: “Permangono divergenze serie” sugli obblighi finanziari di Londra con l’Ue. E il parlamento europeo….

Brexit, Juncker: “Fase 2 lontana”

“Non sono stati ancora compiuti i progressi necessari” per allargare ad altre materie i negoziati sulla Brexit. Con queste parole il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha chiuso alla possibilità di aprire nuovi capitolo negoziali con Londra, quelli relativi alle nuove relazioni post-divorzio.

Gli scogli sono sempre gli stessi: i diritti dei cittadini comunitari che vivono nel Regno Unito, gli obblighi finanziari dei britannici nei confronti dell’Ue e la frontiera che separa Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda.

“I negoziatori hanno compiuto buoni passi avanti sui diritti dei cittadini ma manca ancora l’accordo sull’indispensabile ruolo della Corte di giustizia europea per la garanzia dei loro diritti – ha detto Juncker in audizione davanti al Parlamento europeo – Non possiamo ancora parlare delle relazioni future”.

Ai capi di governo e di Stato che il 19 e 20 ottobre si ritroveranno per la prossima riunione del Consiglio europeo “riferiremo che ad oggi non possiamo dire di essere pronti per entrare nella seconda fase”, ha spiegato ancora il numero uno della Commissione.

Sulla stessa linea Michel Barnier, negoziatore capo dell’Ue nelle trattative per la Brexit: “Ancora non c’è accordo sui punti chiave. Non abbiamo progressi sufficienti per iniziare una nuova fase negoziale”. In particolare, ha sottolineato Barnier, “permangono divergenze serie” sugli obblighi finanziari di Londra con l’Ue.

Al Consiglio europeo i leader della Ue avrebbero dovuto decidere cosa fare sulla base dei risultati della trattativa, ma, a meno che nel round della settimana prossima la delegazione britannica non cambi decisamente rotta, ai leader non resterà che prendere atto della situazione e rinviare la decisione.

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