I mercati finanziari internazionali sono per lo più in stand by, cercando di metabolizzare i molti dossier caldi sul tavolo: dalle tensioni geopolitiche, all’incertezza per le economie mondiali, ai timori di interruzioni dovute ai dazi Usa. Ieri il Nasdaq è crollaro a Wall Street dopo dati buoni ma non perfetti di Nvidia, secondo gli investitori, che hanno preferito questo mese puntare sui mercati in Asia e in Europa. Le borse europee sono viste aprire in leggero rialzo
Tensioni geopolitiche vecchie e nuove
Gli investitori guardano con preoccupazione ai focolai di tensioni geopolitiche nel mondo. L’attenzione maggiore è per gli sviluppi della crisi Usa-Iran ancora in bilico. All’ombra della minaccia di attacchi contro l’Iran da parte di Trump, un mediatore omanita dei colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran ha fornito un bilancio ottimistico dell’ultimo ciclo di negoziati, ma le due parti restano molto distanti.
In altri punti caldi, la “pazienza” del Pakistan nei confronti dell’Afghanistan ha raggiunto il limite, con conseguenti bombardamenti notturni su obiettivi del governo talebano e dichiarazioni di “guerra aperta”.
Mentre l‘esercito cinese ha accusato le Filippine di “turbare” la pace e la stabilità organizzando pattugliamenti congiunti con paesi esterni alla regione.
Ieri il Nasdaq crolla dopo Nvidia. Netflix cede a Paramount la strada verso Warner Bros. Discovery
Ieri Wall Street ha chiuso per lo più in calo, il giorno dopo la pubblicazione dei conti di Nvidia che non sono riusciti a impressionare gli investitori, appesantendo le azioni tecnologiche che erano state protagoniste del recente rally. Un ritorno ai settori ciclici ha contribuito a mantenere più sostenuto il Dow che ha chiuso a +0,03%, mentre un calo del 3,2% nell’indice Philadelphia SE Semiconductor ha contribuito a trascinare il Nasdaq, incentrato sulla tecnologia, in ribasso dell’1,2%. Lo S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,54%.
I risultati del quarto trimestre di Nvidia, pubblicati dopo la chiusura di mercoledì, sono stati migliori delle aspettative degli analisti e il produttore di chip ha fornito stime superiori al mercato. Tuttavia, l’azienda più ricca al mondo per capitalizzazione di mercato si è trovata ad affrontare confronti anno su anno sempre più difficili, a causa del rallentamento della crescita del fatturato. Le sue azioni hanno perso il 5,5%.
Netflix ha annunciato il suo ritiro dalla corsa all’acquisizione di Warner Bros. Discovery, spianando la strada al rivale Paramount Skydance per aggiudicarsi l’accordo da 111 miliardi di dollari per lo storico studio di Hollywood. Netflix ha detto di non voler più presentare offerte perché l’accordo non era più finanziariamente allettante al prezzo richiesto per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance.
La Warner Bros. ha ritenuto l’ultima offerta della Paramount quella migliore, e il CEO David Zaslav ha detto che creerà un valore enorme per gli azionisti e aprirà la strada a una combinazione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery. Le azioni Netflix sono balzate fino al 13% nelle contrattazioni after-hours, a indicare che gli investitori erano contenti di vedere l’azienda abbandonare l’accordo. Warner Bros. è scesa, con gli investitori che non si aspettavano più una guerra di offerte. Le azioni Paramount sono rimaste pressoché invariate.
Le azioni di Dell Technologies Inc. sono balzate nell’after hours dopo che la società ha fornito previsioni di vendita dei suoi server di intelligenza artificiale che hanno superato le stime
Stamane i futures dell’indice S&P 500, sono in calo dello 0,3% a 6.896, mentre i titoli del Tesoro Usa hanno registrato un leggero rialzo, con il rendimento del decennale in calo di un punto base al 3,99%, il livello più basso da fine novembre.
Asia ed Europa rubano la scena agli Usa in febbraio
Le azioni in Asia e in Europa a febbraio sono destinate a sovraperformare i benchmark statunitensi, poiché la cosiddetta crisi dell’intelligenza artificiale che ha scosso Wall Street ha spinto gli investitori a spostarsi verso mercati considerati più protetti dai rischi di disruption.
