Il rischio di un’ulteriore estensione della guerra con l’Iran è cresciuto dopo che gli Houthi yemeniti, allineati con l’Iran, da ieri hanno iniziato a lanciare i primi attacchi contro Israele dall’inizio del conflitto. Intanto ulteriori forze statunitensi hanno raggiunto il Medio Oriente.
La guerra, iniziata il 28 febbraio con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran ha già causato migliaia di morti e colpito l’ economia mondiale con la più grande interruzione di sempre delle forniture energetiche globali. Il Pakistan, che dovrebbe fare da mediatore tra Washington e Teheran, ospiterà a partire da oggi due giorni di colloqui con i ministri degli esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto, nel tentativo di allentare le tensioni dopo l’incontro ieri tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.
Trump ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane e altre infrastrutture energetiche se l’Iran non aprirà lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha prorogato la scadenza che aveva fissato per questa settimana, concedendo all’Iran altri 10 giorni per rispondere.
Gli Houthi yemeniti entrano in guerra a fianco dell’Iran. Ecco che cosa significa
Gli Houthi hanno sferrato oggi, dopo quello di ieri, un secondo attacco contro Israele, ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, promettendo ulteriori attacchi. Pesantemente armati e capaci di colpire i paesi vicini del Golfo, un coinvolgimento degli Houthi nel conflitto potrebbe causare gravi, ulteriori perturbazioni alla navigazione marittima intorno alla penisola arabica, in un momento in cui il commercio globale è già duramente colpito dalla quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz dal quale, prima del conflitto, transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.
Gli Houthi, come hanno fatto quando si sono mossi a sostegno di Hamas durante la guerra di Gaza, hanno dimostrato di essere in grado di colpire obiettivi ben oltre lo Yemen e di interrompere le rotte marittime intorno alla penisola arabica e al Mar Rosso. Un obiettivo potrebbe essere lo stretto di Bab el-Mandeb, al largo delle coste dello Yemen, un punto strategico per il traffico marittimo diretto al Canale di Suez.
Chi sono gli Houthi?
Gli Houthi sono un movimento militare, politico e religioso guidato dalla famiglia Houthi e con base nel nord dello Yemen. Aderiscono alla setta zaydita dell’Islam sciita. Hanno una storia di guerriglia al fianco dell’esercito yemenita, ma hanno ampliato il loro potere e stretto legami più stretti con l’Iran dopo le proteste della “Primavera araba” del 2011. Approfittando dell’instabilità nel paese, il gruppo ha conquistato la capitale yemenita Sana’a nel 2014. L’anno successivo, l’Arabia Saudita guidò una coalizione di stati arabi in un intervento militare per tentare di sradicare il gruppo.
Gli Houthi hanno dimostrato notevoli capacità missilistiche e di utilizzo di droni, attaccando installazioni petrolifere e infrastrutture vitali in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Dopo anni di combattimenti che hanno portato a una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, le Nazioni Unite hanno mediato una tregua nel 2022 tra le parti in conflitto nello Yemen, tregua che da allora è stata rispettata.
Il primo contingente di marine statunitensi arriva in Medio Oriente
Intanto Washington continua nel progetto di inviare migliaia di marines in Medio Oriente. Il primo dei due contingenti è arrivato venerdì a bordo di una nave d’assalto anfibio, ha annunciato sabato l’esercito statunitense. Il Washington Post ha riportato che, secondo funzionari statunitensi, il Pentagono si starebbe preparando per settimane di operazioni di terra in Iran, che potrebbero includere incursioni di forze speciali e fanteria convenzionale. Non è ancora chiaro, ha aggiunto il Post, se il presidente Donald Trump approverà i piani per il dispiegamento di truppe di terra.
Ieri il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero raggiungere i loro obiettivi senza truppe di terra, ma che ne avrebbero comunque inviate alcune nella regione affinché Trump avesse la “massima” flessibilità per adattare la strategia.
Iscraele colpisce la produzione di armi iraniana e attacca i giornalisti libanesi
Oggi l’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito le infrastrutture di produzione di armi di Teheran, tra cui decine di siti di stoccaggio. Inoltre in un attacco su un molo nella città portuale meridionale di Bandar-e-Khamir, cinque persone sono rimaste uccise, secondo quanto riportato dai media statali iraniani.
Israele ha colpito anche obiettivi in Libano, riprendendo la guerra contro Hezbollah, sostenuto dall’Iran, uccidendo tre giornalisti libanesi in un attacco a un veicolo della stampa, come riportato dalla televisione libanese Al Manar, e un soldato libanese. Un successivo attacco contro i soccorritori inviati in loro aiuto ha causato ulteriori vittime. L’esercito israeliano ha detto di aver preso di mira uno dei giornalisti, accusandolo di far parte di un’unità di intelligence di Hezbollah e di aver riportato informazioni sulla posizione dei soldati israeliani.
L’Iran ha continuato i suoi attacchi contro Israele e diversi Stati del Golfo. La difesa aerea ha abbattuto un drone vicino alla residenza del leader del partito curdo iracheno al governo, Masoud Barzani, a Erbil, secondo quanto riferito a Reuters da fonti della sicurezza nelle prime ore di oggi.
