Condividi

Banner FIRSTonline

Borse oggi fanno i conti con una guerra lunga e pesante con l’ingresso degli Houthi. Il petrolio sopra 115 dollari. Crolla il Nikkei

Le borse asiatiche sono tutte in rosso. Pesanti anche i titoli di stato. I colloqui di pace che iniziano oggi in Pakistan vacillano. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Tim, Inwit, Recordati

Borse oggi fanno i conti con una guerra lunga e pesante con l’ingresso degli Houthi. Il petrolio sopra 115 dollari. Crolla il Nikkei

Anche gli investitori più ottimisti sulla durata e gli effetti della guerra in Medio Oriente si stanno ricredendo: con l’entrata in guerra anche degli Houthi ieri a fianco dell’Iran e la minaccia che anche il traffico petrolifero nel Mar rosso venga bloccato, il rischio di una guerra prolungata diventa sempre più concreto, il che avrà pesanti ripercussioni sui costi energetici e sulla crescita mondiale. Intanto i marines Usa sono arrivati sul posto, mentre i colloqui di pace che il Pakistan vorrebbe avviare oggi sembrano traballare al momento.

Il risultato è un petrolio in continuo rialzo, verso i 115 dollari, borse asiatiche in rosso, e futures che indicano un’apertura in calo anche per le borse europee. Pesanti i titoli di stato con i rendimenti in netto rialzo. Il dollaro è stabile sul recente rialzo, mentre l’oro ha finito di essere il rifugio degli investitori.

Brent sopra 115 dollari: in marzo è cresciuto del 59%, il maggior rialzo di sempre. Paura per inflazione e tassi

La constantazione che il conflitto potrebbe protrarsi ancora per un po’ con rischi di un’ulteriore escalation sta causando ulteriori danni alla catena di approvvigionamento e allungando i tempi per un eventuale ritorno alla normalità.

Il Brent ha superato quota 115 dollari fin dalle prime contrattazioni stamane. A marzo ha registrato un aumento di circa il 59%, il che rappresenta il maggior rialzo mensile di sempre, persino superiore a quello registrato durante l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nel 1990. L’acuirsi della guerra e le indicazione sul suo protarsi a lungo hanno spinto al rialzo anche i futures del Brent sulle scadenze più lunghe: restano sopra i 100 dollari fino a luglio, mentre quelli di dicembre si attestano sugli 85 dollari al barile. Uno scenario in cui lo Stretto rimanesse chiuso per un ulteriore mese, secondo gli analisti, sarebbe coerente con un aumento dei prezzi del petrolio verso i 150 dollari al barile. Il petrolio statunitense è salito dell’1,8% a 101,39 dollari, registrando un aumento mensile del 51%.

Sono in rialzo anche i prezzi di gas, fertilizzanti, plastica e alluminio, oltre al carburante per aerei e navi. Anche i prezzi di alimenti, prodotti farmaceutici e petrolchimici sono destinati ad aumentare. Questa è una cattiva notizia per l’inflazione, il cui aumento si inizierà a vedere già nell’indice preliminare di marzo dei prezzi al consumo in Germania, in uscita stamane, e nell’indice dei prezzi al consumo dell’Ue, previsto per domani: questi ultimi sono attesi mostrare un’inflazione annua balzata al 2,7% a marzo, rispetto all’1,9% del mese precedente, sebbene i prezzi al netto delle componenti volatili dovrebbero rimanere più stabili.

I falchi della Bce stanno già spingendo per un aumento dei tassi e i mercati indicano una probabilità del 58% di un intervento già ad aprile. I futures sui tassi Usa hanno ormai rinunciato a un allentamento monetario da parte della Fed quest’anno, un tema su cui il presidente della Fed Jerome Powell potrebbe esprimersi in un evento ad Harvard nel corso della giornata a cui parteciperà anche l’influente capo della Federal Reserve di New York, John Williams. Sarà anche una priorità per Kevin Warsh, il candidato proposto per sostituire Powell, con la Commissione bancaria del Senato che prevede di tenere un’audizione sulla nomina di Warsh già nella settimana del 13 aprile.

