Borse tendenzialmente in rosso in questo martedì 28 aprile, anche se in Europa Milano, Madrid e Londra vanno in controtendenza e chiudono rispettivamente col +0,77%, col +0,5% e con il +0,11%. Piazza Affari riaggancia dunque la soglia dei 48.000 punti, trainata dalle banche e dall’energia: Bper e Unicredit +2,1%, Intesa Sanpaolo +1,9%, Eni +1,8%, Enel +1,6%, Saipem +1,4%. Male il resto d’Europa: Parigi -0,5%, Francoforte -0,2%, Amsterdam -0,77%, indice Euro Stoxx 50 -0,3%. E in territorio negativo apre pure Wall Street: il Dow Jones ad un certo punto gira sul +0,1% ma S&P 500 -0,6% e Nasdaq -1,3%.
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A turbare i mercati è sempre l’incertezza sulla guerra in Medio Oriente e sul prezzo del petrolio e del gas: alla confusione già imperante da due mesi, oggi si è aggiunta pure la notizia che dopo 60 anni gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di uscire dall’Opec. Inoltre sempre oggi la Banca mondiale ha previsto un rialzo dei costi energetici del 24% nel 2026, con un ritorno sui massimi di 4 anni fa dopo l’invasione russa dell’Ucraina. E questo è lo scenario “ottimista”, che ipotizza una fine del conflitto in Medio Oriente entro il mese di maggio.
Materie prime: petrolio a 110 dollari al barile, oro sotto i 4.600 dollari
Con questi chiari di luna non sorprende che il petrolio prosegua nel suo rally: oggi il Brent aggancia i 110 dollari al barile con un rialzo del 2,5%, mentre il Wti Crude Oil fa un balzo persino maggiore in termini percentuali (3,5%) avvicinando a sua volta la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Il gas cede invece il 3% e torna sui 43 euro per megawattora. Tonfo significativo per le commodities rifugio: l’oro perde oltre il 2% e scende sotto i 4.600 dollari all’oncia, e l’argento finisce sotto i 73 dollari all’oncia. Per l’oro si tratta di un ritorno ai minimi di fine marzo, dovuto allo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran che inevitabilmente sta intensificando i timori di inflazione in vista delle importanti decisioni delle banche centrali su eventuali tagli dei tassi.
Nasdaq in rosso sui timori per OpenAI, Bitcoin sotto i 76.000 dollari, cambio euro-dollaro a 1,17
Come detto parte in rosso la Borsa Usa, soprattutto il Nasdaq Composite Index che perde oltre l’1% a causa del tonfo di alcuni titoli tech, soprattutto quelli legati al mercato dei microchip. Il titolo peggiore è Sandisk -7%, poi Micron -5%, Adm -4,3%, Marvell -3,7%, Nvidia -3,2%, Qualcomm -2%. In rosso pure Meta -1,2%, Palantir -1%, Netflix -1%, Cisco -1%, Tesla -0,8%. Tra le azioni che invece viaggiano in territorio positivo nel tardo pomeriggio italiano ci sono, anche se con percentuali minime, Microsoft +0,3% e Alphabet +0,1%.
Ancora meglio fanno Pepsi e Coca-Cola, entrambe +2%. A far prevalere il rosso sul listino statunitense sono i timori su OpenAI che guarda all’Ipo ma deve fare i conti con ricavi deludenti, costi monstre per i data center e pure la causa con Elon Musk. Il Bitcoin, che si conferma comunque su livelli alti, oggi cede l’1% e oscilla sui 76.000 dollari. Il cambio euro-dollaro Usa oggi è favorevole alla valuta americana, assestandosi sull’1,17 basso.
A Piazza Affari il titolo peggiore è Diasorin. Spread a 83 punti base
Sul Ftse Mib dominano la scena banche ed energetici, mentre è una giornata no per altri settori, come l’industria: Fincantieri -3%, Prysmian -1%, Buzzi -1%. Il titolo peggiore è Diasorin -3,1% e nello stesso comparto perde terreno pure Amplifon -0,75%. Male anche Lottomatica -2,5% e il lusso, che continua a soffrire oggi con Moncler -2,55% e Ferrari -1,6%. Kering a Parigi perde oltre il 3%. Lo spread Btp Bund è in risalita di quasi 2 punti percentuali: oggi è segnalato a 83 punti base, col rendimento del nostro titolo di Stato decennale di riferimento in aumento al 3,89%.
