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Borse, Wall Street riscopre la voglia di tech e raggiunge nuovi massimi. Piazza Affari chiusa. Spumeggianti record per oro argento e rame

Wall Street scommette in migliori utili aziendali, dopo il dato del Pil oltre le attese. Intanto torna la passione per i titoli tecnologici. Ma il vero exploit è quello delle materie prime. Le borse europee sono chiuse per le festività natalizie e riapriranno il 29 dicembre

Borse, Wall Street riscopre la voglia di tech e raggiunge nuovi massimi. Piazza Affari chiusa. Spumeggianti record per oro argento e rame

Mentre le borse europee sono chiuse per la vigilia di Natale, gli indici azionari in altre parti del mondo continuano a correre raggiungendo livelli record. Ieri Wall Street aveva chiuso in rialzo dopo dati che hanno mostrato che l’economia statunitense si è espansa al ritmo più rapido degli ultimi due anni corroborando le prospettive per le aziende. L’indice All Country World Msci mostra stamane il quinto giorno consecutivo in positivo, portando i guadagni da inizio anno al 21%. Le azioni asiatiche sono salite complessivamente dello 0,2%, guidate dai titoli tecnologici.

Più consistenti sono i guardagni delle materie prime sono stati ancora più consistenti, con l’oro che ha superato per la prima volta i 4.500 dollari l’oncia, mentre platino e argento hanno raggiunto livelli record e il rame ha superato per la prima volta i 12.000 dollari la tonnellata. Salgono i prezzi del petrolio per il sesto giorno consecutivo, sostenuti dalla robusta crescita economica degli Stati Uniti e dal rischio di interruzioni delle forniture da parte di Venezuela e Russia.

Wall Street scommette in migliori utili aziendali, dopo il dato del Pil oltre le attese. Tornano i tech

Ieri gli indici di Wall Street sono tutti saliti, ma l’indice S&P 500 ha anche registrato un nuovo record: Il Dow ha chiuso in rialzo dello 0,16%, S&P 500 a +0,46% a 6.909,79 punti, Nasdaq a +0,57%. Ieri il dato sul prodotto interno lordo nel terzo trimestre ha mostrato un aumento a un tasso annualizzato del 4,3%, il ritmo più rapido dal terzo trimestre del 2023 e ben al di sopra della stima del 3,3% degli economisti intervistati da Reuters, alimentata dalla robusta spesa dei consumatori. Nonostante i dati sulla crescita più positivi del previsto abbiano ridimensionato le scommesse sui tagli dei tassi di interesse a breve termine della Federal Reserve, la propensione al rischio è aumentata in questo ultimo scorcio di 2025.

Gli operatori stanno riacquistando fiducia nel fatto che le aziende registreranno una solida crescita degli utili nel 2026. L’economia statunitense ha dimostrato di aver mantenuto slancio fino a metà anno, grazie alla spinta dei consumatori e alla revoca dei dazi più pesanti imposti dal presidente Donald Trump. Sebbene si preveda che lo shutdown del governo Usa tra ottobre e novembre peserà sulla crescita del quarto trimestre, gli economisti prevedono una modesta ripresa nel 2026.

Quanto alla prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed, i mercati ora hanno ridotto le probabilità a meno del 20% per gennaio. Nel frattempo, Trump ha affermato di aspettarsi che il presidente della Fed abbassi i tassi se il mercato andrà bene, mentre si avvicina l’annuncio della sua scelta per sostituire Jerome Powell. La scorsa settimana il presidente ha detto di aver ristretto la lista dei candidati alla presidenza della Fed a “tre o quattro” e di aspettarsi una decisione piuttosto rapida, con un annuncio “nelle prossime due settimane”, quindi probabilmente in questi prossimi giorni. Trump ha indicato Kevin Hassett, direttore del National Economic Council, e Kevin Warsh, ex governatore della Fed, tra i favoriti per l’incarico. Ha anche intervistato – e lodato – il governatore della Fed Christopher Waller.

Tra i titoli da segnalere a Wall Street, ci sono di nuovo quelli legati all’intelligenza artificiale, riprendendosi dalla svendita della scorsa settimana innescata dalle preoccupazioni relative alle valutazioni gonfiate e al timore che gli elevati investimenti in conto capitale delle aziende avrebbero potuto mettere a dura prova i loro profitti. Nvidia è salita del 3%, fornendo il maggiore contributo allo S&P 500, mentre Amazon.com, Alphabet di Google e Broadcom hanno registrato ognuno guadagni superiori all’1%.

Tutti e tre i principali indici sono pronti per il terzo rialzo annuale consecutivo, inoltre l’S&P 500 e il Dow Jones sono sulla buona strada per salire per l’ottavo mese consecutivo. Secondo Bespoke Investment Group, il giorno dopo Natale è storicamente il giorno più positivo dell’anno per le azioni. Nei 39 anni trascorsi dal 1953, anno di apertura del mercato, nella seduta del 26 dicembre l’indice S&P 500 ha registrato cali solo sei volte. Il 26 dicembre le borse europee sono chiuse e riapriranno il 29 dicembre.

