I mercati azionari sono ancora messi a dura prova, stretti nella morsa tra l’aumento dell’inflazione e la prospettiva di rialzi dei tassi di interesse globali, mentre preoccupano i rendimenti obbligazionari che in tutto il mondo sono saliti ai massimi pluriennali, con quello del trentennale Usa salito ai massimi dal 2007 e il Bund tedesco a a 10 anni ai massimi dal 2011. Le borse asiatiche sono in calo e i future azionari europei indicano ribassi. Dopo aver chiuso in calo Wall Street ieri, oggi, dopo la sua chiusura, ospiterà i dati trimestrali di Nvidia che potrebbero innescare ulteriore volatilità sui mercati. Parlamento e Consiglio Europeo hanno trovato un accordo sui due regolamenti che devono servire a mettere in pratica l’intesa commerciale che Washington e Bruxelles hanno stilato nell’estate scorsa.
Il prezzo del petrolio, termometro della tensione, è sceso leggermente, ma resta comunque sopra i 110 dollari al barile. Trump ha detto ieri che gli Stati Uniti potrebbero dover colpire nuovamente l’Iran e che era stato a un’ora dall’ordinare un attacco, prima di rinviarlo quando ha ricevuto una proposta di pace iraniana. Due petroliere cinesi cariche di greggio sono uscite dallo Stretto di Hormuz, alimentando le speranze che il conflitto in Medio Oriente possa presto concludersi.
Gli ingranaggi della geopolitica sono in movimento in tutto il mondo: il presidente cinese Xi Jinping ha ospitato il “vecchio amico” Vladimir Putin, meno di una settimana dopo aver accolto Trump, e il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha concluso una visita al vertice di Seul. In Europa, il leader indiano Narendra Modi si trova a Roma, mentre l’ungherese Peter Magyar si reca in Polonia per il suo primo viaggio ufficiale all’estero da primo ministro, nel tentativo di riportare il suo paese nell’orbita europea.
Wall Street ieri ha chiuso in calo. Crescono le scommesse di rialzi tassi dopo i verbali della Fed. Oggi si attende Nvidia
Ieri i principali indici di Wall Street hanno chiuso in ribasso, con il Nasdaq a guidare le vendite dopo che il rendimento del titolo di riferimento del Tesoro a 10 anni è salito al livello più alto da oltre un anno a causa delle crescenti preoccupazioni per l’inflazione, mentre gli investitori continuano ad essere preoccupati per la mancanza di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. L’indice S&P 500 e il Nasdaq, a forte componente tecnologica, hanno registrato il terzo giorno consecutivo di ribassi, con gli investitori che hanno preso profitto dopo il forte rally iniziato a fine marzo. L’S&P 500 ha chiuso a -0,67%, Nasdaq a -0,84%, Dow Jones a -0,65%.
I tassi d’interesse sono al centro dell’attenzione. I trader hanno iniziato a prezzare una maggiore probabilità di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Le ultime scommesse su un aumento dei tassi di 25 punti base per dicembre si attestavano al 41,7%, mentre la probabilità di un aumento di 50 punti base era del 15,7%, in aumento rispetto al 4,7% di una settimana fa, secondo FedWatch del CME Group. Gli analisti sottolineano che il problema non è tanto il livello dei tassi, quanto la velocità di variazione: mentre i mercati possono sopportare un aumento lento e costante, diventa difficile quando si verificano bruschi incrementi. I rendimenti dei titoli del Tesoro a 30 anni sono saliti al 5,20% oggi a livelli che non si vedevano dal 2007.
Gli investitori attendono con ansia i risultati trimestrali di Nvidia, leader nel settore dei chip per l’intelligenza artificiale, in arrivo oggi dopo la chiusura dei mercati. La performance dell’azienda più preziosa al mondo sarà attentamente monitorata per verificare se la domanda derivante dall’intelligenza artificiale sia sufficientemente forte da giustificare le elevate valutazioni nel settore dei semiconduttori. Secondo le quotazioni delle opzioni, i dati di oggi potrebbero far oscillare il valore delle azioni della società più preziosa al mondo di 350 miliardi di dollari, in entrambe le direzioni.
Tra i singoli titoli azionari, da segnalare la società di cloud computing Akamai Technologies che ha chiuso ieri in ribasso del 6,3% dopo l’annuncio di un’offerta di obbligazioni convertibili da 2,6 miliardi di dollari.
Asia tutta in rosso. Occhi sullo sciopero dei dipendenti Samsung da domani
Scendono i mercati asiatici, con i titoli tecnologici che seguono le perdite registrate durante la notte a Wall Street. In Corea l’indice Kospi scende di oltre l’1%. Il titolo Samsung ha invertito i guadagni iniziali e registra un calo dello 0,8% dopo che l’azienda ha dichiarato che i negoziati con il sindacato sono falliti a causa di divergenze irrisolte su alcune questioni ancora aperte. L’agenzia di stampa Yonhap ha riferito che il sindacato di Samsung ha confermato che entrerà in sciopero a partire da domani 21 maggio. Gli analisti dicono che un fermo della produzioni di Samsung potrebbe condizionare negativamente tutto il settore dei chips, creando problemi di approvigionamento.
