Capitol One: – 6%; Amex: – 5,17%; Visa: -3,2%; Mastercard -2,46%. E ancora: Citigroup: -3,4% ; Bank of America -2,62%, JP Morgan: – 1,9%. Banche ed emittenti di carte di credito hanno aperto in profondo rosso a Wall Street dopo l’ennesimo annuncio di Donald Trump che ha reso nota l’istituzione di un tetto del 10% sui tassi di interesse delle carte di credito.
Trump e il tetto agli interessi delle carte di credito
L’annuncio del tycoon, come da tradizione, è arrivato venerdì tramite il social Truth. Il tetto massimo agli interessi delle carte di credito, fissato al 10%, era una delle misure promesse da Trump in campagna elettorale, poi mai attuata anche perché richiederebbe l’approvazione del Congresso. Ma oggi che il tema dell’aumento dei costi e prezzi sta divenendo sempre più centrale per l’amministrazione Trump, soprattutto in vista delle elezioni di Midterm in programma il prossimo novembre, il presidente ha deciso di rispolverare uno dei suoi vecchi cavalli di battaglia.
Al momento però non è ancora chiaro quale strumento legislativo e di vigilanza l’amministrazione Usa sceglierà per attuare la misura in così poco tempo e senza passare dal Congresso.
“Siate informati che non permetteremo più che il popolo americano venga ‘spremuto’ dalle compagnie di carte di credito” ha scritto Trump secondo cui “le compagnie caricano interessi del 20, del 30% o più, una situazione che è peggiorata senza ostacoli durante l’amministrazione del “Sleepy Joe” Biden”.
Domenica sera, parlando ai giornalisti sull’Air Force One, il presidente Usa ha rincarato la dose, affermando che se le aziende non si adegueranno entro il 20 gennaio, “violeranno la legge. Alcune di loro applicano commissioni del 28%, quasi del 30%”.
Le carte di credito, la crisi del debito e la reazione delle banche
Negli ultimi anni, il business delle carte di credito è diventato molto redditizio per le banche. Secondo i dati della Fed, il credito totale delle carte di credito negli Stati Uniti superava i 1.230 miliardi di dollari alla fine di settembre, rappresentando la quarta fonte di indebitamento delle famiglie, dopo i mutui immobiliari, i prestiti agli studenti e i prestiti auto. Il tasso medio di questi strumenti, al momento delle rilevazioni, era superiore al 21,4%, contro circa il 14,5% dopo la crisi causata dalla pandemia di Covid-19 e addirittura intorno al 12% dieci anni fa.
Analisti e operatori di mercato avvertono però che una misura come quella annunciata da Trump, sebbene utile per ridurre il debito delle famiglie, potrebbe essere controproducente.
Attraverso un comunicato congiunto, le associazioni che rappresentano le banche americane hanno ribadito che le iniziative annunciate dalla Casa Bianca rischiano di “prosciugare il mercato del credito”. Pur condividendo “la volontà del presidente Trump di restituire agli americani un credito più accessibile”, gli istituti ritengono che il limite del 10% avrebbe “conseguenze devastanti per milioni di americani”. “Se applicato, questo tetto rischia di costringere i consumatori a rivolgersi ad alternative meno regolamentate e più costose”, hanno scritto le associazioni, sottolineando tuttavia la loro volontà di “collaborare con il governo per garantire agli americani l’accesso al credito di cui hanno bisogno”.