In bilico i colloqui di pace in Pakistan oggi. Gli Houthi yemeniti minacciano il Mar Rosso

Nella raffica di notizie negative riguardo la guerra, anche il ramoscello d’ulivo rappresentato dai colloqui di pace che il Pakistan sta cercando di ospitare stanno vacillando: i potenziali ospiti statunitensi e iraniani sembrano riluttanti a confermare la propria presenza. Trump continua a ripetere che i colloqui con l’Iran, sia diretti che indiretti, stavano procedendo estremamente bene e che si sarebbe potuto raggiungere un accordo a breve, oppure no. Ma l’Iran non è dello stesso avviso.

Gli attacchi sono continuati in tutto il Golfo e si sono estesi a sud, con gli Houthi yemeniti che hanno lanciato attacchi contro Israele. Si tratta di uno sviluppo preoccupante, poiché gli Houthi potrebbero tentare di limitare il traffico marittimo attraverso il Bab el-Mandeb nel Mar Rosso, un altro importante punto di strozzatura per il commercio petrolifero in Medio Oriente, insieme allo Stretto di Hormuz.

Riguardo quest’ultimo, Trump ha detto ieri sera al Financial Times che l’Iran ha accettato di far passare altre 20 “grandi navi”, presumibilmente petroliere, come concessione. Anche questo sembrerebbe un tacito riconoscimento del controllo iraniano sullo Stretto. D’altra parte, Trump ha anche detto di voler “impadronirsi del petrolio iraniano” e potrebbe usare le forze statunitensi per conquistare l’isola di Kharg nel Golfo Persico, il principale terminale di esportazione petrolifera dell’Iran.

Nel frattempo, il rafforzamento delle forze statunitensi prosegue, con diverse fonti che parlano di oltre 50.000 soldati nella zona, tra cui ulteriori forze speciali.

Asia in rosso. Pesanti i titoli tech e delle banche

Il rincaro energetico è una cattiva notizia anche per l’Asia, poiché gran parte della regione dipende fortemente dall’energia proveniente dal Medio Oriente. Il Nikkei giapponese ha perso un ulteriore 3,4%, portando le perdite per il mese di marzo a quasi il 13%, il Topix arretra del 3%, zavorrati soprattutto dai titoli dell’elettronica e dalle banche. SoftBank Group -8%, e Ibiden, -7%, sono stati tra i peggiori titoli del Nikkei. Toyota Motor -4%, Hitachi -4%. Le blue chip cinesi hanno perso lo 0,2%. L’ampio indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico è calato dell’1,3%.

L’indice Kospi della Corea del Sud è sceso del 3,0%. La debolezza del won sudcoreano rispetto al dollaro potrebbe indurre le autorità a intervenire per stabilizzarlo. Il won è sceso di circa il 5% rispetto al dollaro quest’anno, fino a 1.514,25, tra le peggiori performance in Asia.

In India, l’indice NSE Nifty 50 perde l’1%, portando il calo di marzo oltre il 10% e avviandosi verso la peggiore seduta mensile degli ultimi sei anni.

Nonostante il dollaro abbia mantenuto le sue posizioni dopo il recente rialzo, gli avvertimenti di un possibile intervento da parte delle autorità giapponesi hanno fatto sì che il biglietto verde si indebolisse dello 0,3% sullo yen, attestandosi a 159,74 yen. La scorsa settimana ha superato la soglia dei 160 per la prima volta da luglio 2024, quando il Giappone aveva effettuato l’ultimo acquisto di yen. L’euro è rimasto bloccato a 1,1513 dollari, non lontano dal minimo di marzo di 1,1409 dollari.

Nei mercati delle materie prime, l’oro è rimasto stabile a 4.493 dollari l’oncia, non avendo riscosso molto successo come bene rifugio o come copertura contro i rischi di inflazione.

