L’incontro a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping è stato tendenzialmente positivo e, anche se non ha risolto i nodi relativi al conflitto in Medio Oriente, tanto basta per far tirare un sospiro di sollievo ai mercati finanziari, oggi tutti in territorio positivo a parte stamattina l’indice Nikkei di Tokyo che aveva chiuso col -1%. Il presidente statunitense ha definito le discussioni con Xi “estremamente positive e produttive” e ha invitato il suo omologo cinese il 24 settembre alla Casa Bianca. L’Europa risponde così: Milano +1,15% sfonda la soglia dei 50.000 punti, Francoforte +1,3%, Parigi +1%, Londra +0,35%. Partenza molto buona pure per Wall Street: Dow Jones +0,8% anch’esso al record sopra i 50.000 punti, S&P 500 +0,85%, Nasdaq Composite Index +1%.
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Sul Nasdaq boom di Nvidia dopo il via libera alla vendita dei chip in Cina
Tra i temi sul tavolo dell’incontro Trump Xi in Cina c’era sì la geopolitica ma anche gli affari, e infatti il tycoon si è portato dietro lo stato maggiore delle grandi aziende statunitensi, soprattutto quelle tecnologiche. Tra queste erano rappresentati gli interessi di Nvidia, che brilla sul Nasdaq guadagnando il 4% dopo che gli Stati Uniti hanno autorizzato circa 10 aziende cinesi ad acquistare il secondo chip per l’Intelligenza artificiale più potente di Nvidia, l’H200. Prima che le restrizioni statunitensi sulle esportazioni si inasprissero, Nvidia deteneva circa il 95% del mercato cinese dei chip avanzati.
La Cina rappresentava un tempo il 13% del suo fatturato e il Ceo Jensen Huang aveva precedentemente stimato che il solo mercato cinese dell’Intelligenza artificiale avrebbe raggiunto i 50 miliardi di dollari quest’anno. Bene anche Microsoft +1,5% e Meta +0,7%, mentre viaggiano in rosso Google e Amazon. Il titolo peggiore è quello di Qualcomm -4,4%, l’expoit di giornata invece, oltre a quello di Nvidia, è Cisco +15%. Riprende decisamente slancio il Bitcoin che torna sopra la soglia degli 80.000 dollari. Il dollaro Usa rimbalza e porta il cambio con l’euro sotto la soglia dell’1,17.
Materie prime: in calo petrolio, oro e argento. In rialzo il gas
Giornata no per le materie prime. Oggi il petrolio si prende una pausa ma difende consistentemente quota 100 dollari, soprattutto con il Brent che rimane sui 105 dollari al barile, mentre il Wti Crude Oil oscilla proprio sul limite dei 100 al barile. In controtendenza invece il gas naturale europeo, che alla Borsa di Amsterdam guadagna l’1,5% oltre i 47 euro per megawattora. Più che fiacchi i beni rifugio, che ormai sembra passati di moda: oggi l’oro è stabile a ridosso dei 4.700 dollari all’oncia, mentre l’argento crolla del 2,7% a 85 dollari l’oncia. Da segnalare il -5% del palladio.
Piazza Affari a quota 50.000 punti grazie a Stm, Stellantis e le banche. Prese di beneficio su Diasorin
L’indice Ftse Mib di Milano sfonda la soglia dei 50.000 punti grazie ai consistenti guadagni di Stm +5,4%, Stellantis +3,5%, e delle banche: Intesa Sanpaolo +2%, Mediolanum 2,8%, Unicredit +1,7%. Il titolo peggiore è quello di Fincantieri -1,64% nel giorno in cui l’assemblea ha approvato il bilancio d’esercizio 2025 chiuso con 97,46 milioni di euro di utile e ha nominato il collegio sindacale. Male anche Diasorin -1,5% su cui pesano le prese di beneficio dopo diverse sedute di rally, trainate dall’euforia del settore farmaceutico per una possibile (per ora scongiurata) nuova pandemia all’orizzone, quella dell’hantavirus. Lo spread Btp Bund si riduce del 3% a 74 punti base, col rendimento del Btp 10 anni al 3,78%.
