Le Borse europee viaggiano in rialzo all’indomani del taglio dei tassi della Federal Reserve, seguendo il rialzo visto a Tokyo e l’apertura positiva di Wall Street. A spingere i listini Usa anche il balzo di Intel dopo l’annuncio che Nvidia ha acquisito una partecipazione nel gruppo per 5 miliardi di dollari.
La riduzione di 25 punti base era attesa e si è concretizzata con un solo voto contrario, quello del trumpiano Stephen Miran, favorevole a un taglio più deciso di 50 punti. La Fed segnala altri due possibili interventi entro fine anno, ma tutti gli occhi restano puntati sui dati del mercato del lavoro e sui sussidi settimanali alla disoccupazione. Come da attese, la Bank of England ha confermato il tasso di riferimento al 4%.
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A Piazza Affari, le banche continuano a catturare l’attenzione dopo due sedute sotto pressione. Unicredit è sotto i riflettori dopo le dichiarazioni del ceo Orcel che ha indicato Italia, Germania e Polonia come i Paesi in cui eventuali fusioni o acquisizioni potrebbero apportare i maggiori benefici all’istituto di credito. Occhi puntati su Mediobanca: Il cda di Piazzetta Cuccia si è dimesso, con l’unica eccezione di Sandro Panizza, rappresentante di Delfin, dopo che Mps ha raggiunto il 62,88% del capitale. Le dimissioni diventeranno effettive dall’assemblea del 28 ottobre, che nominerà il nuovo board fino al 2028. Nel frattempo, Mps presenterà entro il 3 ottobre la lista dei 15 candidati per il nuovo consiglio.
Tra gli altri titoli in evidenza, Prysmian e Stm, sostenuti dal rally dei semiconduttori dopo le indiscrezioni del Financial Times sullo stop cinese all’acquisto di chip Nvidia.
Lo spread tra Btp e Bund sale lievemente a 82 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 3,5%. Venerdì 19 settembre è atteso il giudizio di Fitch sul rating sovrano dell’Italia, attualmente BBB con outlook positivo.
Sul mercato valutario, l’euro sale sopra 1,18 dollari dopo il calo notturno post-Fed. Sul fronte energetico, il petrolio resta debole, con il Brent a 67 dollari al barile e il Wti a 63 dollari, mentre il gas si mantiene stabile sopra i 32 euro/MWh.