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Borse oggi nervose per lo stallo dei colloqui Usa-Iran. Crolla anche l’indice sudcoreano Kospi, paladino dell’AI. Petrolio e dollaro forti

In Asia crolla il Kospi su ipotesi di tassazione degli extra profitti AI. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Mps, Mediobanca, Telecom

Borse oggi nervose per lo stallo dei colloqui Usa-Iran. Crolla anche l’indice sudcoreano Kospi, paladino dell’AI. Petrolio e dollaro forti

Un nuovo intoppo nei colloqui per porre fine alla guerra in Medio Oriente e ancora il petrolio su livelli elevati, mentre nemmeno il settore dell’intelligenza artificiale, che aveva sostenuto i mercati fin qui, offre conforto a causa del crollo delle azioni in Corea del sud: la situazione sui mercati azionari è per lo più di stallo, ma tra gli investitori inizia a serpeggiare il pessimismo riguardo le conseguenze su inflazione e crescita di questa guerra che si sta prolungando eccessivamente. Ciò crea pressione anche sul mercato dei titoli di stato che vede rendimenti in salita, mentre ne beneficia solo il dollaro. L’attenzione si concentra quindi anche sui dati sull’inflazione statunitense di oggi, che mostreranno in che misura le pressioni inflazionistiche causate dalla guerra si stiano ripercuotendo sui prezzi e potrebbero influenzare le prospettive dei tassi di interesse della Federal Reserve. Le borse europee sono viste aprire in calo.

Colloqui tra Iran e Usa vacillano. Non è esclusa l’interruzione del cessate il fuoco

Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un momento particolarmente precario, con Trump che ha detto che l’accordo è “in condizioni critiche” dopo aver respinto l’ultima offerta di pace di Teheran. Trump ha definito la risposta dell’Iran alla sua proposta “un pezzo di spazzatura” e ha detto di “non aver nemmeno finito di leggerla”.

La Cnn ha riferito che stanotte Trump avrebbe incontrato la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l’Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. A Fox News Trump ha detto di stare valutando la possibilità di riattivare un piano per scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Intanto il Wall Street Journal ha riportato che gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l’Iran suggerendo che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora più propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente.

Giovedì Trump si recherà a Pechino per un vertice di alto livello con il presidente cinese Xi Jinping, in cui si prevede che il commercio e la guerra in Iran domineranno l’agenda. Tra i leader aziendali invitati ad accompagnare Trump nel suo viaggio in Cina non figurava l’amministratore delegato di Nvidia Corp., Jensen Huang.

Il petrolio Brent è risalito dopo il calo delle ultime ore e resta nel pressi dei 105 dollari al barile.

Titoli di Stato sotto pressione e dollaro in rialzo

I rendimenti obbligazionari sono in costante aumento in tutto il mondo, poiché gli investitori si preparano a tassi di interesse elevati per un periodo prolungato al fine di contrastare le pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi dell’energia. In Europa, i mercati scontano pienamente due rialzi di 25 punti base nelle tre riunioni della Bce fino a settembre e prevedono circa il 75% di probabilità di un terzo rialzo entro la fine dell’anno, mentre gli operatori hanno già completamente scontato qualsiasi taglio dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni in rialzo di un punto base al 4,42%.

Il tasso di rendimento del titolo di stato giapponese a dieci anni ha toccato i massimi dal 1997 a 2,53%. Goldman Sachs avverte che i tassi di rendimento dei titoli di Stato giapponesi resteranno elevati più a lungo del previsto: il mercato sta incorporando un premio per il rischio più duraturo, legato soprattutto a inflazione, debito pubblico e incertezza sulla politica monetaria della Banca del Giappone. Il decennale potrebbe arrivare al 2,5% entro la fine del 2026, contro il 2% stimato in precedenza. Anche per il 2027 le attese vengono riviste al rialzo. Si tratta di livelli che il Giappone non vedeva dagli anni Novanta.

Il dollaro si è rafforzato nei confronti di tutte le altre valute del G10, spinto dalla domanda di beni rifugio.

Ieri Wall Street ha chiuso leggermente in rialzo, sull’ottimismo per l’IA

Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno registrato ieri un miglioramento, con l’S&P 500 e il Nasdaq che hanno raggiunto l’ennesimo massimo storico rispettivamente chiudendo a +0,19% e +0,10. Il Dow Jones ha chiuso a +0,19%. I semiconduttori hanno nettamente superato gli altri settori, con l’indice Phlx Semiconductor che è balzato del 2,6%. Intel è salita ieri del 3,6% dopo un’impennata del 14% venerdì a seguito della notizia di un accordo preliminare per la produzione di chip con Apple, mentre il concorrente Qualcomm è balzato dell’8,4% raggiungendo un massimo storico. La società media Fox Corp è salita del 7,6% dopo aver superato le stime sui ricavi del terzo trimestre. Ancora pesanti le azioni delle compagnie aeree a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio che minaccia di comprimere i margini. Southwest Airlines, Delta Air Lines, Alaska Air e United Airlines sono scese tra il 2,9% e il 4,4%.

