E’ durato poco l’entusiasmo per i conti brillanti di Nvidia. Ieri a Wall Street si è assistito a una repentina e profonda inversione di marcia, la più ampia oscillazione giornaliera del Nasdaq dal 9 aprile, quando i dazi di Trump avevano spaventato i mercati. Gli indici di riferimento di Wall Street sono scesi ai livelli più bassi degli ultimi due mesi, lasciando gli investitori sbigottiti e alla ricerca della causa di tutto questo: da una parte sono tornati i fantasmi della bolla tecnologica, dall’altra si affievoliscono le speranze per un taglio dei tassi della Fed dopo i dati del’occupazione, mentre altri citano la scadenza di opzioni oggi . Sta di fatto che le vendite sono state fragorose e hanno influenzato anche le borse asiatiche e probabailmente anche l’apertura di quelle europee. Il Bitcoin è sceso a 85.000 dollari. Poco variati l’oro e il mercato valutario. Stamane arrivano segnali di stabilizzazione dell’azionario: i future di Wall Street anticipano un avvio in lieve rialzo.
Perchè Wall Street ha invertito la rotta improvvisamente?
Sebbene non ci sia stato un motivo dominante evidente a cui attribuire il crollo di quasi il 5% dell’indice Nasdaq-100 rispetto al massimo della giornata, si accumulano teorie sulla svendita.
Alcuni trader hanno sottolineato la ricomparsa di preoccupazioni circa la capacità dei progetti di intelligenza artificiale di generare entrate o profitti sufficienti a giustificare l‘ingente spesa in questa tecnologia. Per altri, un forte ritardo nel rapporto sull’occupazione di settembre è stato l’ultimo segnale che la Federal Reserve ha terminato di tagliare i tassi di interesse quest’anno. Altri hanno affermato che il segnale di avversione al rischio inviato dal calo di Bitcoin ai minimi degli ultimi sei mesi è stato in parte responsabile del crollo delle azioni. Sono state citate anche le preoccupazioni per le elevate valutazioni azionarie e un aumento della volatilità in vista della scadenza delle opzioni oggi.
Qualunque sia la ragione, il calo intraday ha spazzato via l’iniziale ottimismo sul fatto che le azioni Usa avrebbero continuato a riprendersi dopo le vendite seguite agli ultimi massimi storici del mercato verso la fine di ottobre. Quello che a prima vista sembrava una trimestrale d’eccellenza di Nvidia, il produttore di chip all’epicentro della corsa all’intelligenza artificiale e i conti di Walmart mostravano come i consumatori continuassero a spendere, sono stati rapidamente oscurati da un’improvvisa e incessante ondata di vendite.
Dopo essere salito fino all’1,9% in un’ora di seduta, l’indice S&P 500 ha azzerato i guadagni chiudendo in ribasso dell’1,6%, con oltre 2,7 trilioni di dollari di valore azionario spazzato via. L’S&P 500 ha perso oltre il 5% rispetto al record di ottobre ed è sceso al di sotto della media mobile a 100 giorni per la prima volta da febbraio. L’indice di riferimento ha chiuso al livello più basso dall’11 settembre
L’indice Nasdaq-100 dei giganti della tecnologia ha guidato il mercato azionario al ribasso, chiudendo in ribasso del 2,4% e ampliando il calo dal record del 29 ottobre al 7,9%. Tesla, Alphabet, Apple, Microsoft, Broadcom. e Amazon.com hanno registrato oscillazioni di oltre 100 miliardi di dollari nelle loro valutazioni.
Nvidia è stata il principale freno per il Nasdaq 100, cancellando un guadagno iniziale del 2,4% e perdendo il 3,2%, in una flessione che ha cancellato quasi 400 miliardi di dollari dal suo massimo intraday. Gli investitori hanno ignorato le previsioni di fatturato più alte del previsto dell’azienda, a fronte del riaffiorare dei timori che la spesa per i chip di intelligenza artificiale non sia sostenibile.
Stamane arrivano segnali di stabilizzazione dell’azionario: i future di Wall Street anticipano un avvio in lieve rialzo.
Brasile: Trump riduce i dazi sugli agroalimentari
Trump ha firmato un ordine esecutivo che elimina il dazio aggiuntivo del 40% su numerosi prodotti agroalimentari brasiliani, beni chiave per l’export del Paese come carne bovina, caffè, frutta e legname. Trump ha attribuito la decisione ai progressi ottenuti nei negoziati con il governo del presidente Luiz Inácio Lula da Silva. L’ordine è retroattivo e prevede l’esenzione per tutte le merci sdoganate dal 13 novembre in poi, con eventuali rimborsi gestiti dall’Agenzia doganale statunitense. La settimana scorsa Washington aveva già rimosso un dazio del 10% su altre importazioni agricole, in un contesto di forte pressione interna per contenere il costo della vita. La nuova misura azzera così i dazi che, per prodotti come la carne e il caffè, raggiungevano il 50%.
Tutte in calo le borse dell’Asia. Tokyo vara un pacchetto di stimolo. SoftBank crolla di oltre il 10%.