In Cina, l’indice Shanghai Composite perde lo 0,5%, mentre il blue-chip Shanghai Shenzhen CSI 300 cede lo 0,3%. L’indice Hang Seng di Hong Kong cala dello 0,5%. La People’s Bank of China, la banca centrale cinese, ha lasciato invariati i tassi per il dodicesimo mese consecutivo, mentre le autorità cercano di bilanciare la necessità di sostenere la debole domanda interna con i crescenti rischi inflazionistici legati all’aumento dei prezzi globali dell’energia: il loan prime rate (LPR) a un anno resta fermo al 3,00% e quello a cinque anni al 3,50%, in linea con le aspettative del mercato. Dunque, il tasso di riferimento sui prestiti resta fermo. La decisione ha offerto scarso sostegno ai mercati cinesi continentali, con gli investitori ancora preoccupati per la debole domanda di credito e il prolungato rallentamento del settore immobiliare.
In Giappone il Nikkei 225 è in calo dell’1,5%, mentre l’indice più ampio TOPIX perde l’1,7%. I titoli di Stato giapponesi a 20 anni hanno guadagnato terreno dopo che un’asta di questa scadenza ha registrato una domanda superiore alla media degli ultimi 12 mesi: i rendimenti più elevati hanno attratto gli investitori nonostante le preoccupazioni per l’inflazione e la spesa pubblica. Il rendimento è sceso fino a 10 punti base, attestandosi al 3,68%, dopo che il rapporto tra offerte e richieste nell’asta di mercoledì è stato di 4,01, rispetto a una media di 3,43 negli ultimi 12 mesi. Il rendimento medio accettato è salito al 3,711%, il livello più alto dal 1996. L’asta si è svolta meno di 24 ore dopo che il rendimento dei titoli di Stato a 20 anni del Paese ha raggiunto il suo picco dal 1996. L’aumento dei costi di finanziamento tiene i responsabili politici in allerta, e il Ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha segnalato una certa sensibilità alle condizioni di mercato nella stesura di un eventuale bilancio supplementare.
Singapore ha superato l’Indonesia come mercato azionario più grande del Sud-est asiatico, segnalando l’approvazione degli investitori alle riforme di mercato della città-stato e la loro diminuzione di fiducia nella gestione economica del paese vicino. La capitalizzazione di mercato di Singapore è salita a 645 miliardi di dollari, mentre quella dell’Indonesia è crollata di oltre il 30% rispetto al picco di gennaio, attestandosi a 618 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti da Bloomberg.
L’indice del dollaro si è mantenuto vicino al suo livello massimo delle ultime sei settimane. L’euro è stato scambiato a 1,16025 dollari, dopo aver toccato il livello più basso dall’8 aprile nella sessione precedente. La sterlina britannica si attestava a 1,34 dollari, non lontano dal minimo di sei settimane toccato all’inizio di questa settimana.L’oro è sceso leggermente a circa 4.470 dollari l’oncia.
Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Leonardo e Stellantis
Le borse europee dovrebbero aprire in calo. Future sull’Euro Stoxxx 50 -0,8%.
Enel – Ha lanciato sul mercato Eurobond un prestito obbligazionario in due tranche per un totale di 2,5 miliardi di euro rivolto esclusivamente ad investitori qualificati. Citi ha alzato il target price a 9,40 euro, dai 8,90 euro precedenti, giudizio Neutral confermato.
Diasorin – Presentazione piano strategico 2026-2030. La società ha ottenuto l’autorizzazione 510(K) per il test gastrointestinale Liason Plex personalizzabile.
Leonardo – Ha firmato un contratto con Edge per un sistema di gestione del combattimento navale del valore di 320 milioni di euro.
Pirelli – È scaduto il patto parasociale tra China National Tire Rubber Corporation, Marco Polo International Italy, Camfin e Marco Tronchetti Provera.
Stellantis – Dovrebbe annunciare una joint venture con Dongfeng e un accordo per la produzione di almeno un veicolo completamente elettrico del marchio Voyah. Lo hanno riferito a Reuters due fonti informate sulla questione.Voyah è il brand di lusso di Dongfeng.
Telecom Italia – Le azioni di risparmio saranno revocate dalla quotazione dal 21 maggio dopo la conversione facoltativa in ordinarie che ha avuto adesioni pari al 93,5%.
Unicredit – Detiene circa il 40,7% di Commerzbank (26,77% diretto, 3,22% tramite opzioni fisiche, 10,7% tramite derivati cash-settled); finora è stato conferito solo circa lo 0,02%. La strategia resta quella di superare il 50% per ottenere il controllo oppure di mantenersi appena sopra il 30% per evitare impatti di consolidamento/capitale. Unicredit non parteciperà all’assemblea generale di Cbk prevista oggi.
In Europa, Bund a 10 anni al 3,19%, top da 2011