Molti analisti hanno iniziato a mostrare preocupazione. Tra gli altri l’investitore Michael Burry, diventato famoso con il film The big short, ha avvertito ieri che i titoli azionari sono probabilmente sul punto di crollare. In un post sul suo Substack, Burry, uno dei maggiori vincitori della crisi finanziaria del 2008, ha affermato che il rally del 2026 dei titoli tecnologici sta per concludersi bruscamente. “Il mercato ha superato il limite”, ha scritto.

Il periodo di pubblicazione dei risultati del primo trimestre si sta avvicinando alla conclusione, con 440 società dell’indice S&P 500 che hanno già comunicato i propri risultati. Di queste, l’83% ha superato le aspettative sugli utili, secondo LSEG IBES. A venerdì, gli analisti hanno stimato una crescita degli utili complessivi dell’indice S&P 500 per il primo trimestre pari al 28,6% su base annua. Si tratta di quasi il doppio rispetto alle stime di crescita del 14,4% per il primo trimestre, aggiornate al 1° aprile. Tra le aziende che pubblicheranno i loro risultati questa settimana figura il gigante delle reti tecnologiche Cisco e il produttore di apparecchiature per semiconduttori Applied Materials.

Con l’avvicinarsi della fine della stagione degli utili, l’attenzione torna a concentrarsi sugli sviluppi macroeconomici e geopolitici. Oggi è atteso il dato sull’inflazione Usa, mentre nel corso della settimana sono in agenda le vendite al dettaglio, i prezzi alla produzione e la produzione industriale.

In Asia crolla il Kospi su ipotesi di tassazione degli extra profitti AI

L’indice Msci Asia Pacific ha oscillato tra guadagni e perdite, ma l’attenzione principale è per la Corea del Sud: l’indice Kospi che ha perso fino al 5,1% prima di recuperare parte delle perdite a -2,4%, dopo che un alto funzionario politico ha detto che il Paese dovrebbe distribuire un dividendo ai cittadini utilizzando le tasse sui profitti derivanti dall’intelligenza artificiale. Le dichiarazioni del responsabile delle politiche presidenziali, Kim Yong-beom, in un post su Facebook, hanno alimentato forti oscillazioni nei mercati azionari, mentre gli investitori stanno cercando di capire la portata delle sue proposte.

In Cina l’indice Hang Seng di Hong Kong +0,3%, CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,3%. Taiex di Taipei +0,7%. La banca centrale cinese ha messo in guardia sui rischi di inflazione importata derivante dall’aumento dei prezzi del petrolio.

In India l’indice Bse Sensex di Mumbai è in ribasso dello 0,8%. Il governo sta valutando misure di emergenza per rafforzare le riserve valutarie, tra cui la limitazione delle importazioni non essenziali come oro e prodotti elettronici e l’aumento dei prezzi dei carburanti, al fine di attutire gli effetti negativi della guerra in Iran, secondo Bloomberg.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Mps, Mediobanca e Telecom

I future europei indicano un’apertura negativa delle borse. Indice Euro Stoxx 50 -0,6%.

Azimut Holding – Ad aprile, la raccolta netta è stata pari a 1,5 miliardi di euro, da inizio anno ha raggiunto 6,1 miliardi (il 61% del target 2026 di 10 miliardi). I principali contributi provengono da Italia (847 milioni) ed EMEA (370 milioni).

Banca Monte dei Paschi di Siena – Chiude il primo trimestre 2026 con un utile netto consolidato di gruppo pari a 521 milioni di euro, sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa. I ricavi hanno raggiunto 1.960 milioni, il margine di interesse è stato pari a 1.036 milioni. Il risultato operativo ha totalizzato 947 milioni, +9,5% trimestre su trimestre e +3,4% anno su anno. CET1 ratio al 15,9%.

Enel – Assemblea annuale azionisti.

Fincantieri – Si aspetta nuovi ordini nei prossimi mesi, con opportunità significative nell’ambito della Difesa. La società guarda anche a operazioni di M&A. Lo ha riferito l’AD Pierroberto Folgiero durante la call con gli analisti. Inwit – Risultati primo trimestre.

Mediobanca – Ha chiuso il primo trimestre 2026 con un utile operativo pari a 552 milioni di euro, +14% rispetto al trimestre precedente e +4% su base annua. L’utile netto ha raggiunto 323 milioni, -3% anno su anno a causa della maggiore tassazione e di alcune componenti non ricorrenti.

Recordati – Risultati primo trimestre.

Avio – Risultati primo trimestre.

Saipem – Assemblea annuale azionisti.

Telecom Italia – L’Antitrust ha avviato un’istruttoria sull’accordo con Fastweb per l’infrastruttura 5G e la condivisione della rete mobile. Moody’s ha alzato il rating di Tim a ‘Ba1’ da ‘Ba2’ con outlook stabile. Il miglioramento riflette la solida strategia dell’azienda, la ripresa degli utili e degli indicatori di credito.

Terna – Assemblea annuale azionisti.

De Longhi – Risultati primo trimestre.

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