Le Borse europee arrancano in ribasso, pur restando vicine ai massimi, seguendo l’apertura negativa di Wall Street, nonostante i dati macro Usa incoraggianti: il Pil del secondo trimestre 2025 è stato rivisto al rialzo a +3,8%, sopra le attese del 3,3%, mentre il primo trimestre passa da -0,5% a -0,6%. Intanto cresce l’attesa per l’inflazione Pce, in arrivo domani, indicatore chiave per la Fed e per capire le prossime mosse sui tassi.
Sul fronte settoriale, i riflettori restano puntati sui titoli tech e sul comparto chip, con l’AI protagonista. Nvidia e Oracle pagano dazio ai timori sulla natura ciclica del settore, amplificati dalla partnership con OpenAI, mentre Oracle lancia una raccolta fondi tramite obbligazioni societarie. Anche Starbucks finisce sotto pressione, dopo aver annunciato la chiusura di alcuni punti vendita e la riduzione di 900 posti di lavoro in Nordamerica.
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A Piazza Affari, le banche restano sotto i riflettori. Mps e Mediobanca si confermano protagoniste del risiko bancario, mentre il governo potrebbe porre condizioni a un’eventuale alleanza tra Banco Bpm e la filiale italiana di Crédit Agricole, su cui il ministro Giorgetti ha ricordato che il governo potrà porre condizioni. Banco Bpm beneficia inoltre della copertura positiva di Goldman Sachs. Fitch ha rivisto al rialzo i rating di Intesa Sanpaolo e Unicredit, quest’ultima beneficia anche di un rialzo del target price da parte di Goldman Sachs e anticipa il Cda per l’approvazione dei conti del terzo trimestre (al 21 ottobre dal 27). Campari registra un aggiornamento del target price da Equita.
Tra i titoli principali spiccano Saipem, dopo il via libera alla fusione transfrontaliera con Subsea 7, Tim e Stellantis, quest’ultima sostenuta dai dati sulle immatricolazioni europee. In coda Brunello Cucinelli (-4,95%), sospesa dalle contrattazioni dopo il sell-off legato alle accuse di Morpheus Capital su presunte vendite non conformi alle sanzioni Ue in Russia. Deboli anche farmaceutici, su cui pesa l’ombra di nuovi dazi Usa. Fuori dal paniere principale, Mfe chiude il primo semestre con un risultato operativo in calo, ma con crescita del risultato netto.
Il Btp a 10 anni rende il 3,61%, con lo spread a 86 punti. Euro saldo a 1,175 sul dollaro. Petrolio poco mosso: Brent sopra 69 dollari/barile, Wti a 65 dollari. Oro in rialzo a 1.745 d/oncia.