Dopo le indiscrezioni arriva l’ufficialità. Nella serata di lunedì 12 gennaio, Crédit Agricole ha annunciato di aver ricevuto il via libera dalla Banca Centrale Europea per superare la soglia del 20% del capitale sociale di Banco Bpm. L’ok, risale allo scorso 9 gennaio, fa sapere la Banque Verte, ricordando che nel corso del terzo trimestre del 2025 aveva stipulato strumenti derivati legati alle azioni di Piazza Meda e ha acquisito una partecipazione aggiuntiva dello 0,3% attraverso questi strumenti. Il gruppo francese “intende regolare fisicamente tali derivati”, ovvero convertirli, e, di conseguenza, “deterrà il 20,1% del capitale” di Bpm. Ma potrebbe essere solo l’inizio. Secondo le indiscrezioni l’Agricole vorrebbe arrivare al 29,9%, poco sotto quel 30% che con la riforma del Tuf diventerà la nuova soglia d’opa. La crescita, riferisce il Corriere, potrebbe avvenire in due fasi: prima fino al 24,9% e poi al 29,9% quando sarà in vigore la nuova soglia normativa. Di certo prima dell’assemblea di aprile che dovrà approvare il bilancio 2025 e il nuovo board.
Crédit Agricole: “Non vogliamo il controllo di Banco Bpm”
Dopo il disco verde della Bce, Crédit Agricole ha ribadito che “non intende acquisire o esercitare il controllo” su Banco Bpm e “manterrà la propria partecipazione al di sotto della soglia di offerta pubblica di acquisto obbligatoria”.
La banca francese precisa anche che la propria partecipazione in Piazza Meda viene contabilizzata “nel quadro dell’influenza significativa nel quarto trimestre 2025, in linea con la posizione di Crédit Agricole Sa come azionista e partner a lungo termine” della banca. “Alla luce di tale evoluzione, il conto economico di Crédit Agricole Sa non è più esposto alla volatilità causata dall’andamento del prezzo delle azioni di Banco Bpm”.
L’impatto contabile del primo consolidamento di Banco Bpm ammonta a circa -600 milioni di euro, contabilizzati nella voce “quota di utile netto delle entità valutate a patrimonio netto” del conto economico del quarto trimestre del 2025. L’impatto sull’utile netto della partecipazione di Banco Bpm per l’intero esercizio 2025, tenendo conto della rivalutazione al fair value a conto economico e dei dividendi ricevuti, è complessivamente positivo per circa 200 milioni di euro. L’impatto del primo consolidamento sulla solvibilità è di circa +5 punti base sul coefficiente Cet1 di Crédit Agricole.
Banco Bpm verso il rinnovo del board
La decisione della Bce arriva alla vigilia di un appuntamento fondamentale per il futuro di Banco Bpm, che ad aprile rinnoverà il proprio cda. Da settimane ormai a Piazza Meda non si pensa ad altro, anche perché l’istituto guidato da Giuseppe Castagna sarà il primo ad applicare le nuove regole previste dalla legge Capitali.
Sul quarto mandato di Castagna ci sono pochi dubbi, ma la domanda che tutti si pongono riguarda proprio Crédit Agricole: quante poltrone chiederà e come? Due gli scenari attuali: il primo prevede il sostegno alla lista del cda uscente in cambio un numero di consiglieri adeguato al suo peso azionario, ovvero quattro membri più il presidente. Il secondo invece passa per la presentazione di unalista minoranza che le garantirebbe la presidenza del collegio sindacale e del comitato rischi, ma anche tre posti in consiglio. Possibile anche una terza ipotesi: una modifica dello statuto che porti a sei il numero dei posti in consiglio riservati alle minoranze, consentendo al socio francese di aumentare il numero di poltrone in consiglio e al ticket Castagna-Tononi di restare in sella. Ci sono però dei rischi, soprattutto perché per modificare lo statuto occorre passare in assemblea.
