I listini europei chiudono la prima seduta della settimana in ribasso, proseguendo sulla via del nervosismo e dei realizzi intrapresa venerdì scorso. Prive di stimoli da Wall Street (piatta) le borse continentali hanno risentito oggi dei dati macro, delle tensioni tra Cina e Giappone e della volatilità che ancora spira sul settore dell’intelligenza artificiale, nella settimana in cui Nvidia (-1,5%) pubblicherà la trimestrale. Piazza Affari perde lo 0,52% (43.767 punti base), penalizzata dalle vendite sul lusso, tech e auto, mentre le banche sono contrastate. In giornata qualche spunto è arrivato dal settore difesa, a partire da Parigi (-0,63%), dopo la “dichiarazione d’intenti” a lungo termine sull’acquisizione in Francia, da parte dell’Ucraina, di equipaggiamenti di difesa aerea.
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La prospettiva non è bastata ad alimentare la propensione al rischio a Francoforte -1,18%, Madrid -1,11%, Amsterdam -0,69% e Londra -0,23%.
Wall Street nervosa, guarda a Nvidia e alla Fed
Wall Street è poco mossa in avvio di un settimana carica di aspettative per la trimestrale di Nvidia, considerata un banco di prova per lo stato di salute di tutto ciò che ruota attorno all’intelligenza artificiale. Gran parte della volatilità della scorsa ottava è stata da imputarsi al timore di bolla in quest’ambito e anche oggi le notizie sono poco rassicuranti. Dopo SoftBank anche il Fondo del miliardario Peter Thiel ha ceduto l’intera sua partecipazione in Nvidia nel terzo trimestre, come riportato da un documento di regolamentazione.
La settimana scorsa inoltre una serie di dichiarazioni poco accomodanti da parte di funzionari della Fed ha fatto arretrare le probabilità di un taglio dei tassi a dicembre. Per questo saranno da monitorare gli attesi dati macro a stelle strisce, dopo la lunga paralisi statistica dovuta allo shutdown. Giovedì si dovrebbe finalmente fare luce sull’occupazione con la pubblicazione del rapporto di settembre.
Intanto, a sorpresa, è salito l’indice Empire State della Fed di New York, a 18,7 punti a novembre dai 10,7 di ottobre, contro attese di un calo a 6,1 punti. Nell’azionario Usa si segnala l’andamento positivo di Alphabet (+4,17%), dopo che he Berkshire Hathaway ha rivelato una nuova partecipazione di 4,3 miliardi di dollari nella società e ha ridotto ulteriormente la sua quota in Apple, (-1,58%).
Previsioni Commissione Ue
In Europa, a indurre prudenza agli investitori sono state invece le previsioni di autunno della Commissione Europea, che ha tagliato le stime di crescita di importanti paesi come l’Italia, il cui Pil è atteso crescere dello 0,4% nel 2025, dello 0,8% nel 2026 e nel 2027. Sul lusso si sono fatte sentire le tensioni tra Cina e Giappone, dopo che Pechino ha esortato i propri cittadini a evitare il paese del Sol levante in seguito all’acuirsi delle tensioni diplomatiche su Taiwan. Frizioni che si sono riversate sui titoli della moda. In particolare a Tokyo si è registrato il tonfo di Fast retailing (5,29%), proprietario del marchio Uniqlo.
Bitcoin sotto 94 mila dollari
L’avversione al rischio penalizza oggi anche il bitcoin, che tratta attualmente sotto 94 mila dollari. La più importante valuta digitale ha perso progressivamente quota da inizio ottobre, quando ha toccato la quota record di 126.251 dollari. Sul mercato dei cambi si rafforza leggermente il dollaro. L’euro vede un cambio leggermente al di sotto di quota 1,16.
Risultano deboli anche le materie prime. L’oro perde circa mezzo punto percentuale, ma resta saldamente oltre quota 4000 dollari l’oncia. Il petrolio è poco mosso, con i future in retromarcia dello 0,3% circa. Il greggio texano piazza 59,79 dollari al barile; il Brent 64,18 dollari.
Piazza Affari si difende con le utility
In Piazza Affari sono i titoli difensivi come le utility a svettare oggi sul listino principale. In particolare guidano la lista dei maggiori rialzi Hera +1,8%, Enel +1,15%, Terna +1,02%. Leonardo si apprezza degli 1,23%, mentre le banche sono contrastate. Salgono Bper +0,68% e Mps +0,54%, con Siena che beneficia della fiducia di Jefferies che ha rafforzato il prezzo obiettivo a 10 euro (da 9,30), confermando il rating “Buy”.
Sono deboli le big: Intesa -1,17% e Unicredit -0,73% e si conferma in ribasso Azimut, -0,8% penalizzata dal taglio del rating di Deutsche Bank a ’hold’ da ’buy’. Tra i titoli in maggior sofferenza ci sono quelli del lusso, Cucinelli -3,54% e Moncler -1,93%. L’auto, con Stellantis -2,44% e Ferrari -1,75%. Il nervosismo sui titoli tech investe Stm -2,79%. Fuori dal paniere principale si apprezza Tamburi Investment Partners (+1,93%) dopo i buoni risultati dei nove mesi. L’effetto trimestrale è tonificante anche per CY4Gate (+3,33%).
Spread stabile in attesa di Moody’s
In attesa che venerdì Moody’s aggiorni il suo rating sull’Italia, si conferma stabile il mercato secondario, dove lo spread tra Btp 10 anni e Bund di durata uguale arretra a 74 punti base, con tassi rispettivamente al 3,45% e 2,71%