I virus delle vendite si è propagato da Wall Street alle borse asiatiche. In Giappone, l’indice Nikkei di Tokyo è in ribasso del 2,5%, portando a -3,5% la performance della settimana, con SoftBank che è crollata di oltre il 10%. Lo yen, a 157,2 su dollaro, si avvia a chiudere la settimana con un calo di circa l’1,7%: gli operatori sono in allerta dopo le esplicite minacce del Ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama, secondo cui un intervento sui mercati valutari potrebbe essere imminente. Il governo del primo ministro Sanae Takaichi ha approvato uno stimolo economico da 135 miliardi di dollari per aiutare le famiglie a far fronte all’aumento del costo della vita e stimolare la crescita economica, come aveva promesso. Nel frattempo, i dati hanno mostrato che i prezzi al consumo core in Giappone sono aumentati del 3% a ottobre, mantenendo vive le aspettative di un aumento dei tassi a breve termine. Il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha affermato che la banca centrale discuterà la “fattibilità e la tempistica” di un aumento dei tassi nelle prossime riunioni. L’indice Pmi manifatturiero sale a 48,8 punti a novembre. L’export è a +3,6% su anno a ottobre grazie a yen debole
In Cina l’indice Hang Seng di Hong Kong -1,7% (-4,5% la settimana). CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -1,7% (-3% la settimana). Taiex di Taipei -3,5%, -3,4% la settimana. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha annunciato ulteriori vendite di soia americana alla Cina insieme alle prime vendite note di grano. L’indice Kospi di Seul è in ribasso del 3,5%, -3,8% la settimana. In Australia la borsa di Sidney ha chiuso la settimana con un calo del 3,9%.
Il ritorno dell’avversione al rischio ha penalizzato soprattutto il bitcoin, sceso sui minimi da aprile a 85.800 dollari. Il mercato delle valute è stato solo sfiorato dai su e giù delle azioni, euro a 1,153 su dollaro, più o meno sui livelli di ieri. Si sono leggermente apprezzate le obbligazioni, principalmente quelle degli Stati Uniti, ma il movimento ha perso forza nelle ultime ore. I prezzi del petrolio hanno continuato a scendere durante la notte, mentre il governo degli Stati Uniti spinge affinché l’Ucraina accetti un accordo di pace con la Russia. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è sceso dell’1,2% a 58,29 dollari e ha perso il 3% questa settimana. I prezzi spot dell’oro sono scesi dello 0,5%, attestandosi a 4.055 dollari l’oncia; durante la notte hanno subito solo poche variazioni.
Borse europee viste aprire in netto calo. A Piazza Affari occhi a Fincantieri, Juventus, Unipol
I mercati europei si preparano a un’apertura in netto ribasso, con i futures sull’EURO STOXX 50 in calo dell’1,4% e i futures sul FTSE in calo dell’1%. Oggi è giornata di scadenze tecniche: sono arrivati a termine i futures su azioni e opzioni con termine a novembre 2025.
Btp: stasera il verdetto di Moody’s sull’Italia
Bper. JP Morgan detiene una quota indiretta del 5,841% del capitale, secondo le ultime rilevazioni della Consob.
Snam. Blackrock detiene una quota indiretta del 5,011% del capitale, secondo le ultime rilevazioni della Consob.
Assicurazioni – Gli emendamenti proposti alla Legge di Bilancio aumenterebbero l’IVA sulle polizze motori P&C (copertura conducente) dal 2,5% al 12,5%, potenzialmente retroattiva di 10 anni, generando un impatto di circa 100 milioni all’anno, con un one-off di circa 1 miliardo che potrebbe colpire le assicurazioni. È possibile una battaglia legale. Unipol sarebbe la società più colpita, con una quota di mercato del 25% nel ramo motori.
Lusso: Per Bain Altagamma, il mercato dei beni personali di lusso tornerà a crescere nel 2026 tra il 3% e il 5%.
Safilo. Potrebbe presentare un’offerta rivista per acquisire l’intero capitale sociale emesso e da emettere di Inspecs.
Fincantieri. Probabilmente entrerà per la prima volta nel principale indice di Piazza Affari, il Ftse Mib, con la revisione trimestrale prevista per fine dicembre. Fincantieri dovrebbe sostituire Hera o Diasorin, attualmente tra i titoli con il peso più basso nell’indice delle principali blue chip di Piazza Affari.
Avio. L’aumento di capitale sociale in opzione è risultato integralmente sottoscritto per 19.630.197 azioni, per un controvalore complessivo di poco più di 399 milioni di euro, senza che si sia reso necessario l’intervento del consorzio di garanzia.
Juventus FC. Il club bianconero ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha esercitato la delega attribuita, deliberando di aumentare il capitale a pagamento e in via scindibile. In esecuzione dell’aumento di capitale sono state collocate 37.912.181 azioni ordinarie, pari a circa il 9,1% del capitale del club bianconero (post aumento), per un controvalore complessivo pari a 97,8 milioni di euro.