Le Borse europee aprono contrastate nonostante i nuovi record toccati da Tokyo in scia a possibili elezioni anticipate in Giappone. I listini continentali preferiscono però la strada della cautela in attesa del dato sull’inflazione Usa, che sarà pubblicato nel pomeriggio, e dopo le turbolenze innescate ieri dall’indagine penale aperta dal dipartimento di giustizia Usa sul presidente Jerome Powell. Una mossa che molti osservatori, governatore compreso, vedono come un attacco all’indipendenza della Fed, tanto che l’indice Vix della paura torna a salire, sfiorando quota 16 punti, mentre nella giornata di ieril’oro, che oggi ritraccia a quota 4,582 dollari, ha guadagnato 114 dollari a 4.604,30 dollari all’oncia, registrando un nuovo record. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con gli Usa che hanno annunciato dazi del 25%, con effetto immediato, nei confronti di chiunque intrattenga rapporti commerciali con Teheran, facendo salire i prezzi del petrolio.
Europa contrastata in apertura
Milano apre poco sotto la parità e segna -0.07% a 45.700 punti. Debole anche Parigi (-0,04%) mentre Londra è stabile (+0,06%) e Francoforte e Madrid avanzano rispettivamente dello 0,5% e dello 0,2%. Zurigo segna +0,04%, mentre gli occhi degli investitori sono puntati su Ubs. Secondo il Financial Times, il ceo Sergio Ermotti starebbe valutando le dimissioni nella primavera del 2027, anche se, secondo le fonti citate, non ci sarebbe ancora una tempistica definitiva.
A Piazza Affari focus sulle banche, occhi su Pirelli
A Piazza Affari il titolo migliore è Diasorin (+2%). Toniche le banche con Mps che guadagna l’1,5% mentre gli investitori si interrogano sul futuro dell’istituto senese e in particolare su un possibile interesse da parte di Unicredit (+0,27%) alla quota di Delfin. Bene anche Mediobanca (+1%), mentre viaggia in leggero rialzo (+0,2%) Banco Bpm dopo il via libera della Bce a Crédit Agricole per salire sopra il 20% del capitale.
Fuori dal paniere principale, riflettori accesi su Pirelli (-0,6%), dopo che Il Messaggero ha anticipato che il patto parasociale tra Camfin e Sinochem, entrato in vigore a febbraio 2023, sarà sciolto entro la fine del mese. Gli analisti di Equita restano dell’idea che lo scenario più probabile sia la riduzione della quota di Sinochem in parte tramite un accelerated bookbuilding (ABB). Nell’auto occhi anche su Ferrari, dopo la decisione di Hsbc di tagliare il giudizio su da Hold a Buy, portando il target price a 345 euro dai 415 euro euro. La casa d’affari ha invece alzato il target su Stellantis (-0,88%) a 10 euro (dai precedenti 8,5) e conferma il giudizio Buy.
Occhi su Brunello Cucinelli (-0,6%) che ieri a mercati chiusi ha diffuso i ricavi del 2025, saliti a oltre 1,4 miliardi di euro. (+11,5% a cambi costanti), in linea con le stime. Il titolo peggiore è però Fincantieri, che cede il 4% dopo l’exploit della vigilia. Male anche Nexi (-2,3%) e Buzzi (-1,9%).
In questo contesto è da segnalare un’indiscrezione del Sole 24 Ore, secondo cui Edison prepara il grande ritorno in Borsa. Sarebbe questa la strada scelta dall’azionista di riferimento, il gruppo francese Edf, per il futuro della società energetica guidata da Nicola Monti. Uno scenario che dovrebbe entrare nel vivo a partire da metà febbraio, quando sarà organizzato il cantiere per l’Ipo con la scelta delle banche a servizio dell’operazione. La piazza di quotazione, però, sarebbe stata già individuata: Milano, mentre sul mercato dovrebbe finire una quota fino al 30% della società.
A Wall street attesa per l’inflazione, parte la stagione delle trimestrali
Dopo per trascorso gran parte della seduta all’insegna della volatilità ieri i principali indici della Borsa americana hanno chiuso in cauto rialzo, con il Dow Jones (+0,17%) e lo S&P 500 (+0,16%) che hanno toccato nuovi record, mentre il Nasdaq ha chiuso in rialzo dello 0,26%, grazie anche ad Alphabet (+1%) che lunedì ha superato i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione e ha annunciato che la prossima generazione dei modelli di IA di Apple sarà basata su Gemini di Google.
Sull’azionario gli occhi oggi continueranno ad essere puntati sulle banche, con JP Morgan Bank of New York Mellon, Citigroup e Bank of America che inaugurano la stagione delle trimestrali. Ieri il comparto bancario e quello delle emittenti delle carte di credito (Amex -4,3%) hanno chiuso in calo per la proposta di Trump di limitare i tassi delle carte di credito al 10%, per un anno: i critici temono che il piano del presidente per favorire l’accessibilità economica si ritorca contro e limiti i prestiti, danneggiando i consumatori, oltre alla redditività degli istituti. Da segnalare anche il tracollo di Abercrombie che ha perso quasi il 18%, dopo aver ridotto le previsioni per il quarto trimestre.
