Condividi

Borse 18 settembre: il taglio dei tassi della Fed tonifica i mercati. A Milano, che recupera quota 42 mila, vola Stm

Tutte in rialzo le piazze azionarie in Europa e in America dopo la mossa della Fed che probabilmente taglierà i tassi altre due volte nel 2025. La Germania guida la corsa dei listini nel Vecchio continente

Borse 18 settembre: il taglio dei tassi della Fed tonifica i mercati. A Milano, che recupera quota 42 mila, vola Stm

L’atteso taglio dei tassi, deciso ieri dalla Fed, ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai listini, ma oggi a mettere il turbo alle borse – soprattutto a Wall Street, che si muove a livello record – è l’investimento di cinque miliardi di dollari di Nvidia (+3,53%), nella rivale Intel (+27,8%). In Europa la chiusura è così sui massimi di giornata. Piazza Affari sale dello 0,84% (42.307 punti base), al traino dei titoli del lusso e dei tech.

Sono ancora più toniche Francoforte +1,48%, Parigi +0,87% e Amsterdam +2,02%. Londra invece limita i guadagni allo 0,19% nonostante il maxi accordo tra Regno Unito e Stati Uniti, che porterà un flusso di investimenti per 250 miliardi di sterline nelle due direzioni dell’Atlantico, dopo la visita del presidente Usa Donald Trump, che si è conclusa poche ore fa con una conferenza stampa congiunta con il premier inglese Keir Starmer.

LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI

Oltreoceano Wall Street procede tonica e aggiorna il record con i tre indici principali. A tirare la volata è il Nasdaq (+1,13%), grazie al balzo dei tech, sulla notizia che Nvidia ha acquisito una partecipazione nel gruppo Intel per un importo 5 miliardi di dollari. Le due aziende tecnologiche svilupperanno insieme prodotti per il pc e data center. Intel si rafforza così dopo il 10% di capitale acquisito dal governo Usa ad agosto e l’iniezione da 2 miliardi di SoftBank, che punta su chip e infrastrutture cloud.

Si tratta di una boccata d’ossigeno anche per Nvidia, mentre proseguono le indiscrezioni sul divieto, imposto da Pechino ad aziende cinesi, di acquistare chip per l’IA dal colosso statunitense. Brilla poi anche l’accordo che IonQ (+5%) ha firmato con il dipartimento dell’Energia per promuovere lo sviluppo delle tecnologie quantistiche nello spazio.

Dollaro in ripresa e prezzi dei T-Bond in calo, mentre scendono le richieste Usa alla disoccupazione. Arretra la sterlina dopo la BoE  

Il dollaro si muove in progresso contro le principali valute e T-Bond mostrano prezzi in ribasso in queste ore, nonostante il taglio dei tassi deciso ieri dalla Federal Reserve. La riduzione di 25 punti base, ampiamente prevista dal mercato, e l’apertura di Jerome Powell ad altri due possibili tagli entro fine anno, sono stati ben accolti dagli investitori. A sostenere il biglietto verde e a deprimere oggi i titoli di Stato sono però le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione inferiori alle attese, poiché placano i timori di un rallentamento del mercato del lavoro. Le richieste sono diminuite, la scorsa settimana, di 33.000 unita’ a 231.000, con le stime a 240.000.

Sul mercato dei cambi dunque l’euro perde circa lo 0,3% contro dollaro, per un cross poco sotto 1,18. S’indebolisce anche la sterlina (-0,53% sul dollaro, cambio 1,3560) nel giorno in cui la BoE ha lasciato invariato il costo del denaro, come previsto. La banca centrale inglese ha anche approvato un ridimensionamento dello stock di acquisti di titoli di Stato per 70 miliardi di sterline nei prossimi 12 mesi, portando il totale a 488 miliardi.

Tra le materie prime si registrano realizzi sull’oro: lo spot gold perde lo 0,41% e tratta a 3645,20 dollari l’oncia. Il petrolio tratta in lievissimo rialzo. Il Brent prezza 68,15 dollari a barile (+0,29%).

Piazza Affari, Stm e Cucinelli sugli scudi

In Piazza Affari le blue chip sugli scudi sono oggi Stm +4,74% (in un comparto dei chip effervescente a livello globale) e Brunello Cucinelli, +4,04%, tra titoli del lusso ben comprati e confortati dall’atteggiamento della banca centrale Usa. A Milano brillano infatti anche Ferrari, +3,36% e Moncler, +2,44%. Prysmian si apprezza del 2,5%, dopo un report di JP Morgan che ha confermato il rating ’buy’, ritoccando al rialzo il target price a 87 euro da 86, sottolineando l’impatto positivo della cessione della quota in Yofc.

Le banche sono timidamente positive. Banco Bpm svetta nel comparto con un progresso dell’1,35%, nel giorno in cui l’ad Giuseppe Castagna, in un’intervista alla Cnbc, è tornato a parlare del risiko, affermando che Crédit Agricole “è l’opportunità più evidente che abbiamo”, anche se un terzo polo resta sullo sfondo. ”Mps è un’altra opportunità” di aggregazione, ma “al momento non c’è nulla di concreto”. 

Intanto Mediobanca (+0,09%), conquistata da Siena (+0,48%), riceve le dimissioni dell’ad Alberto Nagel, che rivendica di aver “difeso l’eredità di Cuccia e Maranghi”. Anche tutti i consiglieri – tranne Sandro Panizza – hanno formalizzato le dimissioni. Unicredit chiude con un progresso dello 0,54% una seduta in altalena, dopo le dichiarazioni di ieri del ceo Andrea Orcel che ha indicato Italia, Germania e Polonia come i paesi in cui eventuali fusioni o acquisizioni potrebbero apportare i maggiori benefici all’istituto di credito. 

Le blue chip in maggiore ribasso sono Telecom -1,22% e Campari -1,08%, terna -0,91%, A2a -0,68%, Enel -0,62%. Fuori dal paniere principale, tra i titoli della moda, è in luce Ferragamo (+6,01%). Secondo un trader, sentito da Reuters, si tratta di intensi movimenti di ricoperture sul titolo in vista delle scadenze tecniche di domani. Questo venerdì è infatti il terzo del mese, di questo trimestre, il cosiddetto giorno delle streghe in cui scadono simultaneamente i future su indici azionari, i future su singole azioni, le opzioni su indici azionari e le opzioni su azioni.

Bene Ovs, +1,27%, dopo conti semestrali superiori alle attese. È piccolo, ma crescerà Technoprobe, +14,25%, oggi brillante grazie alla spinta del ’buy’ con cui Ubs ha avviato la copertura sul titolo citando il forte potenziale di sviluppo legato ai chip AI.

Spread e tassi in leggera crescita

Sul mercato secondario si amplia leggermente a 83 punti base lo spread tra Btp 10 anni e Bund di durata uguale. Salgono i tassi, rispettivamente al 3,55% e 2,72%.

Commenta