Dopo un inizio di settimana molto tiepido oggi cambia marcia Piazza Affari, che si ispira al trionfale clima olimpico che aleggia su Milano affermandosi tra le migliori Borse europee, con un avanzamento dello 0,76% a 45.764 punti. In territorio altrettanto positivo comunque anche gli altri listini continentali, con l’indice Euro Stoxx 50 che sale dello 0,8%, Francoforte +0,85%, Parigi +0,5%, Londra +0,7%, Madrid +0,6%. A dare gas al Ftse Mib sono in generale i titoli finanziari ma attenzione anche alla performance di Telecom Italia che alla fine risulta il migliori titolo col +3% abbondante in scia alla promozione degli analisti di Jp Morgan, che hanno incrementato a 0,62 euro per azione (dai precedenti 0,57 euro) il target price su Tim, confermando la raccomandazione “Hold” sul titolo della tlc italiana. Per il resto acquisti appunto sulle banche: Mediobanca +2,3%, Mps +2,1%, Nexi +2,3%, Unicredit +2%, Intesa Sanpaolo +1,3%. Rifiata invece dopo l’exploit di ieri la Difesa: Leonardo -1% e soprattutto Fincantieri -3,5% tra i titoli peggiori. Ancora in affanno Stellantis -1% mentre sprofonda Diasorin -6,7%: nell’ultimo mese ha perso oltre il 10%.
Wall Street debole, continua la discesa del Bitcoin
Allargando lo sguardo oltre l’Oceano Atlantico riapre i battenti Wall Street dopo la sosta per il President’s Day ieri. Il Dow Jones parte benino ma niente di che, appena sopra la parità nei minuti in cui l’Europa chiude i battenti. Più interessante la situazione del Nasdaq che già da qualche tempo batte la fiacca sui timore di una bolla sull’Intelligenza artificiale, seppur tra alti e bassi: oggi l’indice composito è in rosso ma non di molto, con i principali titoli tecnologici che viaggiano contrastati ma tendenzialmente in territorio negativo. Tesla -2,4%, Amazon +1%, Nvidia +0,7%, Apple +1,7%, Microsoft -0,7%, Alphabet -1,7%, Meta -0,5%. Da monitorare anche l’andamento del Bitcoin che la settimana scorsa aveva ad un certo punto rialzato la testa ma che oggi scende sotto i 68.000 dollari. E a proposito di valute il dollaro Usa recupera qualcosa sull’euro, portandosi sul cambio a 1,181 nell’istante in cui lo rileviamo.
Materie prime: petrolio, oro e argento
Giornata no per le materie prime. Il petrolio ritraccia, soprattutto il Brent che perde il 2,3% e ritorna in zona 67 dollari al barile, mentre limita i danni il Wti crude oil difendendo quota 62 dollari al barile. La morale della favola è che per l’oro nero questa è una fase altalenante, soprattutto in queste ore in cui sono in corso i colloqui tra Usa e Iran. Anche l’oro e l’argento, che tra l’altro compongono le tante medaglie che stanno vincendo i nostri atleti alle Olimpiadi invernali, oggi perdono valore. I tempi dei record storici sono ancora recenti ma sembrano già un lontano ricordo ed entrambi cedono oltre il 2% portandosi rispettivamente sotto i 4.900 dollari l’oncia e addirittura in zona 73 dollari, dopo aver ampiamente sfondato quota 100 qualche settimana fa. L’argento, che pur viaggia sul +124% da un anno, nell’ultimo mese ha perso quasi un quarto del valore che aveva raggiunto.
