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Borse oggi più caute e in cerca di conferme sugli sviluppi del Golfo, dopo un Nasdaq trionfale di ieri. La Boj alza i tassi

Occhi puntati sull’effettivo transito delle petroliere a Hormuz. Wall Street ieri chiude in volata guidata dal Nasdaq (+3). Nvidia chiede finanziamenti al mercato per 25 miliardi di dollari. In Asia, il Giappone alza i tassi. In Cina crollano i consumi ai minimi dal Covid. Occhi sui titoli della difesa del Kospi. Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi ad Avio, Intesa Sanpaolo

Borse oggi più caute e in cerca di conferme sugli sviluppi del Golfo, dopo un Nasdaq trionfale di ieri. La Boj alza i tassi

La prima parte del rally, quella più facile e per gran parte di tipo emotivo dopo l’annuncio dell’accordo Iran-Usa, si sta quietando: la fase successiva necessita di conferme, non solo sulla tenuta del cessate il fuoco, ma anche sulla possibilità che i flussi di petrolio attraverso Hormuz possano effettivamente normalizzarsi senza intoppi. L’accordo quadro, che dovrebbe essere firmato formalmente in Svizzera venerdì, non affronta questioni chiave come il programma nucleare di Teheran e il conflitto tra Israele e Libano. I prezzi del petrolio si mantengono sopra gli 80 dollari al barile e gli armatori dicono che potrebbero volerci settimane per ricostruire la fiducia necessaria per navigare in sicurezza nello Stretto. Ieri comunque Wall Street ha brillato con un Nasdaq a +3%. Oggi l’Asia è stata dominata dalle mosse delle banche centrali di Giappone e Australia, mentre preoccupano i consumi cinesi, scesi ai minimi dalla pandemia. Le borse europee sono viste aprire in

Wall Street ieri chiude in volata guidata dal Nasdaq (+3). Nvidia chiede finanziamenti al mercato per 25 miliardi di dollari

Ieri Wall Street ha visto un potente rally, ma a vincere sono stati di nuovo i tech che hanno portato il Nasdaq a chiudere in rialzo del 3% e il settore dei semiconduttori del 5,5%. il Dow Jones ha comunque segnato una chiusura record con un +0,92% e l’S&P 500 a +1,65%. Tutto merito dell’euforia dopo l’annuncio dell’ accordo preliminare tra Usa e Iran che ha anche allentato i timori per aumenti dell’inflazione e strette monetarie.

Il conseguente netto calo del petrolio (-4,9%) ha favorito le azioni delle compagnie aeree con United Airlines che ha registrato un rialzo del 3,9% e delle compagnie da crociera tra cui Norwegian Cruise Line (+3,7%) e Carnival Corp (+3,2%)., sensibili ai prezzi dell’energia, mentre ha penalizzato le azioni del settore energetico. Invece le azioni di Fox sono crollate del 16,8% dopo che la società ha annunciato l’intenzione di acquisire Roku in un accordo da 22 miliardi di dollari. Le azioni di Roku sono scese dell’1,9%.

Un forte impulso è arrivato dal gigante dei chip Nvidia che è aumentato del 3,5%, e Micron che è schizzata del 10,5%, dopo che almeno due società di intermediazione hanno alzato bruscamente i loro target di prezzo per il titolo. Nvidia ha spiazzato il mercato del debito con un’emissione obbligazionaria sorprendentemente grande da 25 miliardi di dollari, che a suo dire utilizzerà per il rifinanziamento e per scopi generali.

SpaceX ha registrato un rialzo del 19,6% nel secondo giorno di contrattazioni, dopo che la clamorosa Ipo della società guidata da Elon Musk ha portato la sua capitalizzazione di mercato oltre i 2 trilioni di dollari. Il titolo ha chiuso ieri a 192,46 dollari, rispetto al prezzo di Ipo di 135 dollari. Nelle contrattazioni after-hours, la sua capitalizzazione di mercato ha superato i 2,6 trilioni di dollari, con il titolo che ha registrato un rialzo di circa il 48% rispetto al prezzo di quotazione.

Oltre all’accordo con l’Iran, un altro tema centrale per gli investiotri è il prossimo aggiornamento di politica monetaria della Fed, previsto per domani, dopo la prima riunione di politica monetaria del presidente Kevin Warsh da quando ha assunto l’incarico dopo Jerome Powell il mese scorso. La riunione segue i dati sull’inflazione di maggio, che hanno mostrato come l’aumento dei costi energetici si sia riflesso sui prezzi al consumo. Secondo FedWatch del CME Group, gli operatori di mercato si aspettano che la Federal Reserve lasci i tassi di interesse invariati questa settimana, ma continuano a prezzare una probabilità di quasi il 42% di un aumento di 25 punti base entro la fine dell’anno., apre una nuova schedastrumento.

Asia: il Giappone alza i tassi. In Cina crollano i consumi ai minimi dal Covid. Occhi sui titoli della difesa del Kospi

Le borse asiatiche hanno registrato guadagni cauti, dopo il rally della sessione precedente mentre gli investitori soppesano le decisioni sui tassi d’interesse della Banca del Giappone e della Reserve Bank of Australia. Le mosse delle banche centrali sono andate come previsto: il Giappone ha alzato il tasso di interesse a breve termine all’1%, il livello più alto dal 1995, mentre l’Australia ha lasciato i tassi invariati al 4,35%. Né lo yen né il dollaro australiano hanno mostrato reazioni iniziali marcate.

