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Borse 25 settembre: Pil Usa in forte rialzo ma l’incertezza sul futuro dell’AI frena i mercati. Cucinelli sprofonda a Piazza Affari

I dubbi su Nvidia e Oracle mandano in rosso l’high tech e frenano tutte le Borse. Ma a Milano pesa soprattutto la tegola caduta su Brunello Cucinelli, sospeso in Borsa per le vicende russe

Borse 25 settembre: Pil Usa in forte rialzo ma l’incertezza sul futuro dell’AI frena i mercati. Cucinelli sprofonda a Piazza Affari

L’economia Usa viaggia più forte del previsto e il Pil del secondo trimestre, in lettura finale, viene rivisto al 3,8% dal 3,3% stimato e atteso. Questo pone nuovi interrogativi sulla traiettoria dei tassi a stelle e strisce, caricando di maggior peso il dato Pce, sull’inflazione, in uscita domani e suggerendo prudenza agli investitori: così le borse europee chiudono deboli anche oggi e sulla stessa strada si sta muovendo Wall Street nella mattina americana. 

Milano limita i danni allo 0,43%, considerando il crollo di Cucinelli (-17,28%), travolto dalle vendite dopo le accuse di alcuni hedge fund relative alle attività in Russia, rispetto alle quali la maison, in una dettagliata nota, ha replicato spiegando di aver rispettato tutte le normative europee. Francoforte segna -0,59%, Londra -0,4%, Parigi -0,41%, Amsterdam -0,11%, Madrid -0,44%.

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Tra i settori chiudono una seduta in affanno industriali e difesa, anche se il clima internazionale non accenna a rasserenarsi e il cancelliere tedesco Merz, in una lettera al FT, apre all’utilizzo dei fondi russi congelati per finanziare lo sforzo bellico dell’Ucraina, sostenendo che tale mossa potrebbe sbloccare un prestito di 140 miliardi di euro per Kiev e dimostrare “la forza di restare in partita”.

Piazza Affari: focus su Cucinelli

Piazza Affari arretra a 42.242 punti base e risente del pesante tonfo di Brunello Cucinelli, titolo travolto dalla posizione “short” di Morpheus Research, che dice di aver compiuto la sua scelta sulla base di uno studio che dimostrerebbe la violazione delle sanzioni alla Russia da parte del re del cachemire. I negozi avrebbero continuato a vendere i preziosi prodotti di Cucinelli a Mosca durante questi anni di guerra all’Ucraina. L’azienda smentisce e minaccia azioni legali, ma ciò non basta (almeno oggi) ad arginare l’emorragia per un titolo che dopo essere stato sospeso per eccesso di ribasso è tornato agli scambi ed è stato ancor più subissato di vendite.

A compensare i ribassi svettano sul listino principale i rialzi di Saipem +3,09%, Banco Bpm +1,82%, Telecom +1,51%. La oil service centra un rimbalzo anche grazie a Ubs, che ha avviato la copertura sul titolo con rating ’buy’ e target a 3 euro. La buona performance arriva nel giorno dell’assemblea straordinaria che ha approvato il progetto di fusione per incorporazione con la norvegese Subsea 7, operazione su cui tuttavia aleggia il rischio di uno stop dopo le richieste presentate dalle rivali Petrobras, Exxon Mobil e Technip Fmc al Cade (autorità antitrust brasiliana) di intervenire per bloccarla o imporre rimedi per preservare la concorrenza in Brasile. Secondo un trader, il mercato sembra apprezzare l’ipotesi che la società italiana possa restare da sola, qualora ci siano ostacoli alla fusione fra i due gruppi.

In un settore bancario ancora contrastato è nuovamente in luce Banco Bpm, su cui si è spostata l’attenzione del mercato dopo la fine vittoriosa dell’Opas di Mps (-1,59%) su Mediobanca (-1,56%). Il risiko potrebbe ripartire proprio da Piazza Meda, con il titolo che beneficia anche della copertura positiva (buy) di Goldman Sachs e un prezzo obiettivo di 15,7 euro. Sono timidamente positive anche Intesa (+0,41%) e Unicredit (+0,19%). Entrambi gli istituti hanno oggi ottenuto l’upgrade del rating da parte di Fitch, a seguito del miglioramento del debito sovrano italiano lo scorso venerdì, portato ad A- con outlook stabile. Fuori dal paniere principale scendono i titoli Mfe (A -1,8% e B -1,32%) dopo i risultati del primo semestre in linea con le attese.

Spread in rialzo

Si conferma il rosso il secondario, dove lo spread tra decennale italiano e quello tedesco sale a 86 punti base (+2,18%) in un contesto di tassi in leggera crescita, rispettivamente al 3,64% e 2,78%. 

Wall Street è nervosa

Oltreoceano Wall Street appare nervosa in queste ore, mentre ancora incombe il rischio di shutdown del governo a Washington, dove i negoziati sul bilancio non hanno finora portato a un accordo. Il Dj perde lo 0,25%, l’S&P 500 cede lo 0,54% e il Nasdaq lo 0,5%. 

Gli investitori tornano a interrogarsi sul futuro dei titoli legati all’intelligenza artificiale – che hanno trainato gran parte del rally di Wall Street e del comparto tech a livello globale – e sono prudenti dopo i dati macro Usa. Manda segnali di forza infatti anche il mercato del lavoro, con le nuove richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione diminuite di 14.000 unità a 218.000, contro stime a 235.000. Numeri che restituiscono l’immagine di un’economia in gran salute, che da un lato rassicura gli investitori e dall’altro offre una sponda ai falchi della Fed, caricando tra l’altro di ulteriori attese il dato Pce sull’inflazione in uscita domani.

Nell’azionario il focus resta sui colossi tecnologici. Intel guadagna il 5,8%, dopo indiscrezioni su un contatto per ottenere, da Apple, un investimento, nell’ambito di un’iniziativa volta a rafforzare un’azienda che ora è parzialmente di proprietà del governo statunitense. Nvidia è poco mossa, mentre Oracle cede il 2,3%.

Dollaro in rialzo

Sul mercato dei cambi si rafforza anche oggi il dollaro e l’euro torna sotto la soglia di 1,17. Intanto i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa salgono, riflettendo i dati positivi sull’economia e le aspettative sulle prossime mosse della Fed. Tra le materie prime appare poco mosso l’oro, mentre i future di novembre del petrolio sono al momento in calo intorno all’1%. Il greggio texano mostra un prezzo di 64,33 dollari al barile; mentre il Brent di 68,71 dollari.

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