Sul fronte dei dati economici, gli investitori aspettano l’indice dei prezzi al consumo, oggi, e l’indice dei prezzi alla produzione, domani, che forniranno informazioni cruciali sullo stato di salute dell’economia statunitense, dopo che il rapporto sull’occupazione di dicembre ha riflesso un mercato del lavoro leggermente indebolito, ma stabile, che probabilmente incoraggia la Federal Reserve a rimandare i tagli dei tassi di interesse. Le previsioni indicano un aumento dell’inflazione core annuale al 2,7%, anche se gli analisti di Goldman Sachs puntano sul 2,8%.
Asia: vola in Nikkei su possibili elezioni anticipate
Corre il Nikkei di Tokyo che, dopo la chiusura per festività del Seijin no Hi, la Festa del raggiungimento della maggiore età, aggiorna i massimi storici e archivia la seduta odierna con un rialzo di oltre il 3% sulla prospettiva di elezioni anticipate in Giappone che potrebbero consolidare la leadership della premier Sanae Takaichi e facilitare misure di rilancio dell’economia. Acquisti anche sul Topix (+2,41). Nell’ultimo anno la Borsa giapponese ha guadagnato il 26% circa. Venerdì il quotidiano giapponese Yomiuri ha scritto che la premier, in carica da soli tre mesi, starebbe pensando di sciogliere la camera bassa del Parlamento già a fine gennaio in modo da indire le elezioni per febbraio. Secondo gli analisti, una vittoria netta della coalizione che supporta Takaichi consentirà al nuovo governo di dare il via libera a una politica fiscale più aggressiva a supporto di settori trainanti come difesa, energia e tecnologia e di incrementare gli investimenti a favore della crescita economica.
A sostenere il listino anche i titoli tech, con il produttore di apparecchiature per il collaudo di chip per computer Advantest che l’8,5%, Tokyo Electron che cresce dell’8,3% e SoftBank Group del 4,3%.
Nel resto dell’Asia, tonica Hong Kong (+1%), con le azioni della società cinese di progettazione di chip GigaDevice Semiconductor che sono balzate del 54% nelle prime contrattazioni, dove ha fatto il suo debutto. Stabile Shanghai (-0,1%), mentre il Kospi di Seul avanza dello 0,6%.
I dazi Usa sull’Iran spingono il petrolio
I prezzi del petrolio toccano i massimi delle ultime sette settimane in scia alle proteste in Iran che alimentano timori sulle forniture. Il Dipartimento di Stato americano e l’Ambasciata virtuale a Teheran hanno emesso un avviso urgente ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a “partire immediatamente”, a causa dell’intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, delle violenze e del blocco di internet.
“Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell’Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti d’America. Questo ordine è definitivo e vincolante“: ha annunciato ieri sera Donald Trump su Truth. il presidente dovrebbe incontrare oggi i suoi principali consiglieri per discutere le opzioni sull’Iran.
In questo contesto, i future sul Wti avanzano dello 0,75% a 59,94 dollari al barile. Rialzo quasi fotocopia per il Brent che si attesta a 64,35 dollari, mentre il prezzo del gas naturale Tff sul mercato Amsterdam è a 32,18 euro al mwh.
L’oro ritraccia dopo i record della vigilia
Si prende una pausa l’oro, che dopo i record di ieri torna (poco) sotto quota 4.600 dollari l’oncia, con consegna spot che oggi segna a 0,25% a 4.584 dollari. L’attenzione degli investitori resta concentrata sull’indagine penale aperta dal Dipartimento di Giustizia Usa nei confronti del presidente della Fed, Jerome Powell, e su ciò che questa potrebbe comportare per l’indipendenza della Fed. Mentre gli ex governatori Ben Bernanke Alan Greenspan e Janet Yellen scendono in campo per condannare l’inchiesta, definendola “un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi giudiziari per minare l’indipendenza” della banca centrale”, gli analisti riflettono sulle conseguenze immediate dell’indagine. Il timore è che la Fed possa essere costretta a ridurre i tassi di interesse troppo a lungo, provocando un incremento dell’inflazione.
Spread ai minimi dal 2008
Lo spread tra Btp e Bund continua a scendere e ad aggiornare i minimi dal 2008. Il differenziale in avvio tocca 61,3 punti poi risale a 62 punti. Il rendimento del decennale italiano sale di 2 punti base al 3,48%.
Sul fronte delle valute, è stabile l’euro, che vale 1,1663 dollari (ieri a 1,167) e 185,2 yen (184,6 yen), mentre il cross dollaro/yen è’ a 158,83 (158).