L’indice Msci Asia Pacific ha guadagnato circa il 7,1% questo mese, registrando la migliore performance di febbraio dall’inizio dell’indice nel 1998. L’indice di riferimento europeo è avanzato del 3,6%, pronto per l’ottavo mese consecutivo di guadagni, la più lunga serie positiva in quasi 13 anni. In confronto, gli indicatori di Wall Street sono scesi questo mese e i futures sugli indici azionari hanno indicato ulteriori perdite per venerdì.
La Corea del Sud, un indicatore di riferimento per gli investimenti nell’hardware di intelligenza artificiale, ha registrato performance eccezionali in Asia, con l’ indice Kospi che ha guadagnato circa il 20% questo mese. È anche l’ indicatore con la migliore performance al mondo quest’anno, dopo un’impennata del 49% da inizio anno. Le azioni asiatiche puntano al miglior febbraio della storia.
Gli investitori hanno preferito puntare sulle aziende che supportano l’espansione delle infrastrutture di intelligenza artificiale, considerandole come i “picconi e le pale” della supply chain. Al contrario, il potenziale dirompente della nuova tecnologia ha agitato per settimane i titoli azionari di tutti i settori negli Stati Uniti, in quello che è diventato noto come ” IA Scare Trade “.
Asia, borse poco mosse. La Cina interviene sullo yuan. Hyundai Motor balza dell’11%
Le borse asiatiche oscillano intorno alla parità stamane. L’indice Msci Asia Pacific, mostra un rialzo limitato allo 0,2%.
L’attenzione è per la Cina, dove la People’s Bank of China, la banca centrale, ha annunciato che dal 2 marzo rimuoverà il requisito di riserva del 20% sui contratti forward in valuta estera per mettere un freno allo yuan che interrompe così la sua più lunga serie di rialzi dal 2010. La modifica riduce il costo per gli operatori che vogliono scommettere contro lo yuan tramite contratti derivati con le banche. L’eccessivo apprezzamento del tasso di cambio mette sotto pressione gli esportatori locali e aggrava la deflazione. In ambito borsistico, il CSI 300 perde lo 0,3%. Shanghai +0,3%, Shenzhen poco mosso. Hang Seng di Hong Kong +1%. La proposta di Hong Kong di prelevare a sorpresa 150 miliardi di dollari di Hong Kong (19 miliardi di dollari) da un fondo utilizzato per difendere l’ancoraggio della valuta al dollaro statunitense ha scioccato alcuni funzionari e sollevato preoccupazioni per il precedente che ciò crea.
Il Nikkei del Giappone guadagna lo 0,2%. L’inflazione giapponese è diminuita meno del previsto. Anno su anno, l’indice dei prezzi al consumo di febbraio (CPI), esclusi gli alimentari freschi, è cresciuto del +1,8%, in calo rispetto al +2% del periodo precedente. Si tratta del rialzo più contenuto dall’ottobre 2024. Tuttavia, il consensus si aspettava un maggiore raffreddamento (+1,7%). In calo era ampiamente previsto per via dell’impatto delle misure governative che mirano a ridurre le bollette energetiche.
Il Kospi della Corea del Sud cede oggi lo 0,6% dopo la sua spettacolare performance da inizio anno (+50%). La banca centrale della Corea del Sud ha mantenuto invariato il tasso di interesse di riferimento e non prevede di modificare la politica nei prossimi sei mesi. La giornata borsistica di oggi, iniziata con perdite più ampie, è stato risollevata dal rimbalzo da Samsung Electronics, +2%, mentre Hyundai Motor è a +11% dopo aver annunciato un investimento di 9 trilioni di won (6,3 miliardi di dollari) in un centro per intelligenza artificiale e robotica. Hanmi Semiconductor guadagna il 19%, secondo i media locali, la società ha lanciato un nuovo prodotto e sta rifornendo clienti globali del settore delle memorie.
In Australia, l’indice ASX 200 guadagna il +0,3%. Il dollaro australiano si prepara a registrare la sesta settimana consecutiva di rialzi, la serie più lunga dal 2020, dopo che i dati sull’inflazione hanno rafforzato le scommesse su ulteriori aumenti dei tassi.