L’attenzione si sposta ora sulle conferenze stampa di Sydney e Tokyo, dove gli investitori si aspettano prospettive piuttosto restrittive, avendo già scontato un ulteriore aumento dei tassi in Giappone quest’anno e una probabilità del 65% di un ulteriore rialzo in Australia. L’aumento dei tassi in Giappone ha portato i tassi al livello minimo stimato dai responsabili politici per il tasso neutrale dell’economia, ma è avvenuto con una pausa – peraltro già preannunciata – del disimpegno della banca centrale dal mercato obbligazionario: ridurrà gli acquisti di obbligazioni di circa 200 miliardi di yen (1,25 miliardi di dollari) a trimestre fino ad aprile 2027, quando si stabilizzerà con gli acquisti di titoli di Stato giapponesi (JGB) a circa 2 trilioni di yen al mese. L’indice giapponese Nikkei 225 sale dello 0,5% superando brevemente quota 70.000 per raggiungere un massimo storico. Le azioni di SoftBank sono rimaste stabili dopo che Reuters ha riportato la notizia che il direttore finanziario del Vision Fund, la divisione investimenti del gruppo, lascerà l’incarico dopo un decennio.

L’indice australiano ASX 200 oscilla sulla parità, penalizzato dalla debolezza dei titoli minerari e bancari locali.

In Cina i dati di maggio hanno evidenziato che la spesa dei consumatori si è contratta per la prima volta dall’inizio della pandemia, mentre gli investimenti sono peggiorati, mettendo in luce i rischi che l’economia deve ancora affrontare, nonostante il boom delle esportazioni. Anche i prezzi delle case nel Paese sono diminuiti a un ritmo più rapido nel mese di maggio. La produzione industriale invece ha offerto una nota positiva, crescendo leggermente oltre le attese grazie alla forte domanda proveniente dall’estero. In ogni caso i dati hanno pesato sul sentiment del mercato, con l’indice Hang Seng di Hong Kong che perde oltre l’1% anche a causa delle forti vendite sui titoli internet e tecnologici locali. Gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono pressoché invariati

Nella Corea del sud l’indice Kospi avanza del 2% grazie ai continui guadagni dei titoli tecnologici e dei produttori di semiconduttori, in scia a Wall Street. I titoli del settore della difesa sudcoreano sono in rialzo. Hanwha Aerospace, il principale titolo del settore della difesa di Seul, ha registrato un rialzo fino all’11,8%. Hyundai Rotem, produttore del carro armato da battaglia K2 Black Panther, ha guadagnato fino al 12,67%, mentre LIG Defense & Aerospace ha sfiorato il limite massimo di rialzo del 30% sull’ indice Kospi. Anche Firstec, che produce componenti per veicoli da combattimento terrestri, ha quasi raggiunto il limite massimo di rialzo del 30%. Gli investitori si aspettano che le esportazioni nel settore della difesa riprendano presto e che gli ordini dalla regione aumentino, ha scritto Mirae Asset Securities in una nota del 16 giugno. Kang Tae Ho, analista della società di intermediazione sudcoreana DS Investment and Securities, ha anche affermato che la fine della guerra in Iran fungerebbe da “catalizzatore positivo” per l’industria della difesa coreana.

I prezzi del petrolio, che hanno chiuso la giornata precedente ai minimi da tre mesi, mostrano future sul Brent in calo dello 0,3% a 82,96 dollari al barile. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito di 0,8 punti base, attestandosi al 4,475%. L’oro ha guadagnato lo 0,4%, raggiungendo i 4.324,32 dollari l’oncia. Nei mercati delle criptovalute, il bitcoin ha perso l’1%, attestandosi a 65.799,61 dollari, mentre l’ether è crollato del 2,9%, scendendo a 1.762,15 dollari.

Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi ad Avio e Intesa Sanpaolo

Le borse europee dovrebbero aprire intorno alla parità Future Euro Stoxx 50 -0,1%.

Avio potrebbe essere interessata dalla performance ieri del titolo Space X che ha chiuso in rialzo del 20%.

Banco Bpm. secondo quanto riportato dalla stampa, nella riunione di oggi, il Consiglio di Amministrazione discuterà i dettagli di un potenziale accordo con Banca Monte Paschi.

Intesa Sanpaolo. La società si è impegnata a consultarsi con il governo sulle future decisioni riguardanti Generali, nell’ambito delle garanzie sul piano di acquisizione di Banca Mps, secono due fonti vicine alla vicenda sentite da Reuters.

StM ha annunciato un’emissione in due tranche di nuove obbligazioni convertibili per un valore di 1,5 miliardi di dollari e il rimborso anticipato delle proprie obbligazioni convertibili in scadenza nel 2027, per un valore di 750 milioni di dollari.

UniCredit. Le adesioni all’Ops su Commerzbank sono salite ieri all’11,91% dall’11,86% di venerdì. La quota diretta sale al 38,68%, il 41,9% con derivati con regolamento fisico e il 55,09% con derivati con regolamento in contanti.

Rai Way. In merito all’accordo di fusione con EI Towers, il protocollo d’intesa è scaduto ieri a mezzanotte: tra le opzioni non figurano né un accordo né una proroga, ma le trattative proseguono; F2i sta spingendo per la conclusione dell’accordo

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