Lo shock energetico, unito alla pressione sui bilanci pubblici dovuta all’aumento dei costi di indebitamento e alla necessità di maggiori spese per la difesa, ha colpito duramente i mercati dei titoli di Stato. I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi a dieci anni sono aumentati di circa 44 punti base dall’inizio del mese, attestandosi al 4,407%, mentre i rendimenti a due anni sono saliti di 50 punti base.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Tim, Inwit, Recordati

Borse europee attese in ribasso: future sull’Euro Stoxx 50 in calo dello 0,4%.

Banco BPM. Il proxy adviser Iss ha promosso la lista del Cda uscente che conferma presidente Massimo Tononi e ad Giuseppe Castagna, ha scritto Repubblica. La società di consulenza ha poi consigliato di non votare né la lista di Crédit Agricole né quella dei fondi.

Inwit. Tim ha inviato alla società delle torri la disdetta del cosiddetto Master Service Agreement (Msa) esistente tra le parti, con efficacia alla scadenza contrattuale di agosto 2030, sulla base della clausola sul cambio di controllo della stessa Inwit, esercitata nel 2022. In risposta all’annuncio di Tim, Inwit ha affermato di ritenere la disdetta priva di fondamento giuridico e di volerla contrastare in ogni sede competente, “per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli stakeholder”, per .

MPS. La decisione del Cda di proporre un cambio di amministratore delegato risponde all’esigenza di un maggiore coordinamento interno col board stesso, hanno commentato il presidente della banca, Nicola Maione, e il presidente del Comitato Nomine, Domenico Lombardi. In una lettera agli azionisti, hanno poi aggiunto che la lista proposta per il rinnovo del consiglio rappresenta un rafforzamento complessivo della qualità della governance. La Consob ha escluso che una delle tre liste di candidati presentate per il consiglio di amministrazione della banca possa essere considerata illegittima, ha detto una fonte a diretta conoscenza della questione.

Moncler. HSBC taglia il target price da 72 a 70 euro. Buy confermato.

Tim, Poste. Il Cda di Tim tenutosi ieri ha rimandato la decisione sulla scelta degli advisor per l’Opas di Poste Italiane, hanno riferito due fonti vicine alla situazione. Il Cda incontrerà dopo Pasqua l’ad di Poste Italiane, che presenterà ai consiglieri i dettagli dell’offerta.

Recordati. Nel caso in cui vada a buon fine l’acquisizione del gruppo farmaceutico italiano, Cvc Capital Partners intende valutare per Recordati diverse opzioni, incluse potenziali dismissioni. Lo ha scritto Bloomberg venerdì, citando persone a conoscenza della vicenda.

BFF Bank. Banca d’Italia ha nominato due commissari straordinari, Raffaele Lener e Francesco Fioretto, che affiancheranno temporaneamente il Cda della banca a supporto del processo di risanamento operativo e contabile e nella gestione degli interventi già avviati sul comparto creditizio relativo al business factoring e del sistema di controlli interni. Nell’ambito dell’ispezione in corso, Bankitalia ha individuato criticità contabili che potrebbero generare ‘past due’ addizionali per un totale fino a 1,3 miliardi di euro.

Edison. Ha detto venerdì che QatarEnergy ha esteso una ‘forza maggiore’ sulle forniture di gas naturale liquefatto all’Italia a causa delle ostilità nello Stretto di Hormuz, con un impatto su 10 carichi da aprile a circa metà giugno 2026. La società tiene oggi l’assemblea degli azionisti.

OVS. La società ha annunciato un andamento positivo dell’attività corrente, un rifinanziamento da 300 milioni di euro a condizioni più vantaggiose e un’ulteriore operazione di riacquisto di azioni proprie da 20 milioni di euro.

Trevi. La società di ingegneria del sottosuolo ha approvato una manovra finanziaria nell’ambito del piano industriale 2026-29 che prevede un aumento di capitale in opzione da 100 milioni di euro, con completamento atteso entro il terzo trimestre 2026 e un accordo di pre-garanzia con Mediobanca. La manovra prevede anche un nuovo finanziamento a medio-lungo termine da 170 milioni di euro a 5 anni, per rifinanziare parte del debito e linee di credito e di firma per supportare l’operatività e la partecipazione a nuove gare.

Commenta