I “negoziati seri tra Usa e Iran”, per usare le parole del presidente americano Donald Trump che però ha poi aggiunto che Washington “aspetterà Teheran per altri 2-3 giorni, al massimo all’inizio della prossima settimana”, al momento convincono i mercati finanziati fino ad un certo punto, e più in Europa che non negli Stati Uniti, anche se Milano, Madrid e Parigi (che in extremis finisce poco sotto la parità) chiudono anche loro in rosso. Il Dax di Francoforte registra la performance migliore di giornata col +0,5%. Amsterdam +0,3%, Londra +0,07%. Diverso il discorso per Wall Street: Dow Jones -0,5%, S&P 500 -0,8%, Nasdaq Composite Index -1,3%. Il dollaro torna ad apprezzarsi rispetto all’euro, portando il cambio sotto quota 1,16.
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Nasdaq in rosso in attesa per i conti di Nvidia di domani. Bitcoin a 76.000 dollari. T-Bond 30 anni ai massimi dal 2007
Nel momento in cui le Borse europee chiudono i battenti, il Nasdaq viaggia decisamente in territorio negativo. Gli occhi del mercato sono puntati sui conti di Nvidia che saranno pubblicati domani: intanto oggi il titolo perde l’1%. Male anche le altre big tech: Tesla -3,3%, Amazon -3,4%, Google -2,3%, Meta -1%, Cisco -3%. Un po’ più contenute le perdite per Microsoft e Apple. Il Bitcoin è stabile intorno ai 76.000 dollari, dopo però aver sfiorato gli 82.000 dollari all’inizio del mese di maggio. Il titolo peggiore oggi è Qualcomm -4,5% mentre in controtendenza si segnala Marvell +2,4%. Fibrillazioni sui titoli di Stato americani, oggi in forte rialzo: il T-Bond 30 anni sale oltre il 5,1%, ai massimi dal 2007.
Materie prime: petrolio Brent stabile sui 110 dollari, gas a 52 euro
Seduta non molto mossa per le commodities. Quelle più nell’occhio del ciclone da qualche mese, in conseguenza del conflitto in Medio Oriente, sono sempre quelle energetiche: oggi il petrolio si prende una pausa ma conferma i 110 dollari al barile per il Brent, mentre il Wti Crude Oil scende leggermente intorno ai 103 dollari al barile. Rimbalza invece significativamente il gas naturale europeo, del 3% a sfiorare i 52 euro per megawattora, vale a dire il valore più alto da inizio aprile. Va ricordato che circa un quinto della fornitura globale di Gnl è stata interrotta dall’inizio del conflitto, alla fine di febbraio. Perdono terreno invece oro e argento: il primo oscilla intorno a quota 4.500 dollari l’oncia, mentre il secondo crolla di oltre il 4% a 74 dollari l’oncia.
Piazza Affari -0,65% nonostante l’exploit di Avio. Spread in rialzo
Altra seduta negativa per Piazza Affari, che perde lo 0,65% poco sopra i 48.000 punti. Il titolo migliore di giornata è Avio +4,1% dopo il successo del lancio del satellite Smile con Vega C, e in generale va bene la Difesa che tenta la ripresa con Fincantieri +2,2% e Leonardo +2%. In evidenza anche Ferrari +3,5%. Continua invece il momento no per Prysmian -5% e va in parte sotto l’energia con Saipem -3,2% e Tenaris -1,8%. Tendenzialmente in territorio negativo le banche: Unicredit -1,4%, Banca Mediolanum -1,9% e Banco Bpm -1,7% risultano essere le peggiori di giornata. Attenzione allo spread Btp Bund, che risale pericolosamente verso gli 80 punti base, fermandosi oggi appena sotto, sui 79 punti, con il rendimento del Btp 10 anni che sfiora il 4%.