L’oro supera i 4.500 dollari per la prima volta

L’oro oggi ha superato per la prima volta i 4.500 dollari l’oncia, mentre anche argento e platino hanno raggiunto livelli record, poiché gli investitori si sono riversati sui metalli preziosi per proteggersi dai rischi geopolitici e commerciali e in previsione di ulteriori tagli dei tassi d’interesse negli Stati Uniti nel 2026. L’oro spot è salito dello 0,2% a 4.495,39 dollari l’oncia stamane, dopo aver toccato un massimo storico di 4.525,19 dollari nella notte. I future sull’oro statunitense con consegna a febbraio sono saliti dello 0,4%, raggiungendo un massimo storico di 4.522,10 dollari.

L’argento ha guadagnato l’1,1% a 72,16 dollari l’oncia, dopo aver toccato in precedenza il picco storico di 72,70 dollari, mentre il platino è balzato del 2,5% a 2.333,80 dollari dopo aver raggiunto il picco di 2.377,50 dollari. Il palladio è salito di quasi il 3%, raggiungendo i 1.916,69 dollari, il livello più alto degli ultimi tre anni. La scarsa liquidità di fine anno ha esagerato i movimenti dei prezzi, ma in generale resta l’attesa di una quotazione dell’oro verso i 5.000 dollari nei prossimi sei-dodici mesi e l’argento che potenzialmente si spinge verso gli 80 dollari. Quest’anno l’oro è aumentato di oltre il 70%, il suo più grande guadagno annuale dal 1979, ma ancor più ha fatto l’argento che è balzato di oltre il 150%.

Salgono i prezzi del petrolio per il sesto giorno di fila. I future sul greggio Brent sono saliti di 17 centesimi, ovvero dello 0,27%, a 62,55 dollari al barile, mentre il greggio West Texas Intermediate statunitense ha aggiunto 20 centesimi, ovvero dello 0,34%, a 58,58 dollari.

Asia concentrata sul mercato valutario: timori di interventi delle autorità

In Asia l’attenzione si è concentrata sul mercato valutario. Lo yuan cinese ha ampliato i suoi guadagni, avvicinandosi al livello chiave di 7 per dollaro, dopo che la Banca Popolare Cinese ha imposto un fixing più elevato. Lo yen è salito per il terzo giorno consecutivo, mentre gli operatori restano in allerta scrutando segnali di interventi diretti sul mercato da parte delle auturità dopo l’avvertimento di Tokyo contro movimenti eccessivi.

Intanto il won sudcoreano è schizzato in alto dopo che le autorità hanno messo in guardia contro un’eccessiva debolezza della valuta. L’intensificarsi della retorica arriva mentre la valuta si è avvicinata al livello psicologicamente importante di 1.500 dollari, una soglia superata solo durante la crisi finanziaria globale e il crollo delle valute asiatiche nel 1997. Inoltre, la banca centrale indiana ha annunciato nuove misure volte a incrementare la liquidità bancaria con acquisti di titoli di Stato e swap di valuta estera volti a sostenere l’indebolimento della rupia, che quest’anno è emersa come la valuta asiatica con le peggiori performance. Infine il dollaro si sta dirigendo verso la sua peggiore performance annuale in otto anni e il mercato delle opzioni segnala che i trader si stanno preparando a ulteriori ribassi nelle ultime sessioni del 2025 e oltre.

I responsabili politici della Banca del Giappone hanno discusso sulla necessità di continuare ad aumentare i tassi di interesse a livelli considerati neutrali per l’economia, con alcuni che sostengono che ciò aiuterebbe a raggiungere una crescita stabile a lungo termine, come riportato nei verbali della riunione di ottobre tenutasi oggi. Nella riunione del 29-30 ottobre, la Banca del Giappone ha mantenuto i tassi di interesse invariati allo 0,5%, ma il governatore Kazuo Ueda ha lanciato un forte segnale sulla possibilità di un rialzo dei tassi a breve termine.

In generale, gli scambi azionari in Asia sono stati scarsi, in vista della chiusura di domani per Natale e della seduta odierna che sarà ridotta negli Usa. Il Nikkei 225 di Tokyo è rimasto sostanzialmente invariato a 50.344,10 con una chiusura in calo dello 0,14%. Il Kospi sudcoreano è sceso dello 0,1% a 4.113,83. Nei mercati cinesi, l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,2% a 25.818,93. L’indice Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,2%, a 3.929,25. In Australia, l’S&P/ASX 200 è sceso di quasi lo 0,4% a 8.762,70. I mercati di Hong Kong e Australia hanno chiuso in anticipo a causa della vigilia di Natale. Il Taiex di Taiwan ha guadagnato meno dello 0,1%, mentre il Sensex in India ha guadagnato lo 0,1%.

Le borse europee sono chiuse per le festività natalizie e riapriranno il 29 dicembre.

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