Seduta a ranghi ridotti per le principali borse mondiali. Per la giornata di oggi è prevista la chiusura per festività delle borse di Hong Kong, Londra, Zurigo e New York. La prima per il compleanno del Buddha, la seconda per la “bank holiday” di primavera, la terza per il “lunedì dell’angelo” e la 4/a per la “giornata della memoria”.
Quel che resta apre in rialzo e festeggia il possibile accordo in arrivo tra Usa e Iran con la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz. Oggi anche il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha confermato che un accordo “abbastanza solido” è sul tavolo. “Pensavamo di avere notizie ieri sera, forse oggi, ma non mi sbilancerei troppo su questo”, ha inoltre aggiunto. In questo frangente, Parigi, Francoforte e Madrid viaggiano in convinto rialzo, mentre Amsterdam sale di circa mezzo punto percentuale.
Ma i riflettori oggi sono tutti su Milano, dove per la prima volta l’indice Ftse Mib ha toccato quota 50.159 punti, infrangendo il suo precedente record di 50.109 punti che durava dal lontano 6 marzo 2000, nel pieno della bolla delle cosiddette ‘dot-com’. Dopo 26 anni, la Borsa di Milano registra così un nuovo massimo storico.
Si spingono su nuovi massimi anche le principali borse di Asia e Pacifico. Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,87% a 65.158 punti, fissando un nuovo record storico così come Taiwan (+3,26% a 43.644 punti). Positive anche Sidney, Shanghai, Mumbai e Singapore. Gli acquisti si concentrano sul settore tecnologico e dei microprocessori, con rialzi a Tokyo per Taiyo Yuden (+16,51%), Seiko (+12,51%), Lasertec (+12,6%) Tdk (+10,92%) e Rohm (+10,15%). Brillanti gli automobilistici Mitsubishi (+7,3%), Suzuki (+6,68%) e Nissan (+2,73%).
Alle celebrazioni per la possibile intesa in Medio Oriente partecipano anche petrolio, gas e titoli di Stato. I prezzi del greggio si muovono in deciso ribasso: il Brent in area 97 dollari al barile, mentre il Wti viaggia intorno a 91 dollari. In forte calo anche il gas, che ad Amsterdam sfiora i 46 euro al megawattora. Si raffredda anche la pressione sui titoli di stato, con i tassi sul Btp in calo al 3,65% e lo spread che rimane stabile a 71 punti.
Tornando all’azionario, a Piazza Affari scatta Nexi, sulla notizia che Cdp punta a rafforzarsi nel capitale fino alla soglia del 30%. La Cassa, però, non intende lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni. Continua imperterrita la corsa di Avio, che nell’ultimo mese ha guadagnato il 20% del suo valore. Salgono Amplifon e Diasorin, tonica l’auto con Stellantis e Ferrari. Oggi verrà alzato il velo su “Ferrari Luce”, la prima auto elettrica della casa di Maranello. In più a sostenere le azioni del cavallino rampante c’è anche il podio raggiunto ieri dalla Rossa, con Lewis Hamilton che si è classificato secondo nel GP del Canada a 41 anni suonati, alle spalle di Kimi Antonelli alla guida di Mercedes. Nella galassia Agnelli-Elkann sale anche la Juventus, nonostante l’esclusione dalla Champions League. Positive le banche, con Unicredit e Intesa in testa.
In coda al Ftse Mib si piazzano inevitabilmente i petroliferi, con Eni, Tenaris e Saipem zavorrate dal calo dei prezzi del greggio. Prese di beneficio su St, in calo Leonardo.
Sul fronte dei cambi, l’euro si rafforza a 1,1640 dollari da 1,16 della chiusura di venerdì. Sale l’oro, con il contratto spot scambiato a 4552,685 dollari l’oncia, sostenuto anche l’argento che si muove a 77,48 dollari.