Le crescenti preoccupazioni per la guerra in Iran continuano a provocare forti svendite sui mercati azionari in un cocktail tossico fatto di rincari di petrolio e gas, di aumento del dollaro, di timori per un aumento dell’inflazione, per un conseguente aumento dei tassi e più in generale per un forte indebolimento delle economie. L’attenzione principale tutta per l’approvvigionamento di petrolio ostacolato dalla chiusura dello stretto di Hormuz da parte degli iraniani, mentre un segno positivo è arrivato stanotte da Trump che ha parlato della possibilità che la Marina statunitense scorti le navi attraverso lo Stretto. Così, dopo una chiusura in netto calo di Wall Street ieri e mentre le azioni asiatiche sono state travolte dal maggior crollo in quasi un anno, con la Corea del Sud che ha subito il suo maggior calo dalla crisi finanziaria globale del 2008, i futures stamane indicano una frenata alle vendite, sia per gli indici di Wall Street sia per le borse europee.
Per gli investitori è cruciale il fatto di non avere visibilità su come potrà svilupparsi la situazione e soprattutto quanto le tensioni potrebbero durare, con timori di conseguenze impreviste, al di fuori del controllo della Casa Bianca. La guerra ha continuato a ripercuotersi in tutto il Medio Oriente, con Israele che ha bombardato Teheran con una nuova ondata di “attacchi estesi” contro l’Iran. La Repubblica Islamica ha lanciato missili contro Qatar, Bahrein e Oman, con Doha che ha affermato che gli obiettivi non erano limitati a interessi militari. Qatar e Iraq hanno interrotto la produzione nei principali siti energetici.
I mercati sono concentrati sul petrolio. L’Iraq, il più grande produttore di petrolio del Medio Oriente dopo l’Arabia Saudita, ha già avviato ingenti tagli alla produzione e si trova ad affrontare riduzioni ancora più consistenti.
I prezzi siano scesi dai massimi da quando Trump ha ordinato una garanzia assicurativa sulle spedizioni nel Golfo e ha affermato che la marina potrebbe scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma gli armatori restano cauti e vedono, nella migliore delle ipotesi, solo come una soluzione parziale alla crisi. Le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato l’Iran per quattro giorni e droni e missili iraniani hanno colpito le raffinerie di petrolio del Golfo e anche le ambasciate statunitensi in Arabia Saudita e Kuwait.
I futures sul Brent sono saliti stamane oltre gli 84 dollari con una ulteriore crescita del 3,22%, mentre quelli sul Wti del 3% a 76,76 dollari al barile. Entrambi i benchmark hanno chiuso la seduta di ieri in rialzo del 5% con il Brent balzato sopra gli 85 dollari al barile, il livello più alto da luglio 2024.
L’Asia precipita trascinata dal crollo del Kospi coreano, il peggiore dal 2008
L’ indice Msci Asia Pacific è crollato fino al 4,5% trascinato dalle azioni sudcoreane che sono crollate fino al 12% mentre la valuta won è crollata al minimo degli ultimi 17 anni. Prima del crollo, l’indice Kospi di Seul– considerato il benchmark asiatico per l’intelligenza artificiale – era l’indicatore con le migliori performance al mondo.
In Cina, il CSI 300 perde l’1,2%. Registrano perdite simili gli indici di Shanghai e Shenzhen. Hang Seng di Hong Kong -2,6%.
In Giappone, il Nikkei arretra del 4%, zavorrato soprattutto dai titoli bancari e dal comparto degli elettrodomestici, che nel corso dell’anno hanno registrato ottime performance. Il Topix lascia sul terreno il 3,8% e, con la perdita dell’8% degli ultimi tre giorni, si avvia ad azzerare tutti i guadagni registrati dal voto dell’8 febbraio. Proseguono le vendite sui titoli di stato a lunga scadenza, il rendimento del trentennale giapponese sale al 3,33%.
Nonostante le perdite di questa settimana, le azioni asiatiche sono ancora in rialzo di circa il 5% quest’anno, oltre a un balzo del 25% nel 2025. Le azioni hanno ripreso quota dopo il crollo di aprile, causato dall’annuncio dei dazi di Trump, puntando sulla fiducia che i miliardi spesi dalle aziende nell’intelligenza artificiale daranno i loro frutti.
Il guadagno del dollaro in due giorni è il maggiore in quasi un anno. L’indicatore delle valute asiatiche è sceso ai minimi da gennaio questa settimana, con un calo limitato poiché la Cina ha cercato di ancorare lo yuan.
Il prezzo dell’oro rimbalza dopo essere sceso del 4,5% nella seduta precedente, penalizzato dall’impennata del dollaro (l’euro vale 1,16, -0,04%) e dall’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi (il 10 anni rende il 4,074%). L’oro spot sale dell’1,37% a 5.150,7 dollari l’oncia come l’argento (+2,87% a 84,54 dollari l’oncia).
Borse europee viste tentare un timido rimbalzo in apertura. A Piazza Affari occhi a Mps, Fineco, Fincantieri
Le borse europee sono viste tentare un timido rimbalzo: +0,19% il futures sull’Eurostoxx50.
Banco Bpm. Il cda ha approvato all’unanimità la presentazione di una lista di 20 candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione della banca con la conferma del presidente Massimo Tononi e dell’ad Giuseppe Castagna.
Mps. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, dopo una lunga riunione di ieri il comitato nomine della banca senese avrebbe deciso di escludere il ceo uscente, Luigi Lovaglio, dalla lista che il cda presenterà per il rinnovo di aprile.
FinecoBank ha approvato il piano industriale per il periodo 2026-2029. Attenzione per l’adozione dell’intelligenza artificiale all’interno del modello di business. Al 2029 il piano industriale prevede che le nuove iniziative di crescita (escludendo la nuova piattaforma paneuropea) favoriscano per il periodo 2025/2029 un incremento low double digit del tasso annuo di crescita composto della raccolta netta e del numero di clienti totali, dal +6% registrato nel periodo 2021/2025. L’aumento dei costi operativi rallenterà progressivamente da +6% nel 2026 a +4%nel 2029, sempre escludendo i costi aggiuntivi collegati alle iniziative per la crescita che passeranno da 10 milioni nel 2026 a 5 milioni negli anni dal 2027 al 2029.
Italgas ha chiuso il 2025 con ricavi a 2,535 miliardi di euro, in crescita del 45,7% anno su anno, e un utile adjusted anch’esso in aumento a doppia cifra (+33,1%) a 674,5 milioni. Il cda ha quindi proposto un dividendo di 0,432 euro per azione (+13,3%).
Banca Generali, Campari, Nexi e Amplifon riuniscono il cda sui conti 2025. Mentre Maire tiene il Capital Markets Day.
Fincantieri si è aggiudicata un ordine da Viking per la costruzione di due navi da crociera expedition del valore complessivo superiore a 2 miliardi di euro.
Avio. Ieri si è tenuta l’assemblea straordinaria degli azionisti che, con il voto favorevole di più dell’80% del capitale intervenuto, ha approvato alcune proposte del cda di modifica dello statuto sociale inerenti l’assetto della governance della società.
Prysmian. Citi ha alzato il target price da 102 a 113 euro e confermato il rating buy.