Poco mosse le valute. L’indice Bloomberg Dollar Spot è rimasto pressoché invariato con l’euro pressoché invariato a 1,1807 dollari. Lo yen giapponese è salito dello 0,2% a 155,81 per dollaro.
Il bitcoin interrompe il rimbalzo dai minimi e si avvia verso il quinto mese consecutivo di forti ribassi. Il re delle criptovalute, in calo di quasi il 14% a febbraio e del 50% dal massimo storico di ottobre, scende oggi dello 0,86% a 67.596 dollari.
Per quanto riguarda le materie prime, il petrolio sale sulle incertezze geopolitiche. Il futures sul Brent guadagna lo 0,58% a 71,25 dollari al barile e quello sul Wti lo 0,72% a 65,67 dollari al barile. L‘oro è pronto a chiudere la sua più lunga serie di guadagni mensili dal 1973, con il rialzo di oltre il 6% di febbraio destinato a essere il settimo consecutivo. Stamane sale dello 0,54% a 5.196 dollari l’oncia.
Borse europee viste aprire in lieve rialzo. A Piazza Affari occhi a Mps-Mediobanca, Eni, Stellantis
Borse europee sono attese aprire in lieve rialzo: +0,1% il futures sull’Eurostoxx50.
Mps-Mediobanca. Il piano di Lovaglio promette 16 miliardi di dividendi e conferma i 700 milioni di sinergie. Presentata la strategia al 2030 di Mps che completerà la fusione con Mediobanca entro la fine dell’anno puntando a raggiungere un utile di 3,7 miliardi di euro e 9,5 miliardi di ricavi nel 2030. Crescerà a 800 milioni il contributo di Generali ai ricavi. Il Cet1 ratio è atteso intorno al 16% lungo l’intero orizzonte di piano. Per la definizione del concambio per il progetto di fusione, proseguiranno le attività istruttorie dei due istituti che si prevede possano concludersi il 10 marzo prossimo. Oggi c’è anche la presentazione piano industriale.
Banco Bpm. Il Cda uscente presenterà una propria lista di candidati in vista del prossimo rinnovo del board ad aprile, secondo quanto riferisce un portavoce della banca dopo il Cda di ieri chiamato a prendere una decisione sul tema, aggiungendo che la lista sarà formalizzata la prossima settimana.
Buzzi. Avvio di un programma di riacquisto di azioni proprie (fino a 200 milioni di euro) finalizzato alla cancellazione e proposta di cancellazione delle azioni proprie già detenute in portafoglio.
Eni. Il Venezuela può pagare il gas ricevuto da Eni utilizzando greggio, grazie al recente allentamento delle sanzioni statunitensi che sblocca una situazione che aveva lasciato il paese sudamericano con un forte debito verso la major italiana. Lo ha detto l’AD di Eni, Claudio Descalzi.
Fincantieri. Tono costruttivo del roadshow: il management ribadisce la fiducia nei 5 miliardi di euro di ordini nel settore della difesa attesi a breve, strettamente legati al quadro SAFE dell’UE (150 miliardi di euro) che richiede contratti multinazionali entro giugno 2026. La joint venture con Navantia annunciata ieri sulla European Patrol Corvette (EPC) rafforza la visibilità in tal senso.
Stellantis. Il ceo Antonio Filosa, alla guida del gruppo automobilistico dallo scorso giugno, ha guadagnato 5,4 milioni di euro come compensi totali lo scorso anno. In una conference call, il ceo si è detto ottimista sulle prospettive per l’anno in corso. “Nel secondo semestre 2025 – ha detto – i ricavi sono tornati a crescere. Il reset decisivo che abbiamo annunciato il 6 febbraio rimettendo il cliente al centro di tutto ciò che facciamo ci consentirà il ritorno a una crescita profittevole”.
Terna. Ha raggiunto un accordo per la cessione del 100% delle attività di trasmissione di energia elettrica in Perù. Il valore dell’operazione è pari a circa 15 milioni di dollari.
doValue. Il gruppo chiude il 2025 con un utile netto esclusi elementi non ricorrenti più che triplicato raggiungendo i 25 milioni di euro, nonostante i maggiori oneri finanziari, sostenuto dall’Ebitda pari a 217 milioni, aumentato del 32% rispetto al 2024.
WIIT. Il concorrente francese OVH aumenta i prezzi per far fronte all’aumento dei costi dell’hardware.
