Il caso finanziario del giorno, e non poteva essere altrimenti dopo le manovre Usa in Venezuela e dintorni, è ancora il petrolio. Subito dopo il blitz del 3 gennaio a Caracas per catturare Maduro e l’annuncio dell’appropriazione del potenziale energetico del Paese caraibico da parte di Washington, il valore dell’oro nero si era impennato salvo poi ritracciare nelle ultime sedute. Oggi è di nuovo in rally, col Brent che a Londra tocca i 61 dollari al barile, mentre il Wti Crude a New York sfiora i 57 dollari, dai 56,4 della chiusura di ieri. Gli effetti sui titoli petroliferi italiani sono però modesti, non tali da recuperare il tonfo degli ultimi giorni: Eni respira un po’ (+0,25%) ma rimane sotto i 16 euro per azione, stesso discorso per Saipem +0,3%.
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Vola Campari e, ancora una volta, Leonardo
Invece i grandi protagonisti a Piazza Affari sono a grandi linee gli stessi della seduta di ieri: Campari +3,6% e Italgas +1,6% e ancora una volta Leonardo, che continua a beneficiare delle crescenti tensioni geopolitiche e porta a casa un altro 2%. Negli ultimi 12 mesi il gruppo della Difesa italiano è avanzato del 123%, del 24% solo nell’ultimo mese e di circa il 16% solo dall’inizio del 2026, in una manciata di sedute. Per quanto riguarda Campari invece il motivo sono state le stime positive di Jp Morgan sulla concorrente francese Remy Cointreau, che hanno trainato al rialzo tutto il comparto europeo degli alcolici, anche Pernot Ricard e Diageo. Tra le banche spicca Mediobanca +1,8%. Prese di beneficio su Telecom Italia dopo il rally di ieri: -1,9%. L’indice Ftse Mib è fiacco ma almeno torna in territorio positivo (+0,25%) e si mantiene vicino a quella quota 46.000 con cui sta flirtando da inizio anno.
Btp, domanda da record per la prima emissione del 2026
Rimanendo alle questioni finanziarie nostrane, da segnalare che nel 2026 il Btp è partito col botto: nel primo collocamento dell’anno, un’emissione di una dual tranch di un nuovo Btp benchmark a 7 anni (scadenza marzo 2033) e la riapertura – per massimi 5 miliardi – del Btp Green con scadenza nel 2046 e cedola del 4,1%, il Tesoro ha ricevuto una domanda da record. Secondo fonti consultate dall’agenzia Bloomberg le richieste hanno superato i 190 miliardi di euro. A questo proposito si mantiene molto basso lo spread, ormai abbondantemente e costantemente sotto quota 70 punti base: oggi un ritocchino al ribasso intorno ai 65 punti, col rendimento del Btp decennale sotto il 3,5% al 3,48%.
Listini europei anonimi, Wall Street contrastata
Nel resto d’Europa i listini non hanno molto altro da dire: Francoforte poco sopra la parità, Parigi idem, un po’ meglio fa Madrid mentre Londra addirittura perde qualcosa. Oltreoceano apre male il Dow Jones ma poi gira in positivo, trainato dai titoli della Difesa e dagli industriali dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di chiedere al Congresso un budget militare record da 1.500 miliardi di dollari per il 2027, 500 miliardi in più rispetto all’attuale livello di spesa. In rosso invece sia il Nasdaq-100 che il Nasdaq composite, con i titoli tecnologici in affanno: Nvidia cede oltre il 2%, Apple -1,6%, Micron -4,5% e Sandisk addirittura -10%.
Dagli Usa arrivano pure dati macro: uno su tutti, il deficit commerciale degli Stati Uniti, a sei mesi dall’introduzione dei dazi del presidente Donald Trump, è crollato al livello più basso dalla metà del 2009, cioè da quando gli Stati Uniti stavano appena uscendo dalla crisi finanziaria e dalla Grande Recessione. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, con l’aumento delle esportazioni e il calo delle importazioni il deficit commerciale è stato di soli 29,4 miliardi di dollari a ottobre, in calo del 39% rispetto al mese precedente.
Oro, argento e euro/dollaro
Detto del petrolio, per quanto riguarda le altre materie prime le quotazioni dell’oro sono sostanzialmente stabili, in leggero calo sui 4.450 dollari l’oncia, mentre quello dell’argento, altro grande protagonista del 2025 e delle primissime sedute di quest’anno, è un vero e proprio flop: raggiunta la soglia storica degli 80 dollari l’oncia ad inizio settimana, oggi il metallo prezioso vale “solo” 75 dollari l’oncia. E a proposito di dollaro, come va il cambio con l’euro? La tendenza questa settimana è stata moderatamente ribassista per la valuta europea, che si compra oggi con 1,165 dollari.
