Il mese di ottobre si chiude con una seduta debole in Europa, nonostante Wall Street oggi riprenda colore, ravvivata dalla trimestrale di Amazon (+10,5%). Piazza Affari chiude quasi piatta (-0,06%) e salvaguarda i 43mila punti base, archiviando una settimana e un mese sostanzialmente in progresso. A pesare sul listino oggi sono le vendite su Tim -2,33% e Intesa Sanpaolo, -2,23%. La più grande banca italiana ha presentato conti in linea con le attese e il titolo chiude in ogni caso una settimana positiva, in un mese praticamente stabile.
Sugli scudi è Interpump +4,29%. Nel resto del continente arretrano Francoforte -0,68%, Londra -0,41%, Parigi -0,44%, Amsterdam -1,03%. Timidissimi progressi a Madrid +0,08%.
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A dominare la scena sono ancora gli utili aziendali, tanto più che gli Usa sono praticamente a digiuno di dati macro a causa dello shutdown. Nell’area della moneta unica invece Eurostat ha fatto oggi il punto sull’inflazione di settembre, che ha rallentato al 2,1% dal 2,2% di agosto. Si tratta di un dato non idoneo a stravolgere la prudenza della Bce, che ieri ha lasciato i tassi invariati per la terza volta di seguito e che probabilmente farà altrettanto in seguito. Eurotower vede infatti l’inflazione sotto il 2% nel 2026, ma nuovamente verso il target nel 2027. Una prospettiva che induce gli economisti a contenere al 40% le probabilità di un nuovo taglio entro la metà del prossimo anno.
Intanto, sul fronte geopolitico, ai fuochi di guerra ancora accesi nel mondo, si aggiunge in questi giorni il rischio Venezuela, nonostante oggi il presidente Usa Donald Trump abbia smentito le indiscrezioni di un attacco imminente.
Wall Street corre con Amazon
Wall Street si prepara alla notte di Halloween piena energia, anche se al momento (a fine mattinata) i listini sono sotto i massimi di avvio: Dj +0,07%, S&P 500 +0,29%, Nasdaq sale dello 0,75%. A fornire la maggior parte del carburante è Amazon, dopo che la società ha previsto vendite trimestrali superiori alle stime, grazie alla crescita più rapida da quasi tre anni dei ricavi del segmento cloud. Così l’indice dei tech rimbalza, dopo le perdite della vigilia e il crollo di Meta, penalizzata dal mercato per gli investimenti ciclopici nell’IA. Anche oggi la casa madre di Facebook perde circa il 2%.
Tra i titoli in focus c’è inoltre Apple (-0,1%), debole nonostante previsioni di vendita di iPhone e di ricavi complessivi superiori alle aspettative di Wall Street. Gli investitori stanno tastando il polso alle magnifiche sette, che hanno presentato i loro risultati con l’eccezione di Nvidia (+0,8%) e ancora mostrano un rapporto di odio-amore con le prospettive dell’intelligenza artificiale. Eppure, tra aziende più piccole, svetta con un balzo del 4,5% Getty Images – storica agenzia fotografica statunitense – proprio perché la società ha annunciato un accordo di licenza pluriennale con Perplexity AI.
Euro debole
Sul mercato dei cambi rimane leggermente sotto pressione l’euro contro dollaro, dopo i toni da falco utilizzati da Jerome Powell mercoledì. Il cross è intorno a 1,153. Tra le materie prime l’oro cerca di preservare un prezzo di poco superiore ai 4000 dollari l’oncia, ma in questo momento si sta indebolendo. Il petrolio sta azzerando i guadagni precedenti e viaggia incolore.
Piazza Affari, i dati cinesi spaventano il lusso
In Piazza Affari tra i maggiori ribassi del giorno c’è anche Cucinelli, -1,17%, in un mondo del lusso sempre sensibile ai dati macro cinesi. Oggi Pechino ha comunicato che il Pmi manifatturiero è sceso a 49 a ottobre, rispetto al 49,8 di settembre, segnando un valore al di sotto delle previsioni e il più basso dall’aprile scorso. In scia a questo hanno chiuso in ribasso le borse cinesi. In Asia però ha brillato Tokyo (+2,12%), che ha archiviato ottobre con il rialzo mensile maggiore degli ultimi trent’anni.
Tornando all’azionario milanese: tra le blue chip più deboli del giorno ci sono Hera -1,92%, Italgas -1,62%, Unipol -1,25%. Rimbalzano Prysmian +2,05%, Ferrari +1,4%, Amplifon +0,54%. Le banche, a parte Intesa, sono poco mosse. La migliore è Unicredit, +1,39%, seguita da Banco Bpm +0,6% e Popolare di Sondrio +0,55%.
Spread in lieve calo
I titoli di Stato italiani chiudono una seduta moderatamente positiva, che consente loro un miglioramento dello spread nel confronto con il decennale tedesco. Il differenziale scende infatti a circa 75 punti base, dai 76 di ieri. I tassi sono rispettivamente al 3,38% e 2,63%.
